
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere riguardano il 43enne Torquato Mario Ariostini, condannato in Appello a 4 anni e 6 mesi per traffico di sostanze stupefacenti; il 31enne Antonello D’Ascanio, condannato in appello a 4 anni e 6 mesi per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; il 31enne Tommaso Stramaglia, condannato a 4 anni e 10 mesi, sempre per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti; il 56enne Federico Trisciuoglio, condannato in Appello a 13 anni e 10 mesi per tentata estorsione, traffico e spaccio di droga. Attualmente, Trisciuglio è ricoverato negli ospedali Riuniti di Foggia, in stato di detenzione. Custodia cautelare in carcere anche per il 50enne Natalino Venuti, condannato in appello a 4 anni e 10 mesi per traffico di spaccio di sostanze stupefacenti.
Per alcuni indagati, già detenuti, le relative ordinanze di custodia cautelare in carcere saranno trasmesse dalla Procura generale di Bari “per l’esecuzione”, direttamente ai diversi istituti di pena in cui gli stessi sono attualmente detenuti. Questo provvedimento riguarda Salvatore Prencipe (condannato in Appello a 13 anni e 6 mesi per traffico di sostanze stupefacenti e tentata estorsione), Luigi Castriota (condannato in appello a 10 anni e 10 mesi per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti) e Moretti Pasquale (condannato in Appello a 5 anni e 4 mesi per spaccio di sostanze stupefacenti).
Si ricorda che l’operazione antimafia Poseidon risale allo scorso 28 giugno del 2004, quando la Squadra Mobile di Foggia eseguì infatti 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere a danno di uomini appartenenti al clan ‘Trisciuoglio-Prencipe”. Agli arrestati furono contestati i reati di “associazione mafiosa, estorsioni, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti”.
La maggior parte degli indagati avevano scelto di avvalersi del rito alternativo, relativo al nuovo codice di procedura penale (art.438 ss c.p.p.), detto rito abbreviato, che consente infatti la risoluzione in tempi “brevissimi” del processo (si ricorda infatti che con il rito abbreviato l’mputato può chiedere che il processo sia definito all’udienza preliminare “allo stato degli atti”, salvo quando lo stesso indagato subordini la richiesta a un’integrazione probatoria, ovvero quando il giudice ritenga di non poter decidere allo stato degli atti e assuma, anche d’ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione (art. 438 c. 5 e art. 441 c. 5). Terminata la discussione, il giudice pronuncia la sentenza che può essere di proscioglimento o di condanna, nel qual caso la pena, determinata tenendo conto di tutte le circostanze, è diminuita di un terzo. La pena dell’ergastolo viene infatti sostituita con la reclusione a 30 anni. Fonte: Wikipedia).
Il rito abbreviato relativi agli indagati dell’operazione Poseidon si era concluso lo scorso 7 dicembre del 2006 con la conferma delle sentenza di condanna di quasi tutti gli indagati, sentenza emessa dal Giudice per le udienze preliminari (Gup) del tribunale di Bari, dottoressa De Palo.
Il ricorso successivo dinnanzi alla Corte d’Appello di Bari veniva definito il 3 luglio del 2008, con la conferma della maggior parte delle sentenze di condanna emesse nel giudizio del primo grado.
Nel corso dello stesso processo il 43anne pregiudicato garganico, Franco Romito, venne condannato ad una pena di 5 anni di reclusione, per spaccio di sostanze stupefacenti, cedute al foggiano Federisco Trisciuoglio.
In seguito, lo scorso 21 aprile del 2009, lo stesso Romito sarà ucciso in un agguato di stampo malavitoso, a danni anche del conducente della sua auto, agguato avvenuto lungo viale dei Pini a Siponto, nei pressi del maneggio e pista go-kart, gestita dalla stessa famiglia nell’area.


