Inchiesta

Capitanata, terra di usurai (con banche sotto analisi)


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Usura bancaria (www.signoraggio.com)

Usura bancaria (www.signoraggio.com)

Manfredonia – “NON ho soldi, solo, sommerso da debiti e pressioni. La prego, mi aiuti”. “Ma certo, si rivolga a noi. Noi, dell’usura”. Noi, attivi dovunque nel Meridione. Noi, garantiti spesso da banche e istituti di credito.

USURA, DAL LATINO: PER INTERESSE – Il termine usura riporta direttamente al suo significato e valore etimologico: per interesse. Per l’interesse di quanti fornisconi prestiti a tassi di interesse “illegali, socialmente riprovevoli” e tali da rendere il loro rimborso “difficile” se non addirittura “impossibile”. Questo in modo da spingere il debitore, e la vittima del circolo vizioso, ad accettare delle condizioni cd capestro; condizioni poste dal creditore a proprio vantaggio, come la vendita ad un prezzo particolamente vantaggioso (per lo stesso compratore) di un bene di proprietà del debitore.

CONFIGURAZIONE DELLA VITTIMA MEDIA – RUOLO DELLE BANCHE – Solitamente, le vittime dell’usura sono persone, e aziende in difficoltà economica, soggetti ai quali è precluso il credito di una determinata banca, in ragione della consapevolezza, da parte dello stesso ente, della ipotetica insolvenza di quanti richiedono prestiti. Questo costringe spesso gli stessi soggetti in difficoltà a rilevare crediti attraverso canali non ufficiali. Chi concede il prestito a tassi d’usura conta infatti di rivalersi, in caso di mancato pagamento, sul patrimonio dello stesso debitore, un debitore che accetta il prestito ma alle condizioni imposte e sperando di poterlo comunque restituire. Gli usurai sono detti comunemente strozzini e svolgono altre attività illegali, dalle quali provengono i capitali che essi prestano, compiendo altri atti illeciti, come il riciclaggio di denaro guadagnato in modo illecito o atti di violenza per piegare la volontà delle loro vittime. L’usuraio dispone spesso di un ingente patrimonio personale ed è in grado di fornire garanzie ai creditori per prestiti di un certo ammontare. A volte l’usuraio si limita a firmare una fideiussione, che consente alla vittima di ottenere un prestito Usura ed estorsioni in Puglia, tra banche e finanziamenti . L’istituto di credito rifiuta di concedere un prestito a chi non fornisce sufficienti garanzie e/o capacità di rimborso futuro, e la fideiussione può aprire pertanto le porte allo stesso credito. In questo modo, l’usuraio potrebbe riscuotere interessi, senza anticipare così alcuna somma. Diversamente, l’usuraio potrebbe prendere a prestito il denaro da un istituto di credito, garantendo con il suo patrimonio, e girando le somme alle vittime ma a tassi usurai. Tuttavia, prestiti frequenti di ingenti somme di danaro potrebbero essere segnalati e l’usuraio chiamato così a documentare l’impiego delle aperture di credito.

USURA, VOLUME D’AFFARI – Il giro d’affari annuo dell’usura in Italia è stato stimato attorno ai 30 miliardi di Euro ed interesserebbe circa 150mila esercizi commerciali. È stato altresì stimato che tale giro di affari sia controllato, per una quota pari al 36%, dalla criminalità organizzata. Il Testo Unico Bancario sancisce che il tasso di interesse massimo oltre al quale un prestito di una banca viene definito usurario è stabilito dell’UIC (Ufficio Italiano Cambi). In questo modo, la Banca Centrale stabilisce i valori minimo e massimo entro i quali variano i tassi di interesse (il tasso di sconto è l’interesse minimo al quale le banche prestano denaro, e l’UIC è costituito presso la Banca Centrale).

