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FRAMMENTAZIONE Regionali, i candidati attuali di Manfredonia. Maggioranza divisa tra Campo – Piemontese- Cusmai. E il sindaco La Marca?

A Manfredonia una delle partite più delicate, e potenzialmente decisive, per gli equilibri in Capitanata

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
13 Ottobre 2025
Manfredonia // Politica //

Foggia – Manfredonia. Domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025 la Puglia tornerà al voto per eleggere il nuovo Presidente e i 50 consiglieri regionali.

Le urne saranno aperte domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Appena concluse le operazioni di voto e completate le verifiche sui registri elettorali, si procederà senza interruzioni allo scrutinio.

Le 23 circoscrizioni provinciali — su cui si articola l’assegnazione dei seggi — sono così suddivise: 7 a Bari, 2 alla BAT, 2 a Brindisi, 4 a Foggia (come per le altre province, 4 che diventeranno 7 con i “resti”, oltre ai citati 4 “diretti”), 5 a Lecce e 3 a Taranto. In base ai risultati complessivi, una parte dei restanti seggi sarà attribuita con il premio di maggioranza, per garantire la governabilità della futura amministrazione regionale.

Nel quadro politico regionale, la candidatura del centrosinistra è ormai definita: si punta su Antonio Decaro (PD), sostenuto da una coalizione che include, tra gli altri, il Movimento 5 Stelle e la lista “Alleanza Verdi e Sinistra”.

Come noto, il centrodestra ha invece designato Luigi Lobuono come candidato unitario, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e dalle altre forze alleate.

Ma è a Manfredonia che si gioca una delle partite più delicate e potenzialmente decisive per gli equilibri in Capitanata. Qui la sfida è tutta locale, e passa attraverso nomi, alleanze e strategie di influenza sull’attuale amministrazione comunale.

I candidati di Manfredonia e i contesti di sostegno

Ad oggi, i candidati “ufficializzati” con base a Manfredonia per il Consiglio regionale sono 5:

Paolo Campo (PD), consigliere regionale uscente, si ricandida per un terzo mandato consecutivo. È il nome di riferimento del centrosinistra locale.

Innocenza Starace, avvocato del foro di Foggia e co-portavoce provinciale di Europa Verde, è candidata con il raggruppamento “Alleanza Verdi e Sinistra” nella circoscrizione di Capitanata.

Ugo Galli, ex candidato sindaco oggi in Forza Italia, rappresenta il centrodestra moderato e può contare sul sostegno politico dell’on. Giandiego Gatta.

Liliana Rinaldi, già in Forza Italia e oggi in Fratelli d’Italia, raccoglie entusiasmo a Manfredonia, sostenuta dal sindaco di Candela ed ex presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta.

Gianluca Totaro, attuale consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, rappresenta l’ala grillina manfredoniana. Totaro potrebbe intercettare voti “indecisi, diffidenti, non astensionisti, delusi dalla politica” — un elettorato fluido ma potenzialmente decisivo nel bilancio complessivo dei consensi.

Questi nomi, tuttavia, non esauriscono il panorama dei “rumors” e delle possibili candidature. Tra le forze politiche cittadine circolano infatti altri nomi ancora in attesa di ufficializzazione nei listini regionali.

Tra i possibili ingressi per i candidati figurano l’avvocata Giusy Moscatelli (Lega) e, in prospettiva, Mary Fabrizio (Noi Moderati), il cui nome è legato all’area dell’ex sindaco Gianni Rotice. Su quest’ultima candidatura, però, non esistono conferme ufficiali. Ad oggi, sono state solo ipotizzate ma sarebbero già tramontate candidature come quelle dell’attuale consigliere comunale Libero Palumbo (candidatura poi ufficializzata, a sostegno di De Caro,ndr).

Gli equilibri comunali e le manovre di sostegno

La vera battaglia, più che sui nomi, si gioca sugli assetti di sostegno che ciascun candidato può costruire all’interno del Consiglio comunale di Manfredonia e della macchina amministrativa cittadina.

Paolo Campo godrebbe di un radicato appoggio nelle file del Partito Democratico locale: secondo indiscrezioni, lo sostengono sicuramente il consigliere comunale Raffaele Caputo, Rita Valentino (attuale assessora comunale), l’assessore comunale Matteo Gentile, Matteo Panza (segretario cittadino del PD) e Nicola Mangano (eletto nella civica “Manfredonia civica” di Giuseppe La Torre, che a sua volta sostiene Cusmai, ma da quale sarebbe diviso dal post insediamento in Comune). A Caputo, Valentino, Gentile, Panza, Mangano, si aggiungerebbero a sostegno della candidatura di Campo anche Cecilia Simone, assessora al bilancio, e la consigliera Paola Leone. Si tratta di un sostegno articolato ma, naturalmente, non ancora documentato in modo ufficiale.

Altri pezzi della maggioranza comunale potrebbero però spostarsi. Si vocifera infatti che Campo, in caso di mancata elezione, sarebbe pronto a “indebolire” (eufemismo) il sostegno politico all’attuale sindaco Domenico La Marca (eletto ufficialmente con la civica Molo 21). Se confermata, questa ipotesi aprirebbe scenari di crisi politica a Palazzo San Domenico.

Sul fronte civico (“Per la Puglia”), Rosario Cusmai potrebbe contare sull’appoggio dell’assessora Maria Teresa Valente, del già assessore comunale Giuseppe La Torre e di figure vicine all’ex assessore Salvatore Zingariello. Il suo obiettivo è aggregare una parte della maggioranza cittadina insoddisfatta della gestione amministrativa in corso.

