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ALISYA SARAH Alisya e Sarah scomparse da una settimana, lettere alla madre e il mistero della fuga: “Mi manchi, ti vorrei con me”

Gli investigatori stanno concentrando l'attenzione su alcuni documenti personali e sui diari delle ragazze

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Giugno 2026
Prima pagina //

Da sette giorni non si hanno più notizie di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, dove vivevano all’interno di una struttura protetta. Le ricerche, coordinate dalla Procura di Sulmona e dai carabinieri, proseguono senza sosta tra Abruzzo e Lazio, mentre emergono nuovi dettagli sul contesto familiare e sulle ultime settimane vissute dalle due adolescenti.

Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su alcuni documenti personali e sui diari delle ragazze, nei quali emerge un forte legame affettivo con la madre e un evidente disagio legato alla permanenza nella comunità. Tra le pagine scritte di loro pugno compaiono frasi cariche di emozione: «Mamma mi manchi, ho sempre desiderato una mamma come te» e ancora «Ti vorrei accanto a me per sempre».

Parole che raccontano il dolore della distanza e il desiderio di ricongiungersi con la donna. Tuttavia, secondo quanto emerso dagli atti giudiziari, quei messaggi sarebbero stati valutati in modo diverso dagli esperti incaricati dal tribunale.

La vicenda delle due sorelle affonda le radici in una lunga e difficile battaglia giudiziaria tra i genitori, Valentina D’Acunto e Stefano Di Giacinto. Una separazione caratterizzata da anni di conflitti, accuse reciproche e tensioni che hanno inevitabilmente coinvolto anche le figlie.

Proprio a causa della forte conflittualità familiare, i magistrati avevano inizialmente disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori. La tutela delle due minori era stata affidata formalmente al sindaco di Minturno, mentre le ragazze erano state inserite nella struttura protetta abruzzese per garantire loro un ambiente considerato più stabile e sicuro.

La situazione ha subito una svolta decisiva il 28 maggio scorso, pochi giorni prima della scomparsa. Il Tribunale di Cassino ha infatti emesso una sentenza definitiva con la quale ha revocato la responsabilità genitoriale alla madre, restituendola integralmente al padre.

Nelle motivazioni della decisione vengono richiamate consulenze tecniche e perizie psicologiche secondo cui la donna avrebbe assunto nel tempo comportamenti definiti «manipolativi e condizionanti», finalizzati ad allontanare progressivamente le figlie dalla figura paterna. Secondo gli esperti, anche alcune delle lettere e dei messaggi affettuosi indirizzati alla madre sarebbero stati influenzati da questa dinamica.

Sul rapporto tra le ragazze e i genitori continuano però a emergere ricostruzioni profondamente diverse. L’avvocato Enrico Mastantuono, legale della madre, sostiene che la sua assistita abbia sempre mantenuto rapporti costanti con le figlie durante il periodo trascorso nella comunità. L’ultimo incontro autorizzato risalirebbe al 17 maggio. Secondo la difesa, inoltre, le due adolescenti avrebbero manifestato più volte il rifiuto di incontrare il padre. Una versione che si scontra con quella fornita dai servizi sociali e da Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo e Molise, impegnata nelle ricerche delle due minori.

«A me risulta che l’ultima volta le ragazze abbiano parlato con il padre il 22 maggio, e che il contatto sia avvenuto su richiesta della più piccola, Alisya», ha spiegato Natali, aggiungendo ulteriori elementi che rendono ancora più complesso il quadro familiare.

Tra gli investigatori prende sempre più corpo il sospetto che la decisione di allontanarsi possa essere maturata proprio dopo la comunicazione della sentenza emessa dal Tribunale di Cassino. Secondo quanto emerso, il provvedimento prevedeva che le due sorelle rimanessero ancora per alcuni mesi nella casa famiglia prima di essere trasferite definitivamente dal padre. Una prospettiva che potrebbe aver provocato nelle ragazze una forte reazione emotiva, inducendole a  pianificare una fuga. Si tratta, tuttavia, soltanto di una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti. Il fascicolo aperto dalla Procura di Sulmona procede attualmente con l’ipotesi di sottrazione di minori e nessuna pista viene esclusa.

Gli investigatori stanno verificando eventuali contatti telefonici, movimenti sui social network e segnalazioni provenienti da diverse regioni. Le ricerche si sono concentrate anche nell’area del lago di Barrea, dove sono stati effettuati controlli approfonditi nel tentativo di individuare qualsiasi elemento utile.

Con il passare dei giorni cresce la preoccupazione per la sorte delle due sorelle. Familiari, associazioni e forze dell’ordine continuano a lanciare appelli affinché chiunque abbia visto Alisya e Sarah o sia in possesso di informazioni utili contatti immediatamente i carabinieri.

Nel frattempo resta il mistero di una scomparsa che continua a interrogare investigatori e opinione pubblica. La speranza è che le due ragazze possano essere ritrovate al più presto sane e salve, ponendo fine a una vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso due regioni e un’intera comunità.

Fonte: Leggo.it

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"Perché nasca una prateria bastano un trifoglio, un'ape e un sogno." – Emily Dickinson

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