Capitanata

Sgarro: “basta bugie, insinuazioni infondate e pretestuose”


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Cari cittadini,
Dopo le sconcertanti vicende di Roma Capitale, nel PD nazionale e non solo, si è aperta un’interessante ed utile riflessione sulle modalità di organizzazione e regolamentazione delle primarie, in modo da evitare e tenere lontana ogni possibilità di infiltrazione “anomala”. Basta leggere dichiarazioni di autorevoli dirigenti nazionali come il Presidente Matteo Orfini per capire che molte idee si muovono sulla stessa direzione di quella proposta nella nostra Città.

Almeno alla luce di questo e dei problemi ingenerati dalla mancata conoscenza preventiva del numero degli iscritti (fatto deciso fin dall’inizio del percorso e a conoscenza di tutti), e dalla presenza fuori dai seggi e nei seggi (per tutto il giorno e dalle 7.45 del mattino) di persone assolutamente estranee al PD, anzi, dallo stesso lontane anni luce (e non solo politicamente), ci saremmo aspettati da Longo almeno la presa d’atto degli errori di valutazione commessi, in modo che costituissero monito e lezione per tutti in vista di una gestione comune della campagna elettorale.

Viceversa, a distanza di 18 giorni dall’evento si continua ancora a polemizzare, provocare, insinuare. Perché? Nonostante tutti i chiarimenti offerti sin dalla domenica sera, la messa a disposizione del materiale, la verifica già effettuata e il nulla trovato come testimonianza fornita dai tecnici non di parte.

Perché? La risposta non compete a noi, ma non possiamo non renderci conto come tutto ciò non sia “normale”. Per questo siamo costretti a dire BASTA! Ove questo irragionevole stillicidio dovesse continuare, non saremo più noi a rispondere ma gli organi preposti ad essere coinvolti.

Alle insinuazioni avanzate, pertanto, diamo risposta solo per chiarezza verso i cittadini e gli elettori, e per l’ultima volta, scusandoci se invece di leggere di politica sembra di stare nella trama di un libro di John Grisham.

1) È pur vero che l’albo cartaceo ha avuto delle lacune, indipendenti dalla volontà di tutti e rivenienti da un problema tecnico, ma è pur vero che così come indicato dall’art.6 del regolamento «Per votare occorre presentare un documento di identità attestante la residenza nel Comune di Cerignola e la ricevuta della preregistrazione». È inoltre evidente come il calcolo dei presunti 2000 non inseriti sia del tutto arbitrario e non verificabile.

2) Non si capisce come si possa avanzare la richiesta di verifica della misura di dispersione degli elettori tra i tre candidati. Quale parametro usare dal momento che non esiste un elenco degli effettivi registrati, che molte persone non sono state inserite in modalità “elenco del telefono”, ma si sono iscritte volontariamente? È lo stesso Longo del resto nella sua lettera ad ammettere che verifiche del tipo sono solo parziali e quindi non veritiere, contraddicendosi vistosamente.

3) Il problema delle mancate registrazioni è stato di natura evidentemente tecnica. Non c’è stata nessuna fantomatica manomissione

4) Aruba sta facendo le dovute rilevazioni. Aruba, che io sappia, non è a disposizione di Longo ed ha i suoi tempi

5) L’indirizzo riportato sulle email di ricevuta non era la casella di posta elettronica fisica dalla quale partivano le emai. Queste partivano direttamente dal sito. Nessuna ricevuta è mai transitata dalla email del partito. Prima di dire le cose bisogna saperle.

6) Si continua a dar numeri in libertà. Il numero di 700 schede consegnate e la loro ripartizione è un numero che non ha riscontri, ed è in palese contraddizione se rapportato a quelle delle presunte firme mancanti fatte da Longo. Aggiungiamo che il calcolo ponderato tra firme, ricevute e votanti è stato compiuto la sera stessa dello scrutinio da un rappresentate di Longo. È il motivo per il quale Longo ha firmato il verbale di chiusura delle operazioni di scrutinio.

