Manfredonia

Piano recupero centro storico, formazione Pug, incarichi


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Panoramica centro Manfredonia (fonte image: radiotrc.it)

Manfredonia – CON recente determina dirigenziale, affidato all’arch. D’Ardes Antonellodi Manfredonia e all’architetto Roberto Russo di Manfredonia, l’incarico professionale di supporto tecnico specialistico per la redazione della II° parte (normativa) del Piano di Recupero del Centro Storico (P.R.C.S.), in ausilio all’Unità di Progetto del Comune denominata “Formazione del PUG e piani attuativi”.

Si ricorda che l’Unità di Progetto (UDP) “Formazione PUG e Piani attuativi” è stata istituita con D.G.C.n. 487 del 26/10/2006. Con D.G.C.n. 614 del 28/12/2006 è stato affidato all’Unità di Progetto l’incarico per la redazione del Piano di Recupero del Centro Storico, rinviando a successivo provvedimento l’impegno della relativa spesa.

Con determinazione del Direttore Generale n. 239 del 28/12/2007 all’UdP l’incarico per la redazione del detto Piano. Con determinazione del Direttore Generale n. 229 del 05/02/2009
all’arch. D’Ardes Antonello e Russo Roberto gli incarichi di supporto alla sopradetta UdP, per la stesura del fotorilievo e relativa restituzione grafica di tutti gli isolati del Centro Storico con relative schede abachi degli elementi architettonici e dei tipi edilizi, oltre alla relazione generale.

Il 12/02/2009 la stipula delle convenzioni tra i predetti incaricati e il Comune di Manfredonia. Con determinazione del Dirigente del 7° Settore (Coordinatore dell’UdP) n. 737 del
10/06/2012, si è preso atto del completamento delle citate operazioni, con relativa liquidazione dei compensi.

Con D.G.C.n. 262 del 5/10/2012 si è stabilito di dover proseguire nell’attività di formazione del Piano di Recupero del Centro Storico, consistente nella stesura della normativa e nella predisposizione di tutti gli elaborati necessari per la
sua adozione.

Con lo stesso atto si è formulato indirizzo al Coordinatore dell’U.d.P. di avvalersi del supporto esterno, “confermando le linee di indirizzo già espresse, circa la possibilità di integrare l’U.d.P., in relazione a specifiche esigenze, con professionalità esterne, con ricorso a tecnici esperti nella tematica ‘Centro Storico’, ponendo anche particolare attenzione all’abbattimento di tempi e costi.

Da qui si è formulato indirizzo al coordinatore dell’UDP di ricomprendere nell’incarico al DICAR – Dipartimento di scienze dell’Ingegneria e dell’Architettura – Politecnico di
Bari, l’attività di supporto tecnico-scientifico all’Unità di progetto per l a formazione del Piano di Recupero del Centro Storico, ritenendo la stessa compresa nella più ampia attività di supporto, in corso di definizione nell’ambito del PUG.

A riguardo è stata prenotata la somma complessiva di € 30.000,00 al Cap.4501 del Bilancio per l’esercizio finanziario 2012, per l’espletamento del suddetto incarico, relative alla liquidazione dei due citati professionisti.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Piano recupero centro storico, formazione Pug, incarichi ultima modifica: 2013-06-14T15:32:31+00:00 da Redazione



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Commenti


  • anonimo

    L assessore palumbo è un grande! più di un anno fa ci aveva detto pubblicamente che di li a qualche mese avremmo avuto il piano di recupero del centro storico e solo oggi scopriama che si sta ancora procedendo all’affidamento degli incarichi! sei un grande assessore!tu si che sai quello che dici


  • Uno di Voi

    Scusate, ma che c’è da recuperare nel centro storico?

    E’ necessario la mano pubblica???

    Forse le facciate dei circa 20 palazzoni a 6 piani e delle 30 palazzine a 3 piani rigorosamente in cemento armato e magari fare i lavori a spese nostre?

    Perchè io devo pagare un piano di recupero che non ha senso?

    Per me sono soldi MIEI buttati via inutilmente!

