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I nuovi dati ISTAT: 143mila pensionati, in media le pensionate percepiscono 600,29 euro

A Foggia e provincia, pensionati sotto la “soglia di cittadinanza”

A Volturara il 39% di over 65enni, la “più giovane” è Carapelle con solo il 14% di anziani


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Foggia. Sono 143.760 i pensionati in provincia di Foggia. Il dato è ufficiale, fonte ISTAT. La parte della leonessa, naturalmente, la fa il capoluogo, con 30.361; seguono Manfredonia (11.399), Cerignola (9.856), San Severo (9.252) e Lucera (7.134). La Capitanata è una provincia che invecchia velocemente e, anche a causa dell’emigrazione, la percentuale degli over 65enni (che comprende anche coloro che non sono ancora andati in pensione) è sempre più alta. Il centro con più anziani, nella Daunia, è Volturara Appula, il paese del premier Giuseppe Conte, dove il 39% dei residenti ha superato i 65 anni d’età; sul podio di questa speciale classifica, poi, ci sono Motta Montecorvino e Celle San Vito, con il 33% dei residenti over 65enni. Foggia si attesta al 21%, mentre la città più giovane della provincia è Carapelle, con una percentuale di anziani pari al 14%. Tra le più giovani anche Stornara (15%), Cerignola (16%), Stornarella e Zapponeta (entrambe al 17%). In tutta la provincia sono 187 gli ultra centenari: 41 a Foggia, 15 a Manfredonia, 13 a San Severo; fuori dal “podio” San Giovanni Rotondo (9), Torremaggiore (7) e Monte Sant’Angelo (7).

I dati sono stati diffusi durante le due giornate, 11 e 12 ottobre, del Congresso provinciale dei pensionati SPI Cgil di Foggia, e hanno rappresentato la base dell’analisi di una situazione socio-economica, occupazionale e sanitaria molto difficile nei territori del Foggiano.

LE DONNE SOTTO LA “SOGLIA DI CITTADINANZA”. L’importo medio percepito dalle donne in pensione, in provincia di Foggia, è pari a 600,29 euro, inferiore di oltre 100 euro al ‘famoso’ reddito di cittadinanza. Per gli uomini, e sempre considerando la Capitanata, l’importo medio è pari a 706,73 euro. Anche nel caso dei maschi, dunque, si è al di sotto della “soglia di cittadinanza”.

LE AREE INTERNE SOFFRONO DI PIU’. Sono le aree interne dei Monti Dauni e del Gargano quelle che presentano le maggiori criticità, con indici mediamente più elevati per quanto riguarda invecchiamento della popolazione, disoccupazione, disagi dovuti alla mancanza di presidi socio-sanitari, isolamento. Particolarmente dura la condizione degli anziani soli, donne e uomini, che vivono nei piccoli centri dell’Appennino Dauno.

BASSA QUALITA’ DELLA VITA NEI GRANDI CENTRI. Negli ultimi 4 anni, vale a dire il periodo che è intercorso tra il precedente congresso provinciale e quello celebrato l’11 e il 12 ottobre 2018, gli oltre 2mila cittadini che hanno partecipato ai congressi territoriali dello SPI Cgil segnalano un generale arretramento nella qualità della vita. Le città sono sporche, soprattutto Foggia e Cerignola, con un disastroso ciclo dei rifiuti, frequenti roghi estivi che ammorbano l’aria facendo andare in fumo materiali di ogni tipo in discariche abusive o siti non controllati.

IL LUNGO VIAGGIO. Dopo 22 centri toccati dalla carovana congressuale, 1843 chilometri percorsi e oltre 2mila partecipanti, i 76 delegati hanno confermato Franco Persiano segretario generale dello SPI Cgil Foggia. Nella sua relazione, Persiano ha rilanciato l’impegno della più grande organizzazione sociale e sindacale della Capitanata, mettendo in evidenza le lotte, le priorità del sindacato su lavoro, giovani, pensioni, diritti e stato sociale. Secondo dati Inps, in provincia si registra un aumento del tasso di disoccupazione, che in Puglia si attesta al 20,2%, circa 0,6 punti percentuali in più rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Soffrono gli over 45enni che hanno perso il lavoro, vivono un limbo di attese e precariato i giovani e le donne.

RIFIUTI, SALUTE, SOCIALITA’: NON CI SIAMO. Il disastro ambientale di Cerignola, con tonnellate di immondizia per strada e poi ammassata all’Interporto, è solo la punta di un iceberg. La questione relativa al ciclo dei rifiuti riguarda anche la salute dei cittadini e richiama, in modo inquietante, anche l’allarme sulla forte incidenza di alcune gravi patologie. La stasi o l’andamento al rallentatore dei Piani Socio Sanitari di Zona, inoltre, è una problematica che incide fortemente sulla qualità della vita delle popolazioni, così come le liste d’attesa per gli esami medici. Nella maggior parte dei comuni della Capitanata, mancano luoghi e spazi attrezzati, all’aperto e non, dove le famiglie, i bambini e gli anziani possano stare insieme, essere protagonisti di iniziative culturali, ludiche e sportive.

A Foggia e provincia, pensionati sotto la “soglia di cittadinanza” ultima modifica: 2018-10-13T09:47:14+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Alchimista

    Il quadro presenta dei dati sconvolgenti, dai quali si potrebbero estrarre tantissime note di riflessione. Se parliamo di pensioni minime va fatta un analisi molto molto accurata. La pensione altro non è che quello che abbiamo versato nella nostra vita lavorativa, quanti di questi hanno lavorato tutta la vita senza versare un centesimo? Quanti di questi hanno proprietà immobiliari da cui percepiscono rendite? Quanti di loro hanno percepito disoccupazione o sussidi sociali pur lavorando a nero o dichiarazioni di contributi mendaci da distribuire tra moglie e marito? A questo si dovrebbe aggiungere, qual’è il saldo tra pensioni di invalidità o accompagnamento, negl’ ultimi vent’anni? Non ci dimentichiamo che fino a qualche tempo fa bastava avere il raffreddore ed il medico complice e si aveva l’accompagnamento! Ora devi morire per averlo.
    I rifiuti, basterebbe che i nostri politici leggessero un po’ di più. A fine anno 90, tutti i pentiti di camorra dichiararono che dopo la droga il primo business per le mafie è la MONNEZZA… o i nostri politici non sanno leggere oppure sanno leggere e scrivere. Pertanto 2+2 non fa mai 3!
    I giovani vanno al nord? Veramente vanno ovunque pur di non restare qui, visto che è un posto dove non c’è nulla se non clientelismo, delinquenza e povertà civile.

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