
“Una vera e propria mannaia quella che s’è abbattuta sulla scuola pubblica”, sottolinea Loredana Olivieri, segretaria provinciale della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza di Foggia. “Oggi, ad attività avviate, registriamo e ribadiamo le grandi difficoltà delle scuole per garantire il diritto allo studio e alla sicurezza. In questo senso è lodevole il grande senso di responsabilità che il personale tutto della scuola ha messo in atto già dai primi giorni di avvio dell’attività, proprio per sopperire a questo forte disagio”. Problematiche e sofferenze, aggiunge la segretaria della FLC, “che si scaricano sugli studenti, sui genitori, sulle istituzioni locali, e mettono e rischio la qualità e i livelli dell’offerta formativa”. Anche nella nostra provincia si registriamo disagi in merito al funzionamento dei piccoli plessi, per la mancata sostituzione del personale docente ed Ata assente, per la riduzione di unità oraria di lezione”. Soprattutto le famiglie lamentano proprio il caos che si crea per la sostituzione di docenti assenti, “dovuto
soprattutto all’abolizione delle ore di compresenza nella scuola primaria e per effetto della riconduzione delle cattedre alle 18 ore nella scuola secondaria”. Per ovviare a tali carenze, spiega Loredana Olivieri, “si
cercano soluzione di fortuna. Quando si assenta un docente si ricorre allo sdoppiamento delle classi, con alunni che vengono spostati, sedia a seguito, da un’aula all’altra. O si utilizzano spesso i docenti di. Non mancano le volte che si fanno entrare gli alunni dopo o si fanno uscire prima dell’orario previsto”. La conseguenza è “che ci si ritrova con classi sovraffollate contro ogni norma di sicurezza, togliendo spesso spazi agli studenti disabili. Di sicuro in tal modo non è possibile garantire una adeguata qualità dell’offerta
formativa, né tanto meno ad arginare l’insuccesso scolastico, o far fronte alla dispersione, al bullismo, problemi così spesso richiamati dalla Gelmini”.
Non mancano poi le difficoltà inerenti la carenza di collaboratori scolastici: “A volte non si riesce neanche a garantire l’apertura dei plessi e la sorveglianza stessa”. E i disagi investono la stessa organizzazione dei
servizi amministrativi dovuti alla riduzione delle risorse. “Molti dirigenti fanno i salti mortali per organizzare i servizi scolastici, nonostante la violenza dei tagli. Per la FLC CGIL l’impegno e la denuncia vanno sempre coniugati, considerando che una scuola così vessata e organizzata non riesce a garantire
neanche i diritti minimi sanciti costituzionalmente: all’istruzione, all’educazione, alla salute, alla sicurezza, all’integrazione. L’appello è a non lasciare soli i nostri ragazzi nel disagio, a non lasciare sola la scuola
pubblica nella sua battaglia per la sopravvivenza e la qualità”.
Tagli alla scuola, in Capitanata persi circa 900 posti di lavoro “Il più grande licenziamento di massa della storia repubblicana”
Quanto denunciato con forza nei mesi addietro dalla CGIL, ovvero che la scure dei ministri Gelmini e Tremonti avrebbe prodotto una drammatica riduzione di posti di lavoro, trova ora conferma con le procedure di nomina per il nuovo anno scolastico. Su 130mila precari in tutt’Italia, solo 8mila avranno una chiamata. Nasce un comitato docenti precari anche a Foggia. La FLC: “Riconosciamo la loro autonomia, ma in questo momento occorre essere uniti al di là delle sigle”
DISAGI IN TUTTI GLI ISTITUTI, RIDUZIONE DIFFUSA DEGLI ORARI DI LEZIONE, MANCANZA DI personale Ata che crea difficoltà nella gestione quotidiana delle scuole. Sono solo alcune delle problematiche che denuncia la FLC CGIL di Capitanata, “che non fanno altro che confermare le preoccupazioni manifestate all’indomani dei provvedimenti di taglio ingente di risorse e personale deciso dal ministro Gelmini e dal ministro Tremonti”.
“Una vera e propria mannaia quella che s’è abbattuta sulla scuola pubblica”, sottolinea Loredana Olivieri, segretaria provinciale della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza di Foggia. “Oggi, ad attività avviate, registriamo e ribadiamo le grandi difficoltà delle scuole per garantire il diritto allo studio e alla sicurezza. In questo senso è lodevole il grande senso di responsabilità che il personale tutto della scuola ha messo in atto già dai primi giorni di avvio dell’attività, proprio per sopperire a questo forte disagio”. Problematiche e sofferenze, aggiunge la segretaria della FLC, “che si scaricano sugli studenti, sui genitori, sulle istituzioni locali, e mettono e rischio la qualità e i livelli dell’offerta formativa”. Anche nella nostra provincia si registriamo disagi in merito al funzionamento dei piccoli plessi, per la mancata sostituzione del personale docente ed Ata assente, per la riduzione di unità oraria di lezione”.
Soprattutto le famiglie lamentano proprio il caos che si crea per la sostituzione di docenti assenti, “dovuto soprattutto all’abolizione delle ore di compresenza nella scuola primaria e per effetto della riconduzione delle cattedre alle 18 ore nella scuola secondaria”. Per ovviare a tali carenze, spiega Loredana Olivieri, “si cercano soluzione di fortuna. Quando si assenta un docente si ricorre allo sdoppiamento delle classi, con alunni che vengono spostati, sedia a seguito, da un’aula all’altra. O si utilizzano spesso i docenti di. Non mancano le volte che si fanno entrare gli alunni dopo o si fanno uscire prima dell’orario previsto”. La conseguenza è “che ci si ritrova con classi sovraffollate contro ogni norma di sicurezza, togliendo spesso spazi agli studenti disabili. Di sicuro in tal modo non è possibile garantire una adeguata qualità dell’offerta formativa, né tanto meno ad arginare l’insuccesso scolastico, o far fronte alla dispersione, al bullismo, problemi così spesso richiamati dalla Gelmini”.
Non mancano poi le difficoltà inerenti la carenza di collaboratori scolastici: “A volte non si riesce neanche a garantire l’apertura dei plessi e la sorveglianza stessa”. E i disagi investono la stessa organizzazione dei servizi amministrativi dovuti alla riduzione delle risorse. “Molti dirigenti fanno i salti mortali per organizzare i servizi scolastici, nonostante la violenza dei tagli. Per la FLC CGIL l’impegno e la denuncia vanno sempre coniugati, considerando che una scuola così vessata e organizzata non riesce a garantire neanche i diritti minimi sanciti costituzionalmente: all’istruzione, all’educazione, alla salute, alla sicurezza, all’integrazione. L’appello è a non lasciare soli i nostri ragazzi nel disagio, a non lasciare sola la scuola pubblica nella sua battaglia per la sopravvivenza e la qualità”.


