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"PAESE DEI MURALES" Stornara, paese dei murales: l’amore si racconta sui muri. Obiettivo “Città d’arte”

Il motore di questa trasformazione è il Festival Stramurales e il lavoro dell’associazione Stornara Life

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Febbraio 2026
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STORNARA (Foggia) – A Stornara l’amore non si sussurra soltanto: si dipinge. Nel piccolo comune del Tavoliere, in provincia di Foggia, San Valentino si riflette sulle facciate delle case e sulle pareti delle piazze, trasformate in una galleria a cielo aperto. Dal 2018 a oggi i murales realizzati sono 153, un numero che ha fatto guadagnare al paese la reputazione di “capitale” pugliese della street art e una notorietà capace di richiamare artisti e visitatori da ogni parte del mondo.

Il motore di questa trasformazione è il Festival Stramurales e il lavoro dell’associazione Stornara Life, che negli anni ha messo in rete creativi, cittadini e istituzioni, costruendo un percorso artistico che racconta identità, memoria e temi sociali. «Qui l’amore viene declinato attraverso questa forma d’arte in diverse accezioni», spiega Giancarla De Marco. E proprio le opere dedicate ai sentimenti, quattro in particolare, sono diventate tappa obbligata per chi passeggia tra i vicoli.

C’è innanzitutto il murale che ritrae una ragazza e un ragazzo mano nella mano: si sostengono a vicenda, in un’immagine che è insieme intima e politica. È un autoritratto degli uruguaiani Collectivo Licuado e, sottolinea De Marco, «un omaggio alla parità di genere». Poco distante, un doppio intervento affronta il tema dell’amore che resiste al tempo: due anziani si guardano con la stessa tenerezza, ma con un filo d’ironia. Uno dei due murales, esplosione di colori, porta la firma di un artista parigino; l’altro, essenziale e in bianco e nero, è del duo di San Severo No Chance.

L’amore, a Stornara, è anche cura e fragilità. Lo racconta l’opera della street artist olandese JDL, tra le più note sulla scena internazionale, che raffigura i figli di due genitori entrambi colpiti da demenza precoce: le mani degli adulti si aggrappano alle teste dei ragazzi, quasi a trattenere l’ultimo contatto con una realtà che scivola via. E poi c’è “Stabat mater dolorosa”, ispirata alle iconografie della Madonna che accoglie il Cristo deposto dalla croce: un’immagine potente, che invita a riconoscere l’amore anche nel dolore.

Passeggiare a Stornara significa seguire un itinerario che cambia con la luce: al mattino i colori risaltano tra le case del centro, la sera le figure sembrano dialogare con chi passa. Molte opere nascono durante residenze artistiche, con gli autori ospitati in paese e coinvolti in incontri pubblici e laboratori con gli studenti. «La comunità è parte del processo creativo: i murales si costruiscono ascoltando storie e sensibilità del territorio», spiegano gli organizzatori.

Accanto alle immagini dedicate ai sentimenti compaiono pareti che parlano di diritti, inclusione, ambiente e memoria contadina: la street art come linguaggio accessibile, capace di aprire discussioni e creare bellezza. Negli ultimi anni, aggiunge De Marco, gli inviti hanno raggiunto «tutti i continenti», con artisti arrivati anche dall’Australia. Ora l’obiettivo è consolidare la crescita: mappe aggiornate, visite guidate e un sistema di accoglienza per i gruppi.

La presenza alla Bit di Milano, per il sindaco Roberto Nigro, è servita a raccontare questo modello anche fuori dalla Puglia: «Ogni anno arrivano migliaia di visitatori, scolaresche, curiosi». L’ambizione, dopo il titolo di “Città dei murales”, è ottenere quello di “Città d’arte”, rafforzando l’offerta culturale e l’identità turistica.

Il museo in progettazione dovrà fare da ponte tra l’arte effimera dei muri e la necessità di archiviare e raccontare un’esperienza che ha cambiato il volto del paese: spazio espositivo, ma anche laboratorio permanente per mostre, bozzetti e attività didattiche. Perché, a Stornara, l’amore non è soltanto un tema: è la filosofia di un progetto che unisce sguardi lontani e radici vicine, continuando a scrivere – a colori – una storia collettiva.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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