FOGGIA – Da giorni vivono senza acqua corrente, costretti a fare i conti con una situazione che definiscono «insostenibile». È quanto sta accadendo a 25 famiglie residenti nello stabile di via Luigi Rovelli 44, a Foggia, dove la sospensione della fornitura idrica ha provocato pesanti disagi quotidiani, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Dietro l’emergenza vi sarebbe una morosità accumulata nel corso degli anni e attribuita, secondo quanto riferito dai condomini, alla gestione del precedente amministratore dello stabile, che avrebbe omesso di versare ad Acquedotto Pugliese le somme regolarmente corrisposte da numerosi residenti per il pagamento delle bollette.
Una vicenda che presenta forti analogie con quella segnalata nei giorni scorsi da un altro condominio cittadino, quello di via Molfetta 20, dove i residenti hanno avviato una formale contestazione nei confronti di Acquedotto Pugliese chiedendo il ricalcolo del debito e sollevando dubbi sulle modalità con cui è stata gestita la procedura di recupero crediti.
«Siamo vittime due volte»
I residenti di via Luigi Rovelli raccontano di trovarsi improvvisamente privati di un servizio essenziale pur avendo, in molti casi, versato regolarmente le quote condominiali.
«Ci sentiamo vittime due volte – spiegano alcuni condomini –. Prima per la gestione dell’ex amministratore e poi perché ci ritroviamo senza acqua nelle nostre case nonostante abbiamo sempre pagato quanto richiesto».
La mancanza di acqua corrente sta creando enormi difficoltà nella vita quotidiana: dall’igiene personale alla preparazione dei pasti, fino alle più semplici attività domestiche.
Il caso di via Molfetta 20
Nel caso del condominio di via Molfetta 20, è stata trasmessa una diffida formale ad Acquedotto Pugliese sostenendo che il gestore avrebbe consentito l’accumularsi della morosità per oltre tre anni senza adottare tempestivamente le procedure progressive previste dalla regolazione ARERA.
Nel documento viene inoltre contestata la sospensione totale della fornitura e viene eccepita la prescrizione biennale per una parte delle somme richieste.
Secondo i condomini, una più rapida attivazione delle procedure di recupero avrebbe consentito di individuare prima le irregolarità nella gestione amministrativa evitando il progressivo aumento del debito.
I residenti chiedono ora ad Acquedotto Pugliese di chiarire le modalità con cui è stata gestita la pratica e di valutare soluzioni che consentano di tutelare i condomini che hanno regolarmente adempiuto ai propri obblighi. Al centro della vicenda vi è anche il tema della tutela delle famiglie coinvolte in casi di presunta mala gestio condominiale, situazioni nelle quali i cittadini rischiano di subire le conseguenze di comportamenti attribuiti agli amministratori senza avere alcuna responsabilità diretta.
Nel frattempo i condomini stanno valutando iniziative legali per accertare eventuali responsabilità e ottenere il recupero delle somme che sarebbero state indebitamente sottratte alla gestione ordinaria dello stabile.
Non si esclude inoltre il ricorso agli strumenti di conciliazione previsti dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), mentre resta aperta la questione relativa all’effettiva consistenza del debito e alla verifica delle somme eventualmente prescritte.



