Manfredonia

I pentagrammi musicali di Davis Miles nella coloristica dell’artista Rino Colletta

Dal 18 al 24 febbraio 2018, presso l’Associazione Culturale “Progetti Futuri”


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Dal 18 al 24 febbraio 2018, presso l’Associazione Culturale “Progetti Futuri” – Traversa Baroni Cessa 8 – Manfredonia (Fg), si terra l’inaugurazione (alle ore 20.00) della mostra di grafica “RINO in MILES”. Vi sarà la partecipazione della “BEYNON 5tet”. Quintetto jazz composto da Franco Falcone (sax), Mimmo Marasco (tromba), Paolo Sapone (chitarra), Matteo Sapone (contrabbasso) e Piero Caputo (batteria). Orario mostra: 9.00 – 11.00; 18.00 – 20.00

Ancora in mostra l’artista Rino Colletta, con opere dalla coloritura singolare, tratte ad evocazione in ascolto notturno del celeberrimo trombettista, Davis Miles, antesignano, precursore di una nuova sperimentazione in jazz, in ascolto, dicevo, nel silenzio delle voci, a disegnarsi in pittura immaginifica per segni, strisce, striature, volute interroganti tutto il problematico nel visionario fantasmagorico, in una coloristica enigmatica, un geroglifico musicale, letto, analizzato e tradotto in tratti coloristici. Che, seppure accattivanti nel loro insieme, ti lasciano come davanti a sfingi in vena di enigmi, pronte a stritolarti per mancate soluzioni. Un coacervo di questioni, per evocazione dalle note trombettistiche del geniale Miles, che non passano inosservate nei colori svirgolanti dell’artista Rino Colletta. Il quale dall’ascolto ne fa pentagrammi armoniosi in un linguaggio pittorico esemplificativo, davvero non semplice nella sua genesi. Un caleidoscopio di visioni, che, indirizzate alla luce, si prestano a tratteggiarsi in forme diverse, a graffiti e geometrie, a figurazioni cangianti nel loro continuo mutevole combinarsi, con molteplici soluzioni di sbozzature embrionali, appena accennate, lasciate lì come tanti “alfa” a continuarsi, a stagliarsi nell’attenta analisi riflessiva del visitatore, immesso ad arte onirica, dall’artista, mio amico, Rino Colletta nell’immaginifico imbambolante. Che ti dà pensiero e assillo, un lambiccarsi interpretativo, una “bricconata” stupefacente, in coloristica cuneiforme, in volute girandolanti verso ogni dove, in segni libertari astringersi nel “limite affaristico” del profitto. E il tutto estrapolato nelle note dello straordinario compositore Miles.

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In una pittura astratta fino a un certo punto. Che va guardata da posizioni e punti diversi, capovolgendola e rivoltandola nel suo raffigurarsi informe, nel colorarsi in piccole e armoniose modulazioni, nel passaggio di note musicali in quelle delle iridi, “addomesticate” nel loro naturale combinarsi. Un viaggio dialettico, un colorismo denunciante, smascherante, a dispiegarsi in geroglifico interpretativo. Con i colori, con l’arma del colore penetrante in leggerezza e in gravidezza di penne colorate nella trasposizione dal pentagramma evocatore alla tavolozza esplicativa, a tinte che si estrinsecano in “alti”, “bassi”, “acuti”, “solenni”, “drammatici”, “allarmistici”, a inseguire e perdersi nel “bello assoluto”, nella composta eleganza iconografica di stile, per l’ametista che si oscura nel blu cupo, e il verde e il rosa e il rubino e l’azzuro e l’indaco, sciolti in misture e accostamenti, a eloquenza colorimetrica, perlopiù indetonanti. Uno zigzagare a note di tromba, di Miles, in quella coloristica estetizzante del Colletta, denunciante, in colleganza evocatoria, una realtà sempre più confusa, depredata nella quasi categoria “manicomizzata” delle persone. Rese esseri comico-grotteschi, degli “zombi”, apatici, nel totale smarrimento della facoltà decisionale, per intelligenze anestetizzate, nel sonno profondo, nel coma dell’autonomia di giudizio. Esseri, dicevo, inebetiti, mostruosi nel non rendersene conto nell’inconsapevolezza del nuovo stato di vita, accettato per fatalismo combinato. Coloritura triedrica, quella del Nostro, in angoloidi a placarsi su diversi piani, facce da visitare in una insiemistica orizzontale, segmentata da un rotondo zigzagare verticale, in immaginifico di figurazioni immezzite.

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Il saliscendi del colore, per incanto di penne colorate “curiose”, nello stupore incredulo delle scoperte in simbiosi pittorico-musicale, si rappresenta, per metafore coloristiche, nel tridimensionale disegnarsi per immagini, in appena sbozzo, e a scomparire in un vorticismo d’arte, per icone sorprese a proiettarsi in evanescenze per volute, lanciate a sfidare e a ripiegarsi armoniose, ma pure “imbronciate”, tese al limite plastico/classico combattere, e disegnarsi, quelle del Colletta, nuvole, nell’arrotolarsi di arte, che prende a Musa le note “catturate”, lui, il Nostro, “docile ostaggio” di evanescenze musicali. E il “riscatto” per la “libertà anticonformistica” del Colletta, si muove “in arte/per arte”, in osmosi girevole di pentagrammi con la coloristica. In forme di pensiero petroniane, lontanissime dalla sciatteria del vedere comune. Nel loro, così, saliscendi, di entrambi, in visioni, a lettura “protestataria”, per avanguardie antesignane nell’andirivieni da note a colori, nel viavai labirintico, in uno stile pittorico elegante con una estetica armoniosamente adamantina.

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A interloquire nel brillantare, il Colletta, chiosandoli, i “pentagrammi”, graziosamente, assai raffinati, a mezzo del suo personalissimo colore in piacevolezza elioscopica. Una mirabile dittongazione Miles-Colletta, in musica e colore, nell’ottica distanziatrice dell’irrequietezza dell’Arte, in essenza di “bello ribelle”. Sempre, però, poi, curiosa di altro. Ma, qui, anche, pure, ancora, per la mostra di Rino, in una funzione, per così dire, “educatrice”, che parte dalle escluse periferie urbane, “segregate” nell’apatia culturale. Nell’ignoranza, lì, mai leggendaria. Il “teorema”, insomma, coloristico del Colletta in estetica palingenetica.

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A cura del Prof. Lorenzo PRENCIPE

I pentagrammi musicali di Davis Miles nella coloristica dell’artista Rino Colletta ultima modifica: 2018-02-14T12:37:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Spartacus

    La “scheda” sull’artista Rino Colletta è un pò difficile da capire per i non addetti al lavoro(è un vizio corrente).
    E’ comunque uno dei pochi artisti veri che vivono nella nostra città e la sua pittura è aperta ai non specialisti come me.
    Un’ottima occasione per ammirare i quadri ,e sentire un buon jazz nostrano a prezzi popolari.
    Saluti


  • Duosiciliano Patriottico

    “Davis Miles”?
    E che è, la firma dei documenti dove viene richiesto prima il cognome e poi il nome (pratica tra l’altro erronea)?
    Correggete per favore: Miles Davis


  • gustavo

    Non lo conosco, ma il fatto che condivide le idee del o professor, mi da da pensare.Mah ????

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