Manfredonia

‘Stati generali del turismo attivo in Puglia’, patto di ferro tra i presenti


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I lavori (statoquotidiano)

Manfredonia – LA Puglia, soprattutto il Gargano, regno del turismo dinamico ed esperienziale. Da qui si riparte per dare la svolta al turismo regionale sempre più orientato alla fruizione del territorio e a fornire risposte performanti alle esigenze del viaggiatore. Questa l’analisi fatta dagli oltre 200 partecipanti (titolari di strutture ricettive ed operatori del settore) degli ‘Stati Generali del Turismo Attivo in Puglia’, svoltosi a Manfredonia, evento ideato ed organizzato dal Gal Daunofantino con la collaborazione dell’Agenzia del Turismo di Manfredonia e con il patrocinio della Regione Puglia e di PugliaPromozione, al fine di garantire un’offerta sempre più variegata, competitiva e qualificata.

A stimolare la discussione illustri interlocutori come l’Assessore regionale al Turismo Silvia Godelli, il Direttore Generale di PugliaPromozione Giancarlo Piccirillo, il Direttore di AssoAlbergatori di Savona Carlo Scrivano e l’Amministratore di FourTourism Joseph Ejarque.

La massiccia e variegata composizione del parterre dei partecipanti ha reso tangibile la possibilità della messa in rete di tutti i servizi del territorio. Non a caso molto successo ha riscosso il momento degli incontri B2B tra titolari di strutture ricettive ed operatori che hanno avuto modo di conoscersi e scambiarsi informazioni.

“Con questo evento – ha detto il Direttore Piccirillo- si sono sfatati due tabù e lo si evince dal titolo che si è voluto dare a questa giornata. C’è finalmente una strategia d’azione che va sotto un unico brand (quello della Puglia) e, allo stesso tempo, si lavora su un prodotto turistico non più classico (esclusivamente balneare), ma composito ed organizzato con tutte le risorse del territorio. Questa è la direzione giusta perché ormai non si parla più di scelta di una destinazione ma di esperienza di viaggia. Nel 2012 sono state ben 1 miliardo le persone che nel mondo hanno viaggiato per piacere e non per business. Il turista cerca un’esperienza che, a seconda delle esigenze, abbia un certo grado di dinamicità. Sotto il profilo del turismo attivo– ha concluso Piccirillo- credo non ci siano luoghi come il Gargano in tutto il Sud Italia. Ora, però, è giunto il momento di concretizzare questa peculiarità mettendo in rete tutti quei servizi che ne qualificano l’offerta”.

Dal canto suo l’Assessore Godelli ha posto l’accento sulla necessità di evitare campanilismi e frazionamenti. “La concorrenza nell’ambito turistico è forte e spietata. C’è bisogno d’immagine, di massa critica di farsi vedere e, come Puglia, nell’interesse di tutti, non possiamo pensare di ‘spacchettarci’. La Puglia – ha sottolineato l’Assessore- è una sola: dal Gargano al Salento e non servono guerre interne perché abbiamo un territorio che è completo proprio perché ci sono delle differenze d’offerta interne. Sono molto soddisfatta del fatto che l’idea di organizzare il ‘turismo attivo’ sia partita dal Gargano che rappresenta la storia del settore regionale. La Puglia è turistica grazie a questo territorio che diversi decenni fa, in maniera pionieristica, decise di scrivere un nuovo capitolo per la nostra regione. Il turismo attivo è la sintesi perfetta degli sforzi che la Regione sta producendo in fatto di promozione turistica, in quanto intercetta quel bisogno di nuova esperienza di vita proveniente dal Nord Europa, luoghi nei quali stiamo portando avanti un’importante campagna di pubblica pubblicità”.

Soddisfazione per la diffusa e qualificata partecipazione, nonchè per i risultati rinvenienti dai lavori della giornata, sono espresse da Michele D’Errico, Presidente del GalDaunofantino, e da Michele De Meo, Presidente dell’Agenzia del Turismo di Manfredonia.
“Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti che, nonostante gli stringenti impegni di lavoro, sono giunti anche da lontano – ha dichiarato D’Errico-. Abbiamo cominciato a dimostrare con i fatti che questo territorio non è secondo a nessuno. Ora, mettiamo da parte tutte le polemiche e le lotte di campanile, e continuiamo a dimostrare sul campo il valore della Puglia. La ‘competizione interna’ tra Gargano e Salento non dev’essere una guerra tra poveri, bensì un motivo per rafforzare l’attrattività e la forza della Puglia e delle sue imprese. Con questo evento abbiamo posto le basi per un lavoro concreto e di prospettiva con gli operatori – ha concluso il Presidente del Gal-. Certamente non ci sottrarremo alla risoluzione delle criticità del settore, che, cercheremo di risolvere attraverso gli investimenti provenienti dalla nuova programmazione comunitaria”.

“Il cambio di prospettiva e di passo c’è e si vede – ha affermato il Presidente De Meo-. Con gli ‘Stati Generali del Turismo attivo in Puglia’ abbiamo iniziato ad abbattere i campanili, ponendo come leva dello sviluppo le peculiarità del territorio, le risorse degli imprenditori ed il know how degli operatori. L’Agenzia del Turismo di Manfredonia è sempre più un punto di riferimento per tutto il Gargano. L’accorata partecipazione è la dimostrazione che non c’è rassegnazione ad un infausto destino. Con le Istituzioni locali – ha annunciato il Presidente- stiamo cucendo nuove e più forti trame del tessuto socio-economico. Entro breve presenteremo un GEIE (Gruppo europeo di interesse economico) da sottoporre all’attenzione del Parlamento europeo e drenare risorse per la riqualificazione dell’offerta ricettiva ed il conseguente riposizionamento turistico del territorio. Il nostro segmento principale, quello balneare, non sarà più solo la vendita dell’ombrellone e sdraio, ma diventerà motivo trainante del turismo attivo, connubio di bellezza paesaggistica, cultura e sport che tanto seduce e piace i mercati internazionali”.

