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REDDITO “Reddito di dignità della Regione Puglia? E chi l’ha visto?”

"Qualcuno in Regione Puglia sa cosa significa vivere nella miseria più nera?"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Maggio 2024
Cronaca // Focus //

Bari. A partire dal 2023 una sciagurata decisione da parte del Governo centrale sopprimeva il Reddito di Cittadinanza, ma lo stesso Governo assicurava che nessuno sarebbe stato abbandonato a sé stesso. Quindi, ecco subito servito l’Assegno d’Inclusione, un sussidio di cui i cittadini avrebbero potuto fuire insieme alla formazione professionale. Peccato però che dell’Adi non ne abbia beneficiato quasi nessuno dei più bisognosi, in quanto il Governo Meloni, nel mentre approvava l’Assegno d’Inclusione, aveva la brillante idea di inserire l’Assegno Unico Universale nel calcolo dell’Isee2024, così da escludere tutti i nuclei familiari che nel 2022 (anno di riferimento dell’Isee2024) hanno percepito l’Auu. Infatti, per percepire l’Assegno d’Inclusione il valore dell’Isee non avrebbe dovuto superare € 6.000,00, cosa improbabile se tra i fattori del calcolo Isee si computa l’Assegno unico. Risultato: solo in pochi hanno avuto diritto all’Adi, in pratica solo i cittadini non appartenenti ad un nucleo familiare percettore di Assegno unico nel 2022.

Alla nefasta politica antisociale del Governo centrale prometteva di porre un argine la Regione Puglia che, con la Determina dirigenziale 146/1258 del 1 Dicembre 2023 approvava, il Reddito di Dignità (RED), la domanda era possibile inoltrarla già dal giorno 5 dello stesso mese, attraverso l’apposito portale regionale. Ad oggi 14 Maggio 2024 quanti cittadini pugliesi hanno percepito il Red? Ancora nessuno. Le domande risultano ancora tutte in fase istruttoria.

A questo punto la scrivente Organizzazione sindacale si chiede se qualcuno in Regione Puglia sappia cosa significa vivere nella miseria più nera, mentre il Governo centrale ti toglie quel modesto sussidio che avevi, promettendotene un altro che non riceverai mai e la Regione si impegna ad intervenire, ma se la prende molto comoda, tanto che dopo 6 mesi le domande restano in fase istruttoria.

Cobas Puglia pertanto, stigmatizzando il comportamento superficiale e irresponsabile da parte della Regione Puglia, invita quest’ultima ad accelerare la propria burocrazia e fornire risposte ai cittadini pugliesi meno abbienti. Cobas Puglia non esclude nessuna forma di mobilitazione, qualora la Regione Puglia non si attivi prontamente in merito a quanto esposto.

Confederazione Cobas Puglia

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