    Ma si conosce il (fu) valore prestigioso del centro storico di Manfredonia, che è andato completamente distrutto, peggio della città di Berlino durante i bombardamenti degli Alleati? Almeno lì si è rifatto tutto daccapo, qui invece convivono e cozzano tra loro fiori e carciofi.

    A meno che non si preveda nel piano di recupero la DISTRUZIONE PROGRAMMATA DEGLI SCEMPI, con il ripristino delle antiche mura, di inserimento di edifici commerciali ad un solo piano con facciate bianche e semplici, “fiumi” di giardini con alberi e parcheggi adeguati e magari piazze per il pubblico incontro e perchè no: orti botanici.

    E’ un sogno?

    Non credo.

    Così facendo si coniugherebbe lavoro assicurato al mondo edile con le demolizioni e le ricostruzioni e ricrearsi una propria identità da porre alla base del rilancio turistico di Manfredonia in una prospettiva medio-lunga di 10-15 anni.

    A Bari un’iniziativa del genere, per il recupero del centro storico, è stata proposta e realizzata dall’amico Emiliano mediante un semplice concorso d’idea dove hanno partecipato fior di architetti.

    I cittadini residenti espropriati, andranno collocati in nuove case aventi lo stesso valore commerciale di quelle in cui attualmente sono residenti.

    I soldi?

    L’On. Bordo dice che ci sono 30 miliardi di Euro da “SPENDERE”: si può chiedere a Lui di illuminarci, di dirci qualcosa.

    Dove fare queste nuove abitazioni per gli espropriati?

    Nei comparti non ancora partiti.

    Allora si che Manfredonia ritorna ad essere una città come quella pensata ed in parte realizzata da RE MANFREDI: IL NOSTRO VERO ED UNICO PADRE!!!

    Ma credo che il recupero non andrà oltre la “sciacquata di faccia” degli edifici mostruosi IN CEMENTO ARMATO che ci ritroviamo.

    Un film troppo audace per chi dice a parole che ha coraggio, ma è fregato nei fatti dalla paura di mettersi in gioco.


  • Franco

    Per me il primo palazzo da abbattere è quello a 4 metri dalla Torre Santa Mria, nel fossato. Deturpa un tratto di mura quasi integro.


  • giiuanumunicip

    Per me il primo palazzo d’abbattese e quello di san D……. e far fiorire un gigantesco albergo al 10 stelle con vista portuale… solo così aggiustiamo il bilancio…. qualcuno ci pensi a questa speculazione….sicuramente ci sarà un grande giro di soldi…. Quest’opera è strettamente collegata al famoso porto turistico a cui giungeranno sceicchi arabi… dopo il predetto porto, è possibile tutto a Manfredonia….


  • agguerrito

    Esproprio per dar spazio agli esercizi commerciali?
    E questo sarebbe un motivo di pubblica utilitá?
    Come diceva il Grande Totò: ma mi faccia il piacere…….


  • gino

    perfettamente d’accordo con “uno di voi”.


  • ceunsolocapitano

    giiuannumunicip se il palazzo che vuoi abbattere e quello che penso io sono daccordissimo con te domani mattina ci troviamo ——— (MODERAZIONE, cortesemente, grazie,ndr)


  • mi

    ci si dovrebbe dedicare un pò anche alle cose terra terra, ci sono interi quartieri dove i cittadini sono ostaggio del traffico e degli abusi di ogni genere


  • urbans

    ma perchè in questa città si parla senza sapere la realtà dei fatti..sul sito del comune di manfredonia ci sono i progetti de PIRU che sarebbe la nuova versione legislativa del vecchio piano di recupero…il PIRU è un Programma Integrato Di Rigenerazione Urbana. è uno strumento attuativo del nostro PUG su ambiti specifici. La legge 21/08 ddella regione puglia legifera su questi programmi che sono assai innovativi per una regione come la puglia. I soldi non sono solo pubblici ma l’iniziativa è supportata anche da soggetti privati(quindi se c’e da riqualificare un edificio non saremmo noi cittadini tutti a dover pagare)vi posto il link cosi voi tutti vedete che bei progetti sono stati proposti…
    Alla redazione scusatemi tanto apprezzo il vostro lavoro ma l’articolo è prettamente tecnico è purtroppo non tutti possono comprenderlo facendo scaturire pertanto “discussioni da bar”.
    IL LINK:http://www.comune.manfredonia.fg.it/ru/home.htm


  • Redazione

    Ok grazie a lei per la precisazione e l’integrazione al lavoro, buona giornata; Red.Stato


  • agguerrito

    Grazie mille urbans per aver dato luce a tante menti spente.


