Cronaca

Strage capodogli. Dopo il Csn il Wwf: incompetenza del ministero dell’Ambiente


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Cetacei(foto M.Caldarella)

Capodogli foce Varano (foto M.Caldarella)

Vico del Gargano – “INCOMPETENZA del Ministero dell’Ambiente” per il Wwf Puglia; “incompetenza del Ministero dell’Ambiente” per il CSN di Foggia. Strage dei sette capodogli (oggi l’ultimo decesso) lungo le coste del Gargano: continuano le rimostranze da parte dei tecnici del settore per le opere e gli interventi stabiliti per lo spiaggiamento dei cetacei. Per il WWF Puglia, la “strage nefasta” di capodogli lungo le coste del Gargano, fra Cagnano Varano ed Ischitella, rappresenta infatti “la chiara dimostrazione che lo Stato Italiano, ed in particolare il Ministero dell’Ambiente”, non siano in grado di “affrontare emergenze di questa rilevanza”. Numerosi volontari, ricercatori e centinaia di cittadini e pescatori accorsi sul posto “nella speranza di salvare i meravigliosi giganti del mare” avrebbero, infatti, “aspettato invano” l’arrivo degli esperti ministeriali. In realtà, al posto dei delegati del ministero dell’Ambiente sarebbero arrivati i volontari del Centro Studi Cetacei (come confermato anche da altri presenti sul luogo). “La loro competenza e la loro dedizione – dicono dal Wwf – non sono stati però sufficienti per salvare i meravigliosi esemplari di capodogli, le soprannominate  “balene con i denti”.  “Per evitare future stragi di cetacei – ha dichiarato Matteo Orsino, consigliere del WWF Puglia – è necessario che il Ministero dell’Ambiente si doti al più presto di una task force di rapido intervento. Per risolvere con la dovuta tempestività emergenze di questo tipo, occorrono, infatti, precisi protocolli operativi, personale adeguatamente preparato e investito dell’autorità necessaria per coordinare le operazioni di soccorso,  mezzi idonei per effettuare le operazioni di recupero di grossi cetacei che sono estremamente pesanti, dalle 10 alle 20 tonnellate, ma anche estremamente vulnerabili fuori dall’acqua che è il  loro elemento naturale.” “Nello spiaggiamento di Varano, l’utilizzo, ad esempio, di mezzi meccanici non idonei, quali le benne, per rimuovere le carcasse, ha determinato una lacerazione dei tessuti dei cetacei con fuoriuscita di sangue e rischi di natura sanitaria”, tanto che “non si può escludere al momento un’epidemia fra le cause dello spiaggiamento”, come dice Pasquale Salvemini, coordinatore regionale delle guardie volontarie del WWF Puglia. Il Capodoglio è una specie considerata “Vulnerabile” nella Lista Rossa mondiale dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione) e addirittura “in pericolo” se si considera la lista rossa italiana curata del WWF. Si tratta inoltre di animali elencati nella Convenzione di Washington (CITES) e di conseguenza protetti dalla legge. “Ad ormai 48 ore dalla prima segnalazione e nonostante le iniziali previsioni di imminente decesso per tutti gli esemplari, due di questi restavano ancora disperatamente aggrappati alla vita, legittimando quanti hanno chiesto sin dall’inizio un intervento delle autorità per cercare di salvarli” – precisa ancora Salvemini – “Nella sostanziale assenza del Ministero dell’Ambiente, che tardivamente ha inviato patologi per effettuare le autopsie e non uomini e mezzi per tentare un salvataggio, si è continuato a discutere di come gestire le carcasse degli animali, dimenticando che due di

Vico del Gargano - Riunione tecnici Wwf, Csn

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essi soffrivano ancora. “Le cause della strage dei capodogli di Varano – ha dichiarato l’avvocato Antonio de Feo, presidente del WWF Puglia –  devono essere assolutamente chiarite e per questo saranno basilari i referti necroscopici. Intanto, però, questo doloroso episodio, che,  pur trattandosi del più grave mai avvenuto in Italia, si aggiunge agli altri 3000 casi di spiaggiamenti di varie specie di mammiferi marini verificatisi negli ultimi 20 anni, inevitabilmente porta all’attenzione di noi tutti i gravi problemi del mare quali ad esempio la contaminazione da sostanze tossiche e  il super sfruttamento delle risorse ittiche. Nel caso specifico dello spiaggiamento deve essere considerato fra le possibili cause anche l’inquinamento acustico ed elettromagnetico dovuto ai sonar”. “I 7 esemplari di capodoglio (Physeter macrocephalus) che si sono spiaggiati nel tombolo di Varano in un tratto di costa di circa 3 chilometri – aveva già detto ieri a Stato il responsabile del Centro Studi Naturalisti Vincenzo Rizzi – sono di una lunghezza pari almeno a 12 metri circa” (tutti gli esemplari erano giovani e non erano malati. Per Vincenzo Olivieri, veterinario Cns per cetacei, “la morte di un intero branco è differente da quella di un singolo soggetto” e dunque si potrebbe ipotizzare “un   disorientamento dovuto all’inquinamento causato dalle interferenze delle apparecchiature di navi da guerra con il biosonar dei cetacei”. Tuttavia non è stato chiarito se in zona siano state fatte delle esercitazioni militari” ndR). “Come Centro Studi Naturalistici – dice Rizzi – siamo stati allertati da l Direttore del CNR (ISMAR) di Lesina”. Dopo una nottata movimentata passata al telefono a sollecitare e avvisare i vari enti, la mattina di venerdì 11 tre esemplari risultavano ancora vivi mostrandosi relativamente vitali dopo circa 24 ore in una condizione di spiaggiamento. Gli altri erano purtroppo deceduti. Le varie telefonate effettuate, sia dal Csn che dalla Capitaneria di porto, avevano avuto successo e tutte le autorità locali erano presenti sul sito dello spiaggiamento. Dopo una breve consultazione si è deciso “forse sbagliando – dice Rizzi – di aspettare l´arrivo degli esperti del Ministero dell´Ambiente che, solo in seguito, abbiamo scoperto essere dei volontari del Centro Studi Cetacei, “privi di mezzi e dell´autorità necessaria per intraprendere le eventuali operazioni di recupero di grossi cetacei che, nel caso specifico, potevano pesare dalle 10 alle 20 tonnellate.  Insomma, per farla breve – dice Rizzi – abbiamo scoperto che il Ministero dell´Ambiente non ha protocolli, non ha attrezzature, non ha personale preparato per emergenze di questo tipo“. “La morale di questa giornata nefasta – dice Rizzi- è stata che malgrado la ferma volontà, sia nostra che delle centinaia di pescatori locali, di tentare di recuperare i tre esemplari, le istituzioni nazionali da Roma (e sottolineo da Roma, telefonicamente) hanno deciso che gli animali dovevano morire”. A peggiorare la situazione è utile sottolineare l´immediatezza della risposta: il responso dei saggi ministeriali è arrivato dopo 24 ore dallo spiaggiamento.

Strage capodogli. Dopo il Csn il Wwf: incompetenza del ministero dell’Ambiente ultima modifica: 2009-12-13T18:04:08+00:00 da Girolamo Romussi



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