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Benjamin, Winckelmann e la Fontana della Rotonda

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
13 Novembre 2009
Manfredonia //

fontanarotondaManfredonia – SE esiste ancora nella vita qualcosa di relativamente accettabile è l’imposizione di pensieri o parole. Figuriamoci allora la prescrizione ad personam di quanto potrebbe essere “il gusto del bello”. Ne aveva già parlato Platone con la “questione del bello”, Paolo D’Angelo nella Estetica della natura, ma soprattutto fu Benjamin (Walter) (ne L’ opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica) a stabilire una netta divisione tra l’arte tradizionale e moderna (oltre che contemporanea) nel far riferimento ai fenomeni artistici tradizionali “come ogni volta unici” rispetto a quelli dell’epoca tecnologica (che sono invece sempre frutto di replica). Nel contesto contemporaneo si perde la distinzione tra originale e copia, sostiene Benjamin e, più ancora, nel citare la vulnerabilità dell’arte come prodotto naturale fissa il motivo del distacco tra l’una e l’altra arte di modo che appare chiaro che cosa in realtà debba ora intendersi per “aura”o meglio, da che cosa scaturisca questa proprietà nell’opera d’arte dell’origine; da nient’altro che il suo rapporto non tecnologicamente mediato tra la genesi della forma stilistica e la sua coesione con la natura come forma. Con l’aura Benjamin sostenne pertanto una sua visione di bello (anche se va detto che “l’aura” benjaminiana non doveva essere percepita dagli antichi di fronte alle loro opere , ma doveva diventare oggetto di analisi solo dopo la prima teoria del bello in estetica concepita da Winckelmann alla fine dell’epoca illuminista e al sorgere dell’epoca romantica ). Ora, questa brevissima ricostruzione simil-estetica (che necessita sicuramente di maggior analisi ed  approfondimenti, provenienti con certezza da altre fonti) per informare nuovamente dell’imposizione di un’opera (dopo le passate prescrizioni collettive di commenti e approvazioni) che, a prescindere dal suo effettivo valore (l’opera), avrebbe già assunto un ruolo di “correlazione diretta” con l’unanime desiderio dei cittadini di Manfredonia di vedere la locale Rotonda, di viale Miramare, “ingentilita con una fontana che di per sé è un invito alla grazia e al bello e si spera ad un maggior rispetto per gli arredi urbani“. (forse il rispetto, come valore, dovrebbe giungere da altre fonti, più che dall’allestimento di fontane ndR).

Ma si proceda con ordine. Una fontana artistica sulla rotonda di Viale Miramare al cospetto del mare del golfo. La deliberazione della giunta comunale, che ha approvato il progetto esecutivo dell’opera firmata dallo scultore Franco Tretola e dal suo consulente tecnico architetto Roberto Russo: questa la notizia diffusa con una nota del Comune, dopo la determina n.469 Realizzazione di fontana artistica presso la Rotonda di viale Miramare- approvazione progetto esecutivo‘ del 7 ottobre del 2009 – D.G. 8.1 Edilizia Pubblica e Patrimonio Storico VIII settore. Proposta che segue quella  “progettuale” (nella Villa comunale) del 7 maggio e quella iniziale del 20 febbraio del 2008 (medesimo ottavo settore: Edilizia Pubblica e Patrimonio Storico). Il progetto esecutivo di realizzare l’opera nella Villa Comunale non ha infatti ricevuto il parere favorevole della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici alla quale era stato inviato per competenza. Si è perciò optato per la rotonda di Viale Miramare. La fontana sarà allocata nello spazio già previsto al centro della rotonda così come “rinnovata” nel contesto del rifacimento dell’intero Viale Miramare, attualmente occupato da una palma. “Una soluzione, quella della palma – ci informa il Comune – che non ha incontrato il generale favore dei cittadini che ora, con l’iniziativa dell’amministrazione comunale, vedono corrisposto quello che era un unanime desiderio, vedere appunto quella piazza protesa sul mare ingentilita con una fontana che di per sé è un invito alla grazia e al bello e si spera ad un maggior rispetto per gli arredi urbani“.

(immagine tratta dal sito del Comune di Manfredonia)

6 commenti su "Benjamin, Winckelmann e la Fontana della Rotonda"

  1. ho letto ilcomunicato sul sito del comune…allucinante per diversi motivi
    1 perchè nn ho mai letto di un bando pubblico per la realizzazione del monumento ( e Tretola a cosa deve questo monopolio di commissione? )
    2 a me nessuno mi ha mai chiesto se la palma mi dava fastidio e se preferivo un obleisco di cemento. Nè tantomeno penso che i manfredoniani (per quanto razza a sè per certi versi) si sia schierata contro una povera palma a favore del cemento per ricordare per lo più una tragedia annunciata che il Comune ha sempre ignorato o cmq sottovalutato ( tant’è che nn ha esitato a rinunciare all’esito del processo in cambio di indennizzo). Questi soldi anzichè nelle tasche di raccomandati professionisti sarebbero stati molto più utili in quelle delle famiglie dei deceduti!!!!

  2. Si è fatto tanto per togliere le torri industrialòi ed i camini industriali, ed ecco che te ne ripiazzano una ,tale e quale,a far bella mostra di sè addirittura in una rotonda.Opera d’arte? E’ piuttosto un amarcord industriale di pessimo gusto.Ma perchè questi artisti che non sono mai locali, non attingono ad episodi della storia e delle tradizioni millenarie che questa città vanta?

  3. Concordo, ma tranne nel caso di un operaio (Nicola Lovecchio) tutte le famiglie hanno accettato l’indennizzo stanziato dal gruppo dirigente dell’Eni. Credo sia giusto evidenziare la netta discordanza tra il pensiero comune, vale a dire quello della cittadinana, e la sterilità di un comunicato che ha cercato, in poche (discutibili) parole, di circoscrivere i desideri (unanimi, per riprendere una parola di cui si è ampiamente abusato), e le volontà della stesse gente. La speranza è quella di fermare questi tentativi di accomodamento mediatico. Grazie a tutti per i contributi, Giuseppe

  4. Ma quanti santi in paradiso ha Tretola? Non sono bastati i 100.000 e passa euri intascati per lo sgorbio del piazzale di S.Andrea? Quanto verrà pagato l’artista di stato (manfredoniano) per questo scempio? Vergogna

  5. Di artisti di stato è piena la città.
    Purtroppo la colpa è solo nostra,non siamo capaci di reagire a questo stato di cose.
    Manfredoniani , molli e ballerini…

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"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

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