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Morto per esposizione ad amianto, denuncia figlio ferroviere


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(ST)

Avellino – “LA Morte correva sui Binari per Avellino. Vagoni pieni di amianto Killer, giungevano fino al Veneto dopo essere stati trattati presso l’Isochimica”: denuncia Dal Cin, coordinatore nazionale dell’ONA Onlus – Settore Guardia di Finanza e di N. R. G., figlio di un dipendente delle Ferrovie dello Stato che per esposizione ad amianto è deceduto per mesotelioma. L’ONA si rivolge ancora al Procuratore Guariniello e al Procuratore Cantelmo per chiedere verità e giustizia.

La morte atroce per mesotelioma di N. Z. di anni 65, per mesotelioma, dopo che dal 1969 al 1997 ha lavorato nelle Ferrovie dello Stato in esposizione ad amianto ha portato il figlio N. R. G., iscritto all’ONA Onlus, ed assistito e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, a depositare ieri (13.06.2013) presso i Carabinieri di Casalnuovo Di Napoli una denuncia, che sarà portato all’attenzione del Procuratore della Repubblica di Torino Dott. Guariniello.

Oggi è la volta di Antonio Dal Cin, coordinatore nazionale dell’Ona-GdF, affetto da patologie asbesto-correlate.

Presso il sito ubicato nel Comune di Sgonico (TS) Via Stazione di Prosecco, a breve distanza dall’omonima Caserma della Guardia di Finanza dove Dal Cin lavorava e viveva circondato dall’Eternit, “venivano lasciati in sosta dei convogli carichi di amianto che permanevano per lunghi periodi esposti alle intemperie”. Questo, inevitabilmente, contribuiva ad aumentare i cosiddetti “fattori di rischio”, vista la somma dei singoli fattori di rischio, che potenziavano la esposizione all’amianto. Il 23 maggio del 1994 esplodeva la “bomba amianto” tra le Stazioni FF.SS. di Camposampiero (PD), Gorizia, Prosecco (TS) e Villa Opicina (TS), poiché venivano sequestrate, su ordine dell’allora Sostituto Procuratore della Repubblica padovano Dott. Angelo Risi, un centinaio di carrozze “avvelenate”, e dirette alle ferrovie Ucraine e Bulgare, vista l’ipotesi di un trasporto illegale di quei vagoni all’estero, vietato in Italia dalla Legge 257 del 1992.

Molte di queste carrozze erano state decoibentate presso il sito Isochimica di Avellino, e poi trasferite anche in Veneto, come confermato dalla Sentenza della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Veneto, n°934/08, che ha accolto le domande di prepensionamento dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato, oggi allegata nell’esposto che il Sig. Dal Cin ha inoltrato diretto alla Procura della Repubblica di Torino, all’attenzione del Procuratore Guariniello, e alla Procura della Repubblica di Avellino all’attenzione del Procuratore Dott. Cantelmo.

Nella Sentenza della Corte di Conti – Sezione Giurisdizionale per il Veneto, si attesta che le carrozze ferroviarie lavorate ad Avellino rimanevano contaminate di amianto e quando vi lavoravamo i ferrovieri nel Veneto rimanevano esposti oltre le 100 ff/ll, così da aver diritto al prepensionamento.

Essi, hanno costituito una reale e concreta minaccia per la salute pubblica, oltre, al rischio di inquinamento ambientale, strettamente legato alla presenza di amianto, quale elemento nocivo e cancerogeno pericoloso per l’intero ecosistema, che quindi non può essere limitato al sito di Avellino o alla città di Avellino. Le stesse Ferrovie dello Stato, nel marzo del 1996 ammettevano chiaramente e documentavano la presenza di n°44 rotabili accumulati presso la Stazione di Prosecco, Comune di Sgonico (TS), come confermato nel Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (art. 10 L. 27 marzo 1992, n°257 e D.P.R. 08 agosto 1994), in relazione al Piano amianto per la Regione Friuli-Venezia Giulia, predisposto ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 8 agosto 1994, istituito ai fini della difesa dai pericoli dell’amianto, e composto da un elaborato e da sette allegati tecnici, che ne fanno parte integrale, predisposto dalla Direzione Regionale dell’Ambiente, acquisendo il concerto della Direzione Regionale della Pianificazione Territoriale, acquisito dall’Avv. Ezio Bonanni in seguito ad indagini difensive.

“Nella Tavola n°4 alla voce ‘Rotabili con amianto nel Friuli-Venezia Giulia’, che presso la Stazione di Prosecco, sita nel Comune di Sgonico (TS)sono censiti n°44 rotabili accantonati. Questa situazione ha mietuto vittime in tutta Italia, ad Avellino come a Torino, a Napoli come a Trieste, e quindi l’ONA Onlus si rivolge speranzosa al Giudice Dott. Guariniello e al Giudice Dott. Cantelmo perché rendano giustizia alle vittime”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Morto per esposizione ad amianto, denuncia figlio ferroviere ultima modifica: 2013-06-14T16:45:18+00:00 da Redazione



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