soccoritori 118 (tuttooggi.info)Bari – “Il 5 gennaio scorso, a Lecce, ho incontrato 26 operatori del dipartimento igiene mentale, che dopo molti anni rischiano di andare a casa, e altre 17 lavoratrici dell’integrazione scolastica licenziate con telegramma il 31 dicembre”, così in merito alle internalizzazioni nelle aziende sanitarie pugliesi, il capogruppo consiliare PD, Antonio Maniglio. “Altre centinaia di assistenti dell’integrazione scolastica, in tutta la Puglia, nonostante siano state stabilizzate per legge, sono ancora in attesa del via libera da parte dell’assessorato alla Sanità”. “Ecco perché trovo paradossale, e anche cinico, che consiglieri e assessori regionali invece di adoperarsi ad affrontare oggi il tema della difesa vera dell’occupazione, dando certezza a chi lavora da anni nelle Asl e ha tutti i titoli per continuare a farlo, sfornino comunicati a raffica solo per orchestrare polemiche finalizzate solo a racimolare qualche votarello”. E’ ciò che starebbe accadendo in Puglia sul processo di internalizzazione, secondo Maniglio. “Nessuno sta mettendo in discussione una scelta condivisa anche dagli assessori del Pd; spero che sia consentito, però, chiedere chiarimenti e dati sia sull’esperienza in atto a Foggia che sui tempi con cui si intende procedere in tutte le altre Asl a costituire le società in house”. “Anche perché è meglio (come direbbe Catalano) discutere prima e collegialmente di ciò che si intende fare, piuttosto che trovarsi poi in difficoltà. E se questo metodo, soprattutto nella sanità, fosse stato assunto dalla giunta e dal presidente all’inizio di questa esperienza sono convinto che più di qualche ‘problema’ si sarebbe potuto evitare. O no?”. “Torniamo all’internalizzazione: la politica deve ascoltare le voci che giungono dal mondo del lavoro (imprese e lavoratori) e decidere secondo gli interessi generali che, nel caso dei servizi sanitari, si chiamano anzitutto efficacia e qualità delle prestazioni, contenimento della spesa”. Per questo motivo, a Maniglio “non appassionano le bandierine ideologiche, sia che provengano da RC e SL che dagli imprenditori”. “Il governo Vendola si è caratterizzato, in questi anni, per la capacità di dialogare e di condividere le sue scelte con tutti i soggetti sociali; sarebbe ben strano che questo metodo venisse abbandonato proprio in dirittura d’arrivo”. “E non sono in discussione, naturalmente, alcuni dati di fondo del sistema che governa i servizi sanitari: molte cooperative sono tali solo di nome, in alcuni casi sono servite a certa politica per collocare persone in cerca di lavoro (e questo spiega la dilatazione degli organici). “Ma questi lavoratori non vanno imbrogliati – dice Maniglio – l’internalizzazione non significa che saranno assorbiti dalle Asl o che cambieranno le loro mansioni, i loro contratti, il loro salario“. “Né questa è una forma fittizia di stabilizzazione, perché la certezza del mantenimento del posto di lavoro non è data dalla internalizzazione, ma dalla norma che già oggi obbliga le imprese che subentrano in un servizio a mantenere i lavoratori già impegnati”. “Ecco perché, invece, di fare demagogia sulla pelle dei lavoratori è meglio dire qualche verità scomoda e assumersi le proprie responsabilità. E questo continueremo a fare, sino alla fine della legislatura. Modesto consiglio ai colleghi di maggioranza: il centrosinistra ha già ‘qualche’ problema, esasperare le polemiche contro il PD per acchiappare qualche voto in più non mi pare una scelta lungimirante”, conclude Maniglio.
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Ventricelli: Così il consigliere regionale di “Sinistra ecologia libertà”, Michele Ventricelli, sul processo delle internalizzazioni in Puglia. “La polemica relativa alle internalizzazioni dei servizi nelle Asl pugliesi conferma la necessità che tutti, soprattutto i consiglieri regionali di centrosinistra abbandonino gli anatemi, le accuse reciproche per tornare ad una discussione proficua e sobria”. ‘Sinistra ecologia e libertà’ avrebbe da tempo condiviso le decisione adottata all’unanimità dalla giunta regionale con la delibera n. 2477 che ha appro+vato le ‘linee guida’ per tutti i procedimenti utili ad attivare le società strumentali alle attività delle Asl ed enti pubblici del servizio sanitario regionale e in più “ha conferito all’assessore regionale alle Politiche della salute il potere di lavorare ad un disegno di legge sulla costituzione e sulla gestione delle stesse società”. “L’invito che faccio è pertanto di evitare toni e polemiche pretestuose – dice Ventricelli – queste disposizioni, già in atto in alcune Asl della regione, sono state adottate nell’interesse dei lavoratori, dell’economia e dell’efficienza della gestione dei servizi. Sulle modalità dell’affidamento e dell’attivazione delle in house providing attendiamo che sia l’intero Consiglio regionale a decidere”.