8) Non è valutabile la “curiosità” statistica di Longo sulla distribuzione dei voti per urna. Nello spoglio non c’è mai stata sostanziale parità, Longo è sempre andato sotto, in misura maggiore nelle urne più votate anche perché più numerose in termini di divisione degli elenchi.

9) Nessuno si aspettava un numero tale di iscritti ed elettori e che il posto a ragione di ciò potesse essere inadeguato (mai segnali in questo senso sono arrivati dall’entourge di Longo). Mi sono prodigato quel pomeriggio per allestire almeno altri due seggi, ma i rappresentati degli altri candidati sono spariti e sono rimaste solo le quattro postazioni decise inizialmente. Il problema delle file ha interessato gli elettori di tutti i candidati.

10) Nessuna password è stata mai a me consegnata. Quanto affermato è totalmente falso.

11) Nessuno ha mai controllato l’albo, come gli accertamenti compiuti da tecnici terzi interessati da Longo ha dimostrato.

12) Come poteva il comitato controllare la corrispondenza tra nome e email di consegna? Questa osservazione ha del farneticante.

13) Gli accordi con la coalizione erano di mantenere riservatezza e privacy sull’albo. Cosa mantenuta dal primo fino all’ultimo giorno. Nessuno ha avuto accesso all’albo. Per questo non siamo stati d’accordo con la richiesta di Carmine Roselli. Anche Umberto Granato rappresentate di Longo, il sabato mattina, si è opposto alla messa a disposizione del file dell’albo ai candidati, a causa dei «dati sensibili» in esso contenuti.

14) Sui numeri Longo dà il meglio di se. Ma sono 700 o 500 le ricevute in più, le firme mancati, neanche Longo lo sa. Di sicuro non sono mancati né 700, né 500 euro, ma 344 euro, fatto “fisiologico” nelle primarie (lo stesso è successo per le primarie regionali, in proporzione, con cifre maggiori) figurarsi per quelle cittadine che hanno visto votare 5234 persone.

15) Come già detto abbiamo dato da subito massima disponibilità. Solo che di Longo non abbiamo più notizie se non a mezzo stampa. Arriva con un’ora di ritardo agli appuntamenti presso la Federazione Provinciale, poi ne dà degli altri, li annulla, poi mezz’ora prima li vuole confermare. Poi alla fine scarica la colpa sugli altri…

Longo ha dato le sue dimissioni da capogruppo, nessuno le ha chieste, ma di fatto avrebbe dovuto già darle, anche solo per amor proprio, quando nei fatti è stato sfiduciato dal gruppo consiliare dopo l’infondata ricostruzione da lui fatta sulla vicenda delle elezioni provinciali e che non pochi problemi ha dato al Partito.

Ai nostri elettori abbiamo chiesto già scusa in conferenza stampa per i disservizi, come al solito Longo è poco informato. Sulle primarie gli è già stato risposto. Non si possono annullare solo per la sua incapacità ad accettare il risultato. Concordo sul fatto che soltanto coloro che si impegnano per la democratica ricerca del consenso popolare possono sbagliare. Ecco il punto è che Longo però continua a sbagliare nel voler persistere sulla logica del “tanto peggio tanto meglio”, nel tentativo di infangare per assecondare le proprie ambizioni personali. Il Partito, la coalizione vanno avanti nei preparativi della campagna elettorale del 2015. Longo dice di non voler andare via dal Partito? Allora invece di continuare con le piccolezze si metta a sua disposizione.

La politica (quando è vera) impone serietà e responsabilità. Abbiamo evidenziato, non tanto che le polemiche sulle primarie siano dannose ai fini della campagna elettorale (il ché è evidente di per sé), quanto,piuttosto, che per come sono emerse sono pretestuose. Adesso serva maturità. Adesso chiediamo a tutti i cittadini, ai nostri elettori, a quelli che hanno partecipato alle primarie di costruire insieme il percorso per Cerignola 2015.

(A cura di Tommaso Sgarro e la Segreteria cittadina del PD)

(comunicato stampa)

Redazione Stato

Sgarro: “basta bugie, insinuazioni infondate e pretestuose” ultima modifica: 2014-12-13T19:53:21+00:00 da Redazione



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