
Oltre a Piazzolla nel procedimento sono coinvolti anche suo cognato Savino Sangermano, il boss cerignolano Giuseppe Caputo ed i coratini Michele Migliaccio e Giuseppe Balducci. I cinque furono ritenuti, dagli inquirenti, responsabili a vario titolo di “estorsione aggravata in concorso” e “lesioni” ai danni del costruttore. Il direttore di banca coinvolto nell’inchiesta avrebbe promesso al capoclan di Cerignola una cifra pari a 5000 euro se avesse convinto il costruttore ad accontentarsi di 15000 euro piuttosto che degli oltre 80000 richiesti come corrispettivo per alcuni lavori edili eseguiti in una proprietà del Piazzolla (fonte: il Fatto di Molfetta)

L’imprenditore di Molfetta avrebbe ceduto dopo altre successive minacce: ai primi di gennaio del 2009 (8), l’uomo, pur non avendo ricevuto alcuna somma, avrebbe consegnato ai suoi picchiatori una falsa dichiarazione nella quale lo stesso dichiarava di aver percepito una somma pari a 25.000 euro dal committente dei lavori. Una somma che metteva quindi l’imprenditore barese nella condizione di non pretendere ulteriori cifre di danaro. Il 12 gennaio l´arresto degli uomini, responsabili del reato suddetto, i due cognati ed i tre aggressori. Nel corso dei controlli è staa recuperata anche la dichiarazione resa, su minacce, dall’imprenditore barese.