  • Uno di Voi

    Urbans, bell bell.

    Prima di tutto si parla qui di centro storico e non di area urbana.

    Va bè oltre al Piano di Recupero del Centro Storico dobbiamo spendere altri soldi per il P.I.R.U., comunque è ancora salvabile visto che è in fase preliminare.

    Non conoscevo questo piano del Comune, ma sfido chiunque a vedere il progetto preliminare dal link: si propone per il centro storico meno di quello auspicato dall’ “uomo da bar”: verde attrezzato trasversale lungo i canaloni (io li ho chiamati fiumi di verde alberato, lì Parchi urbani), “liberazione” delle antiche mura (?) (i palazzi si abbattono oppure no?), apertura del centro storico al porto commerciale, collegamento dei due lungomari, nuova piazza.

    Quel piano è frutto di una miopia, di un braccetto corto, senza tener conto della storia urbanistica del centro storico di Manfredonia, quello voluto da Manfredi, il quale ha lasciato anche dei documenti: una bolla.

    Ad esempio, oltre a tantissime altre cose, gli spazi vuoti disposti con geometrica precisione (strade e piazze) erano di gran lunga superiori ai pieni proprio per favorire l’aggregazione, la proliferazione e la coltivazione dell’orticello, gli edifici bassi, chiusura del centro da mura con porte.

    Di tutto questo non c’è traccia nel P.I.R.U. e nel Piano di Recupero, come non c’è traccia di un recupero del centro storico per darle una propria identità.

    Nelle fasi preliminari di un piano credo che debba prevalere una visione generale di ciò che si andrà a pianificare: credo che la pianificazione preliminare sia la massima espressione per porre degli obiettivi ambiziosi ed alti, come se fosse la materializzazione di un concetto filosofico.

    Senza andare per le lunghe è il momento per mettere su carta l’idea di città ed in questo caso del centro storico.

    Da quello che ho visto, manca un’ idea di base “appetibile” ed unitaria, come potrebbe essere il far ritornare il centro storico di Manfredonia con una propria identità medioevale e pugliese, cioè:

    la Manfredonia di Re Manfredi.

    Un brand ed uno slogan da “arrapare” il resto del mondo.

    Mai considerato dai “Piani” alti!!!!!


  • urbans

    Uno Di voi lei è utopico, no i programmi che si vorrebbero attuare per migliorare il centro storico. Ma sa cosa significa quello che lei sta dicendo?mica si possono buttare giù interi isolati solo perche a lei non piacciono!!purtroppo sono frutto di un edificazione selvaggia avvenuta anni fa.Ma si immagina lei a seguire nel 2013 dei piani fatti più di mille anni fa..ma non mi faccia ridere per favore…e comunque giusto per precisare il PIRU sarà finanziato dai FESR Finanziamenti Europei per lo Sviluppo Economico..e i lavori nel “canalone” Scaloria già sono iniziati


  • urbans

    Scusate i FESR sono i Finanziamenti Europei per lo Sviluppo Regionale.


  • Uno di Voi

    Prima uomo da bar, ora utopico.

    Si può migliorare.

    L’utopia purtroppo la portiamo nel nostro nome, non la si può dimenticare.

    Manfredonia: città di Manfredi.

    E’ una condanna per i “realisti”.

    Utopico è stato il piano urbanistico di Parigi, dello sventramento di Napoli e di recentissimo Fuksas a Bari.

    Fino a quando i piani a manfredonia, partono dall’aerofotografia del 1940 non se ne esce fuori.

    Chi capisce un minimo di urbanistica, deve capire che manfredonia non ha un centro storico nato spontaneamente, ma progettato da veri urbanisti dell’epoca medioevale con criteri molto innovativi per l’epoca.

    Applicare criteri urbanistici partendo da dati a piacimento, porta a considerare Manfredonia come Zapponeta, Margherita di Savoia, Barletta, Molfetta.

