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I NOMI DEGLI ARRESTATI – LA VICENDA: divieto di dimora a Caserta per Agostino Cirillo, classe 1949, primario dell’Eo. di Allergologia dell’Ospedale di Aversa; obbligo di dimora a Gravina di Puglia per Vito Modesto Mastrangelo, nato a Rinetto il 29 novembre del 1947, funzionario della Asl di Altamura; divieto di dimora a Civitanova Marche per Stefano Pucci, nato a Loreto il 19 agosto del 1956, primario dell’Eo di Allergologia nell’ospedale di Civitanova Marche.
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ARRESTI DOMICILIARI – arresti domiciliari per Antonio Coscia, nato a San Giovanni Rotondo il 21 giugno del 1960, legale rappresentante della AGS Netcom srl; Lea Cosentino, nata a Ruvo di Puglia il 13 maggio del 1968, già Direttore Generale della A.S.L. della Provincia di Bari; Leonardo Digirolamo nato a Santeramo in Colle il 25 dicembre del 1943, avvocato, dirigente dell’Ufficio legale della A.S.L. della Provincia di Bari; Giuseppe Lonardelli nato a Bitonto il 3.12.1951, già Direttore Sanitario della A .S.L. della Provincia di Bari ed attuale Direttore Sanitario dell Giovanni XXIII di Bari; Eustachio Nettis nato a Bari il 30 marzo del 1957, medico in servizio presso l’Eo di Allergologia dell’ospedale del Policlinico di Bari;
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L’INCARICO – Cirillo, l’ex direttore generale dell’Asl di Bari Cosentino, Lonardelli, Nettis e Pucci sono stati accusati (per il reato di cui agli art 110, 81 cp, 479 in relazione all’art. 476, co. 2, c.p.), per avere, agendo in concorso tra loro ed essendo ciascuno consapevole dell’altrui condotta antigiuridica, conferito un incarico quinquennale di direttore medico della Struttura complessa di Allergologia e Immunologia clinica nell’ospedale di Altamura (conferimento indetto dall’Asl Ba/3 con deliberazione n.890, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n.129/supp del 28 ottobre del 2004 e sulla Gil n13 del 15 febbraio del 2005). In particolare, Nettis, candidato al conferimento dell’incarico, e l’ex Lady Asl (Commissario Straordinario dell’A.S.L. della Provincia di Bari, nel frattempo, subentrata alla predetta ASL BA/3), sono stati accusati di aver avuto un ruolo di determinatori e istigatori degli altri tre indagati, così attestando falsamente, nei verbali dei lavori della stessa Commissione straordinaria dell’Asl di Bari, di aver accertato l’idoneità, per il conferimento del posto di direttore medico nell’ospedale di Altamura, dei candidati Maria Aliani, Giacomo Manfredi, come detto il candidato Eustachio Nettis e Mariateresa Ventura. L’idoneità dei candidati, come dichiarato nei verbali della commissione straordinaria, era stata comunque vincolata alla valutazione comparativa effettuata sugli stessi, anche, sulla base dei rispettivi titoli (tra i quali, i lavori e le pubblicazioni da essi prodotta, fatto del quale gli atti stessi erano destinati a comprovarne la verità). Con questo modus operandi e falsificando l’intera procedura di selezione del Dirigente Medico della Struttura Complessa di Allergologia e Immunologia Clinica dell’ospedale di Altamura, gli indagati miravano a conferire l’incarico di dirigente a Nettis, così prescindendo da ogni valutazione di merito secondo le procedure di legge (fatto avvenuto il 14 giugno del 2007).
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I REATI A CARICO DEGLI INDAGATI – Cosentino, Digirolamo, Lonardelli e Nettis sono stati anche accusati (art. 110, 81 cpv., 61 n.9 soltanto per Digirolamo e Lonardelli), 479 in relazione al 476, co. 2, c.p., di avere formato l’atto pubblico per la nomina di Nettis, “apparentemente emesso” lo scorso 24 luglio del 2007 dalla stessa Cosentino, con il quale si revocava l’incarico primariale precedentemente conferito a Nettis, invitando Lonardelli a riconvocare la Commissione esaminatrice della selezione pubblica per procedere a nuova valutazione dei candidati emendandola dalle illegittimità che avevano viziato i verbabi precedente, attestandovi, così in maniera del tutto fasulla, dei fatti utili nel verbale per provarne la verità (false attestazioni per la veridicità dell’atto di conferimento dell’incarico).
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In particolare, nel verbale gli indagati avevano apposto una falsa data di emissione (24 luglio del 2007), nonché, su una sua copia, l’impronta di un timbro con data 25 luglio del 2007. In realtà, gli stessi (Cosentino, Digirolamo, Lonardelli e Nettis) avevano formato e sottoscritto l’atto stesso non prima del 28.8.07, per indurre a pensare che grazie a quel verbale Lonardelli aveva provveduto secondo legge il 25 luglio (e non senza titolo, come avvenuto), a riconvocare la Commissione esaminatrice per il conferimento dell’incarico. In questo modo gli indagati avevano falsifcato l’intera procedura di selezione del Dirigente Medico di Allergologia e Immunologia Clinica dell’ospedale di Altamura per la nomina di Nettis. Per Digirolamo e Lonardelli l’aggravante di aver commesso l’illecito con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione (fatto riscontrato il 28 agosto del 2007).
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LE DELIBERE FASULLE – LE SOLLECITAZIONI DEL POLITICO- Cosentino, Digirolamo, Lonardelli, Nettis sono stati anche accusati (reato di cui agli artt. 110, 81 cpv., 479 in relazione al 476, co. 2, c.p) di avere attestato falsamente in concorso tra loro nell’atto pubblico, delibera n. 3719 datata 11.9.07 ( (in base ad un cd ‘disegno criminoso’ e secondo le loro funzioni: i primi tre quali pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio; Nettis come “agevolatore e istigatore dell’altrui condotta anche mediante redazione ideologica e materiale dell’atto”) l’esecuzione dell‘ordinanza del Giudice del Lavoro per riconvocare la Commissione esaminatrice (anche quest’atto era stato redatto per comprovare la verità dei fatti eseguiti). In particolare, nella delibera veniva attestata (con firma) che lo stesso provvedimento era stato ideato e redatto da Cosentino e Lonardelli su proposta del dirigente dell’area operativa legale, Di Girolamo, mentre in realtà lo stesso era stato predisposto “ideologicamente e materialmente” da Nettis (candidato alla nomina di primario, già vincitore della stessa selezione pubblica). La stessa delibera era stato inoltre sottoscritto da Lonardelli il 12 settembre del 2007, solo dopo “sollecitazioni” di terzi (un politico locale). L’intero piano disegnato dagli indagati mirava naturalmente alla nomina di Nettis quale primario del reparto indicato (reato commesso a Bari l’11 settembre del 2007).




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