Rimane incerta la posizione dell’ex sindaco Angelo Riccardi. Mentre proseguono le iniziative e gli eventi del suo comitato culturale “Berlinguer tra noi”, non è chiaro se intenda sostenere Cusmai o muoversi autonomamente verso altri candidati.

Ancora: Michele Iacoviello, attuale presidente del Consiglio comunale di Manfredonia, secondo indiscrezioni sarebbe orientato a sostenere Raffaele Piemontese, assessore regionale uscente e figura di riferimento per il PD provinciale.

Infine, la Lega punterebbe sull’avvocata Giusy Moscatelli, nel tentativo di ricompattare l’area di centrodestra moderata e intercettare parte dell’elettorato tradizionale.

La complessità del quadro è accentuata dal fatto che diversi consiglieri comunali della maggioranza La Marca dovranno presto scegliere se mantenere coerenza istituzionale o schierarsi apertamente con uno dei candidati regionali.

La forza dei candidati e i bacini di voto

Nel contesto pugliese, la capacità di un candidato locale di mobilitare consensi può risultare decisiva. A Manfredonia, i possibili vantaggi appaiono così delineati:

Campo / PD punta a consolidare la base progressista nei quartieri socialmente più coesi, ma deve guardarsi dallo “scollamento” interno all’amministrazione La Marca e dal rischio di defezioni nella coalizione comunale.

Rinaldi / Fratelli d’Italia incarna il desiderio di rinnovamento del centrodestra: il passaggio da Forza Italia a FdI è una scommessa rischiosa, ma potrebbe attrarre i settori più identitari e conservatori.

Galli / Forza Italia, forte del sostegno dell’on. Giandiego Gatta, lavora sulla continuità moderata, cercando di tenere compatto l’elettorato tradizionale.

Cusmai / “Per la Puglia” rappresenta la carta “territoriale”: una sfida dal sapore locale, ma che richiede un’organizzazione forte e una rete civica solida.

Starace / Verdi e Sinistra si rivolge a un elettorato ambientalista e giovanile, con l’obiettivo di costituire un radicamento territoriale stabile. L’obiettivo è quello di intercettare il voto di protesta dei “sinistri insoddisfatti” e dell’elettorato “fluido”.

Un fattore determinante sarà l’elettore incerto: quel segmento di votanti non fidelizzati, oscillanti tra Movimento 5 Stelle, liste civiche e astensione. Se Totaro riuscisse a presentarsi con un profilo civico e “antisistema”, potrebbe diventare un elemento di disturbo per i due blocchi principali.

Le incognite e gli equilibri da decifrare

Il ruolo del sindaco La Marca resta incerto: non è ancora chiaro quale candidato regionale riceverà il suo sostegno politico. L’appoggio diretto o indiretto dell’amministrazione può spostare decine di voti.

I capilista territoriali: nelle prossime settimane i partiti ufficializzeranno i listini. Tra i nomi più ricorrenti (principalmente per la forza storica e comunicativa) per un posto da consigliere in Regione figurano Giannicola De Leonardis, Raffaele Piemontese, Rosa Barone (capolista M5S), Sergio Clemente, Nicola Gatta, Enzo Quaranta e Antonio Tutolo.

Il sistema elettorale: le liste singole dovranno superare l’8%, quelle in coalizione il 4%. Il premio di maggioranza sarà attribuito a chi raggiungerà almeno il 40% dei voti, con riduzioni proporzionali al calare della percentuale.

L’affluenza: come spesso accade nel Mezzogiorno, il rischio maggiore è l’astensionismo. In un contesto di bassa partecipazione, le reti locali di consenso e i gruppi di potere potrebbero avere un peso decisivo.

In uno scenario verosimile:

Campo otterrebbe un solido consenso nel centro urbano e nei quartieri popolari, ma incontrerebbe difficoltà nelle aree periferiche dove il centrodestra è storicamente radicato. Rinaldi / FdI potrebbe sorprendere nelle zone interne, conquistando parte dell’elettorato tradizionalista. Cusmai / “Per la Puglia” punterebbe sui quartieri dove la “politica di prossimità” resta un valore riconosciuto, sottraendo voti tanto a Campo quanto a Rinaldi. Starace / Verdi e Sinistra potrebbe ottenere un risultato comunque importante per il futuro della sinistra ecologista.

In ogni caso, nessun candidato potrà contare su un sostegno comunale compatto. La gestione dell’apparato politico, la capacità di mobilitare le reti civiche e il consenso nei quartieri saranno elementi decisivi.

A Manfredonia, più che altrove, le elezioni regionali del 2025 si giocheranno tra equilibri comunali, rapporti personali e logiche di territorio. Una partita tutta locale che, come spesso accade in Puglia, potrebbe rivelarsi decisiva per gli equilibri regionali complessivi.

5 commenti su "Regionali, i candidati attuali di Manfredonia. Maggioranza divisa tra Campo – Piemontese- Cusmai. E il sindaco La Marca?"

  1. Elezioni con uomini imposti da partiti a cui poveri elettori non sanno che pesci prendere. Il cittadino elettore dovrebbe scegliere lui chi portare alla mangiatoia dei € 14.000 al mese e non loro che si spartiscono la torta. Cosa assurda ma purtroppo il cittadino normale non può fare nulla contro questi accozzagli a azzeccacarbugli.

  2. 20mila euro al mese vitalizi d’oro..se ne strafottono dei cittadini…mai più al voto! Siete tutti uguali e ipocriti.

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