    Manfredonia dal punto di vista urbanistico è molto di più e se tu ne capisci qualcosa non puoi che assentire!!!

    Per quanto riguarda la proposta utopica, sicuramente lo è, non si discute, ma chi è chiamato a fare un piano (anche se gli danno una miseria di compenso) deve far capire a lle istituzioni che lo ignorano, Manfredonia che razza di città è.

    Se si limita a fare degli scarabocchi artistici, senza dare una prospettiva, mi dispiace ma gli urbanisti hanno sbagliato mestiere: facessero i geometri per soddisfare i geometri.

    Per quanto riguarda i palazzoni essi sono stati costruiti intorno al 1970, cioè 43 anni fa.

    Già oggi i palazzoni non sono sicuri dal punto di vista sismico, ma fra 10-15 anni si avrà bisogno di consolidamenti. O no? Che fare?

    Non vedi la miopia del Piano di recupero del centro storico?

    Io, modestamente si.

    Senza offendere nessuno.


  • ceunsolocapitano

    uno di voi le faccio i complimenti ci vorrebbero persone preparate come te x salvaguardare il GRANDE PATRIMONIO STORICO che purtroppo non si offendanoi vari urbans e company non se ne rendono conto che leggono appena le carte senza sapere interpretarle lavoro in edilizia molte volte sono ha contatto con geometri -ingegneri architetti alcune volte mi viene da piangere appena ce un problema non sanno cosa fare


  • urbans

    Uno di voi io non le ho dato dell’uomo da bar ma semplicemente ho sottolineato che articoli cosi tecnici possono far scaturire discussioni da bar…il nostro centro storico è stato studiato in un determinato modo si e su questo non posso non asserire, ma negli anni 70 la speculazione edilizia ha fatto i suoi danni e di quella particolare “forma” ne è rimasto ben poco…per quanto riguarda gli urbanisti ognuno ha una propria opinione ma le ricordo che ogni buon piano/programma parte sempre dalla storia, perchè ,si ricordi è proprio da questa che noi comprendiamo il presente.
    Mi dispiace che non si riesca a capire le potenzialità di questi nuovi programmi forse come diceva il nostro assessore regionale all’urbanistica, la Dott.ssa Barbanente,bisogna educare prima i sindaci e poi i cittadini.questo processo è gia partito in altre città pugliesi ma a noi fatica ad avviarsi…
    Le ripeto non mi interessa offendere nessuno, ma è un educato scambio di opinioni che in un modo o nell’altro aiuteranno un po tutti a farsi un idea…sicuramente lei sarà competente in materia e si capisce…Comunque sono speranzosa voglio essere ottimista per una buona volta..ce l’hanno fatta minuscoli paesi salentini ad attuare il Piru e sarebbe bello se riuscisse ad attuarlo anche manfredonia è una rigenerazione del centro storico che ci serve non un recupero!!! e i due termini sono molto differenti dal punto di vista urbanistico.


  • Uno di Voi

    Ok! Alla prossima discussione, specialmente per approfondire l’aspetto della tipicità, se non dell’unicità del centro storico di Manfredonia rispetto a tutti i paesini pugliesi, anche rispetto a quelli del Salento, per i quali i P.I.R.U. sono fatti su misura, di difficile applicazione a Manfredonia.

    Ci sarebbero tante cose interessanti da dire…specialmente per gli imprenditori edili e gli operatori turistici: il centro storico di Manfredonia è una risorsa economica strategica, da non sottovalutare!!!

    La città che ha la fortuna di promuoversi semplicemente con il proprio nome: Manfredonia, di per sé è un “brand” che fa riferimento al suo fondatore che è, ringraziando Dio, un personaggio storico molto illustre e soprattutto positivo e mitizzato da Dante, conosciuto in tutto il mondo grazie alla Divina Commedia, (l’opera del poeta più grande di tutti i tempi, colui che ha inventato per il mondo cristiano l’immagine ultraterrena dell’ Inferno, del Purgatorio e del Paradiso) e poi dedicargli solo il nome di una via. E’ ridicolo. Da scompisciarsi.