Redazione Stato

‘Stati generali del turismo attivo in Puglia’, patto di ferro tra i presenti ultima modifica: 2013-06-14T22:04:36+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Uno di Voi

    Ok! Alla prossima discussione, specialmente per approfondire l’aspetto della tipicità, se non dell’unicità del centro storico di Manfredonia rispetto a tutti i paesini pugliesi, anche rispetto a quelli del Salento, per i quali i P.I.R.U. sono fatti su misura, di difficile applicazione a Manfredonia.

    Ci sarebbero tante cose interessanti da dire…specialmente per gli imprenditori edili e gli operatori turistici: il centro storico di Manfredonia è una risorsa economica strategica, da non sottovalutare!!!

    La città che ha la fortuna di promuoversi semplicemente con il proprio nome: Manfredonia, di per sé è un “brand” che fa riferimento al suo fondatore che è, ringraziando Dio, un personaggio storico molto illustre e soprattutto positivo e mitizzato da Dante, conosciuto in tutto il mondo grazie alla Divina Commedia, (l’opera del poeta più grande di tutti i tempi, colui che ha inventato per il mondo cristiano l’immagine ultraterrena dell’ Inferno, del Purgatorio e del Paradiso) e poi dedicargli solo il nome di una via. E’ ridicolo. Da scompisciarsi.

    E’ come se Monte Sant’Angelo (che nel nome “promuove” un luogo) avesse la grotta di San Michele Arcangelo inaccessibile perché chiusa da edifici di 6 piani messi lì dai montanari nel 1970 per esigenze abitative, ignoranti del significato della grotta, che pertanto distruggono il porticato ed il Campanile e ci lasciano una via: Corso Grotta San Michele Arcangelo”. Nessun turista ci andrebbe e i montanari farebbero la fame, perché per il turista: Monte Sant’Angelo = Grotta dell’apparizione dell’Arcangelo.

    Se ne sono accorti pure a San Giovanni Rotondo. Per i turisti: San Giovanni Rotondo = Corpo di San Pio (e non più solo la sua tomba).

    Se Manfredonia è stata fondata da Manfredi, i turisti cercano a Manfredonia una città PUGLIESE DEL MEDIOEVO quale quella IMPOSTATA DA RE MANFREDI, magari riadattata, riqualificata, rigenerata, ammodernata, ma comunque liberata dagli scempi MOSTRUOSI che sono una vera e propria “zappa sui piedi” da tutti i punti di vista, non solo turistico o urbanistico.

    L’utopia irrinunciabile per gli urbanisti che hanno la fortuna di operare nel centro storico di Manfredonia è pianificare il connubio: Manfredonia = Città di Manfredi.

    Il compito è arduo, ma solo in quest’ottica “politica” lungimirante bisognerebbe utilizzare la marea di strumenti urbanistici e finanziari messi a disposizione dalla Regione, dallo Stato e dall’Unione Europea.
    L’urbanistica come tutte le scienze non è fine a se stessa, ma è appunto uno strumento e Manfredonia non può essere trattata dagli urbanisti, nostrani e forestieri, con una mentalità da copia-incolla: come si è fatto in quella città si deve fare anche qui, risolvendo problematiche e criticità particolari ed urgenti quali posso essere problemi idrogeologici, problemi igienico-sanitari, mancanza di standard urbanistici trascurando aspetti ESSENZIALI, come è in questo caso l’inquadramento storico e geografico di Manfredonia.

    A meno che in modo coscienzioso si è deciso di fregarsene dell’origine del centro storico, per motivi contingenti, chiamiamoli così, com’è appunto il P.I.R.U. dove non è possibile fare operazioni perequative, che invece sono permessi nel P.U.G.

    Comunque vorrei ricordare a tutti che proprio il prossimo novembre 2013 ricorre il 750° anno del decreto del 1263 “DATUM ORTE” l’atto ufficiale con il quale Manfredi aprì la nuova città appena costruita “Manfredonia” alla popolazione sparsa nei campi del Tavoliere.

    Nelle intenzioni di Manfredi la “Sua Città” doveva competere come importanza a Napoli e a Palermo. Bontà sua!!!

    Ecco noi come diretti discendenti di Manfredi nei momenti decisivi, riconoscenti della sua generosità, gli mandiamo “un caloroso saluto”, poi ci giriamo e diciamo:

    Manfredi, chi cazzo è costui? Ma che cerca???

    Un’idea per la statua da dedicare a Re Manfredi, semplice semplice:

    Lui con sorriso soddisfatto per la riconoscenza (solo 750 anni per “mettere tra le intenzioni” una statua in suo onore!), seduto sul trono con nella mano destra lo scettro e nella sinistra il globo crocifero (come è nel Suo Stemma), rivolto alla Sua città …BENDATO, con tantissime bende svolazzanti.

    Con dentro di sè un bel pò di invidia per…Bolivar-il liberatore per la piazza e la statua a lui dedicate in men che si pensa.

    MA MANFREDI CHE MALE CI HA FATTO???????

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