LA RICERCA EURISPES – L’usura è un fenomeno diffuso in tutto lo Stivale, e in modo prevalente nel Meridione d’Italia, anche se le denunce presentate, dalle stesse vittime, non sono spesso attendibili per misurare la reale entità del fenomeno, che resta principalmente sommerso. E’ quanto rilevato dall’Eurispes nello studio ‘L’usura: quando il credito è nero’, uno studio che ha configurato un paese fortemente sbilanciato: a fronte di un indice Uic pari a 100 punti riscontrati nella città di Vibo Valentia, corrisponde un valore zero, al contrario, nella provincia di Trento, segno evidente di una netta demarcazione, tra Sud e Settentrione, nelle pratiche illegali citate. L’usuraio ha come target di riferimento una vasta tipologia di figure comunitarie: dal vicino di casa e quartiere fino a forme più sofisticate della criminalità organizzata; il target di riferimento si caratterizza per la ‘presenza di un elemento di sopraffazione nei confronti di soggetti che si trovano in difficoltà’: famiglie bisognose, anziani, piccoli commercianti e piccoli imprenditori, fasce deboli della popolazione. A differenza delle pratiche estorsive e all’attività di riciclaggio attraverso i mercati finanziari, secondo l’Eurispes, l’usura ha il ‘vantaggio di una minore visibilità sociale’.

LE STATISTICHE – In un contesto socio-economico di difficoltà, come quello attuale, i fenomeni di “sofferenza” delle famiglie italiane sono portati naturalmente ad aumentare: il 28,6% delle famiglie dello Stivale non ha un reddito mensile tale da consentirgli di arrivare alla fine del mese; il 42,9% può sostenere economicamente le proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi; il 23,3% e il 18,1% delle famiglie, rispettivamente, dichiarano difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e del canone di affitto (Rapporto Italia 2010). Tali fenomeni di “sofferenza” coinvolgono, allo stesso modo, il sistema produttivo italiano e, in particolare, il sistema delle piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 99% delle imprese attive in Italia e che, oltre alle difficoltà congiunturali e strutturali, si trovano a dover affrontare un problema di accesso al credito, dovuto anche all’entrata in vigore dell’accordo di “Basilea2” che impone regole molto più stringenti nell’erogazione del credito da parte degli intermediari finanziari. Proprio per la loro natura, le Pmi sono ritenute più rischiose e viene loro attribuito un rating molto basso, con una conseguente minore possibilità di accesso al credito che, qualora venga loro concesso, è aggravato dall’applicazione di condizioni contrattuali particolarmente gravose.

L’Indice di Rischio Usura. Un ulteriore indicatore di “sofferenza” delle famiglie e delle imprese italiane è costituito dalla diffusione del fenomeno dell’usura, solo in parte quantificabile sulla base del riscontro giudiziario delle denunce, come dimostra la differenza sostanziale tra il numero di quest’ultime e quello delle richieste di assistenza ed aiuto rivolte agli osservatori privilegiati, quali le Fondazioni Antiusura Fondazione antiusura a Manfredonia o le stesse associazioni di categoria. Tale differenza, dovuta principalmente alla ridotta propensione di famiglie e imprese a denunciare alle Autorità giudiziarie i casi di usura, porta a ritenere più appropriato parlare di livello di permeabilità di un territorio e di vulnerabilità dei diversi contesti sociali ed economici rispetto al fenomeno dell’usura, piuttosto che rimanere ancorati al solo dato ufficiale relativo al numero di denunce.

GLI INDICATORI – In questa direzione, l’Eurispes ha formulato un Indice di Rischio Usura (IRU), fondato sull’analisi di quelle variabili di contesto socio-economico che si ritiene possano influenzare il grado di vulnerabilità e/o permeabilità di un territorio rispetto all’usura:
quadro economico: Prodotto interno lordo, disoccupazione;
sistema bancario: protesti, sofferenze, tasso di interesse medio attivo, valore credito al consumo (banche e società finanziarie), sportelli bancari, banche cooperative e popolari, clienti home e corporate banking, comuni serviti da banche;
tessuto imprenditoriale: imprese individuali; imprese cessate e iscritte;
criminalità: reati di estorsione, reati per associazioni a delinquere.

L’Indice di Rischio Usura (IRU) è stato calcolato come combinazione lineare degli indicatori di contesto socio-economico sopra descritti, opportunamente indicizzati e con “pesi” diversi in funzione della loro correlazione con la variabile ottenuta rapportando il numero di reati di usura al totale dei reati denunciati.

Capitanata, terra di usurai (con banche sotto analisi) ultima modifica: 2010-05-14T15:51:07+00:00 da Giuseppe de Filippo



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