    E’ come se Monte Sant’Angelo (che nel nome “promuove” un luogo) avesse la grotta di San Michele Arcangelo inaccessibile perché chiusa da edifici di 6 piani messi lì dai montanari nel 1970 per esigenze abitative, ignoranti del significato della grotta, che pertanto distruggono il porticato ed il Campanile e ci lasciano una via: Corso Grotta San Michele Arcangelo”. Nessun turista ci andrebbe e i montanari farebbero la fame, perché per il turista: Monte Sant’Angelo = Grotta dell’apparizione dell’Arcangelo.

    Se ne sono accorti pure a San Giovanni Rotondo. Per i turisti: San Giovanni Rotondo = Corpo di San Pio (e non più solo la sua tomba).

    Se Manfredonia è stata fondata da Manfredi, i turisti cercano a Manfredonia una città PUGLIESE DEL MEDIOEVO quale quella IMPOSTATA DA RE MANFREDI, magari riadattata, riqualificata, rigenerata, ammodernata, ma comunque liberata dagli scempi MOSTRUOSI che sono una vera e propria “zappa sui piedi” da tutti i punti di vista, non solo turistico o urbanistico.

    L’utopia irrinunciabile per gli urbanisti che hanno la fortuna di operare nel centro storico di Manfredonia è pianificare il connubio: Manfredonia = Città di Manfredi.

    Il compito è arduo, ma solo in quest’ottica “politica” lungimirante bisognerebbe utilizzare la marea di strumenti urbanistici e finanziari messi a disposizione dalla Regione, dallo Stato e dall’Unione Europea.
    L’urbanistica come tutte le scienze non è fine a se stessa, ma è appunto uno strumento e Manfredonia non può essere trattata dagli urbanisti, nostrani e forestieri, con una mentalità da copia-incolla: come si è fatto in quella città si deve fare anche qui, risolvendo problematiche e criticità particolari ed urgenti quali posso essere problemi idrogeologici, problemi igienico-sanitari, mancanza di standard urbanistici trascurando aspetti ESSENZIALI, come è in questo caso l’inquadramento storico e geografico di Manfredonia.

    A meno che in modo coscienzioso si è deciso di fregarsene dell’origine del centro storico, per motivi contingenti, chiamiamoli così, com’è appunto il P.I.R.U. dove non è possibile fare operazioni perequative, che invece sono permessi nel P.U.G.

    Comunque vorrei ricordare a tutti che proprio il prossimo novembre 2013 ricorre il 750° anno del decreto del 1263 “DATUM ORTE” l’atto ufficiale con il quale Manfredi aprì la nuova città appena costruita “Manfredonia” alla popolazione sparsa nei campi del Tavoliere.

    Nelle intenzioni di Manfredi la “Sua Città” doveva competere come importanza a Napoli e a Palermo. Bontà sua!!!

    Ecco noi come diretti discendenti di Manfredi nei momenti decisivi, riconoscenti della sua generosità, gli mandiamo “un caloroso saluto”, poi ci giriamo e diciamo:

    Manfredi, chi cazzo è costui? Ma che cerca???

    Un’idea per la statua da dedicare a Re Manfredi, semplice semplice:

    Lui con sorriso soddisfatto per la riconoscenza (solo 750 anni per “mettere tra le intenzioni” una statua in suo onore!), seduto sul trono con nella mano destra lo scettro e nella sinistra il globo crocifero (come è nel Suo Stemma), rivolto alla Sua città …BENDATO, con tantissime bende svolazzanti.

    Con dentro di sè un bel pò di invidia per…Bolivar-il liberatore per la piazza e la statua a lui dedicate in men che si pensa.

    MA MANFREDI CHE MALE CI HA FATTO???????


  • urbans

    Ma se lo dice lei stesso che la città medievale è stata distrutta mi dice ora come possono gli urbanisti falla ritornare con dei piani moderni??ormai è andata finita, di medievale ci è rimasto solo il castello e qualche torrione nascosto da palazzoni alti 7 piani e più…la politica quindi che si sta cercando di attuare è quella di rinnovare il tutto, di dar vita a cose nuove per cercare di rigenerare il centro, si il centro perchè quello noi abbiamo non è più storico!Mi dispiace per lei ma questa politica rivolta al passato non rispecchia le necessità del centro. Manfredonia non è più una città medievale e non può tornare ad esserlo anche se si attuassero tutti i piani e i programmi previsti dalla legge!!!


