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CAPONE, LA MAPPA CNEN E L’IPOTESI MANFREDONIA: “La Puglia non intende introdurre impianti nucleari sul suo territorio. I tentativi del Governo di togliere voce in capitolo alle Regioni su questa materia, è a dir poco sconcertante”. È questa la reazione della Vice Presidente della Regione Puglia Loredana Capone alla notizia del ricorso del Governo contro la legge pugliese sull’energia nucleare. “Se si rivelasse vera la notizia del ricorso – ha detto – suonerebbe come la conferma della volontà di fare della Puglia una delle candidate ideali per le centrali, secondo la mappa stilata nel 1979 dal CNEN, il Comitato nazionale per l’energia nucleare, che rileggiamo sui giornali di oggi. Una mappa nella quale la Puglia è la regione in Italia con più località considerate compatibili con un reattore. Ce ne sarebbero addirittura otto: a Taranto è indicata la costa al confine con la Basilicata, a Foggia, il Gargano vicino Lesina e la costa del Golfo di Manfredonia, a Lecce, la costa ionica a nord di Porto Cesareo, la costa ionica a sud di Gallipoli e la costa adriatica a nord di Otranto, concludono il nutrito elenco la costa a sud di Brindisi e, nella stessa provincia, la costa in corrispondenza di Ostuni. La Regione non ci sta”.“La Puglia – ha ribadito Loredana Capone – produce già l’86% di energia in più rispetto al suo consumo, ma soprattutto è la terra delle rinnovabili, in vetta a tutte le classifiche perché capace di generare il 27,1% dell’energia eolica nazionale e il 13,71% dell’energia fotovoltaica di tutta l’Italia. È questa la vocazione vera del nostro territorio, una vocazione per la quale l’Assessorato allo Sviluppo economico ha snellito procedure e concesso autorizzazioni per impianti di energia pulita che totalizzano quasi 1.300 megawatt di potenza elettrica”. “Per questo – ha concluso la Vice Presidente – combatteremo con tutte le nostre forze contro chi vuole devastare le nostre coste e la nostra salute, costruendo centrali atomiche”.
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TARANTINI (LEGAMBIENTE): DECISIONE PRIMA DELL’ELEZIONI – “Una centrale nucleare nella mia regione, sì o no?”. Questo il quesito che Legambiente rivolge a tutti i canditati alle prossime elezioni regionali, sollecitando una risposta immediata, in modo da garantire un confronto trasparente e democratico sul rilancio del nucleare in Italia. Infatti, più si avvicina la data delle elezioni amministrative di marzo e più il Governo nasconde quali saranno i cinque, otto, dieci siti, destinati a ospitare i nuovi impianti nucleari nel nostro Paese. Non solo il numero esatto è ancora scritto sulla sabbia, ma l’approccio nuclearista del Governo sembra scemare approssimandosi il confronto diretto col territorio. Le Regioni hanno un ruolo essenziale nella definizione delle politiche energetiche del nostro Paese, tant’è che undici di loro (Lazio, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia, Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, Campania) hanno avanzato ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della norma varata dal Governo. Ma non è sufficiente.“Nonostante la Regione Puglia abbia varato la legge per dichiararsi denuclearizzata, -dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia- il Governo prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando inoltre i siti scelti. Proprio alla luce dell’opposizione del Governo al no della Puglia, -incalza Tarantini- un tema scottante come questo non può essere escluso dai programmi dei candidati governatori della Regione: i cittadini non possono escludere la questione atomica dalle loro valutazioni. Gli elettori devono conoscere le posizioni di coloro che stanno per delegare a governare il territorio”.




Per questo bisogna appoggiare Vendola! Non Facciamo salire L’udc( pro-nucleare) al governo della nostra Regione!Difendiamo la nostra terra!