  • Uno di Voi

    Ma mi scusi, allora applichiamo il Piano Casa: distruzione dei palazzoni a 6 piani e ci costruiamo un nuovo palazzone di 9 piani. E la storia è finita.

    Ma che discorsi sono?

    Non certo di un urbanista che conosce i caratteri urbani del centro storico.

    Se vuole gliele posso indicare, ma se lei è un urbanista che sta operando nel centro storico non dovrebbe chiedermelo.

    Manfredonia ha un impianto urbanistico all’avanguardia per l’epoca medioevale il quale è rimasto intatto negli allineamenti e nell’assetto, tant’è che è stato ripreso in minima parte dall’ Ing. Ferrara per Monticchio proprio nel 1970.

    Se si dice che il centro storico non esiste più è falso.

    Solo alcuni “pieni” non sono più medioevali, i “vuoti” per fortuna resistono.

    Tra i fiori e i carciofi tu vuoi eliminare i fiori?


  • urbans

    in effetti la legge 21/08 deriva proprio dai finanziamenti del piano casa quindi una certa similarità c’e.purtroppo non sono ancora un urbanista professionista ed è forse proprio per questo che le mie idee sono un po più avanti..ma le ricordo che ci sono molti più pieni che vuoti come li chiama lei..nessuno vuol buttare giù ciò che è rimasto anzi si vuole in ogni modo riportarlo in vita..veda l’esempio di torre santa maria, oltre ai palazzoni intorno è contornata da gente con gravi problemi di tossicodipendenza facendo diventare tutta la zona impraticabile..io penso che lei non ha studiato bene i progetti…bisogna guardare avanti preservando (ciò che è rimasto) il passato. tuttavia si tratta di politica e in alcuni casi di pensiero politico…con il porto turistico manfredonia ha assunto una politica di turismo frivolo..per intenderci cercheremo di diventare come Trani per esempio..si sta puntando sul turismo dei giovani su quella che viene definita movida perchè in questo periodo di crisi sembra strano,sono queste cose che portan soldi e no la storia (mi creda ragazzini tra 14 17 anni non sanno nemmeno cosa sia torre santa maria)non mi prenda per ignorante a me dispiace ma abbiamo bisogno di pubblicizzare manfredonia e “grazie” al nuovo porto si è scelta questa direzione. Non so se sia una scelta fallimentare o al contrario vincente.Penso che a breve ne verremo a capo.


  • Uno di Voi

    C’è un equivoco di base: tu parli di P.I.R.U. cioè di “cuciture” del tessuto urbano per esigenze sociali od urgenze territoriali particolari, circoscritte, mentre io mi riferisco all’ argomento dell’articolo che fa riferimento al Piano di Recupero del Centro Storico (P.R.C.S.) che è un piano dai contenuti più generali che ha qui a Manfredonia il semplice scopo di “spazzolare” le facciate degli edifici del centro storico.

    Per il Piano di Recupero del Centro Storico lo ripeto: il nodo “centrale” è decidere che cosa fare dei palazzoni e non risolvere problemi legati alla cosmesi!!!

    Per quanto riguarda i P.I.R.U. (a parte il fatto che ci girano una montagna di soldi pubblici: nel quadro economico del solo progetto preliminare del P.I.R.U. di Lama Scaloria si prevede la spesa di 4.456.200 euro finanziata dalla Regione, cioè da noi) essi devono rispettare gli edifici storici esistenti anche se catapecchie, perchè quelle catapecchie messe lì in quel modo trasmettono un duplice valore: la presenza dell’edificio in quanto tale mostra estrinsecamente il nostro livello sociale-culturale “umile” come sono gli abitati pugliesi, mentre i “vuoti” a chi sa leggere una città mostrano intrinsecamente le nostre nobili origini “stranamente” medioevali.

    Un duplice valore estrinseco ed intrinseco inestimabile e pertanto da conservare o da ripristinare in un’ottica storica e non speculativa o, peggio ancora, miope.

    A volte i miopi, in quanto tali, fanno a meno degli “occhiali” sicuri come sono di avere una vista da aquile.

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