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Firenze, “presidi contro la Riforma del Senato”


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Firenze – La Riforma del Senato, già approvata in Commissione Affari Costituzionali, è ora alla discussione nell’aula del Senato. Il modo in cui si è avviata la discussione politica è un’anticipazione degli effetti che quella riforma avrebbe sulle nostre istituzioni: il Parlamento messo ai margini, il senato come comparsa muta e il Governo che conduce i giochi, nella certezza che la maggioranza assicurata dall’Italicum alla Camera insieme ai procedimenti rapidi di approvazione dei suoi disegni di legge gli consenta di ignorare l’opposizione e di controllare gli organi di garanzia.

Abbiamo assistito infatti a poco ortodosse sostituzioni nelle commissioni per silenziare il dissenso interno, a editti bulgaro-cinesi accompagnati da ordini precisi agli esecutori a distanza, alla derisione irrispettosa nei confronti dei cosiddetti “professoroni” e di quanti hanno osato criticare il dogma della riforma, all’ostracizzazione dei “gufi” di ogni specie. Sembravano finalmente trascorsi gli anni del disprezzo disinvolto delle regole, della Costituzione e del Parlamento, zavorre da sacrificare sull’altare del più forte, alla dittatura della maggioranza. Sembravano trascorsi gli anni del “partito dell’amore” dove il leader è sacerdote celebrante la liturgia del consenso quasi assoluto, legittimato in ogni suo arbitrio da un vincolo indissolubile, da un’investitura indiscussa del suo popolo.

Un vincolo sacro, patto di sangue che non conosce intermediari né passaggi intermedi o farraginosi meccanismi democratici, mentre la discussione e il confronto sono ostacoli al corso naturale delle “magnifiche sorti e progressive”.

Gioverebbe forse ricordare che “Il voto non è un lavacro che, come ieri assolveva qualcuno dai reati, oggi permette di toccare la Carta”. (Rodotà)
La riforma del Senato è diventata il bottino di guerra da portare in dote all’ Europa, (che non l’ha mai chiesta), un vessillo da piantare sull’atrio del semestre europeo, la medaglia al valore in nome della quale riscuotere consensi internazionali e attestare così la marcia trionfale verso il nuovo corso degli eventi.

Dinanzi ai dati economici sempre più sconfortanti e alla devastante realtà occupazionale del paese quest’accanimento sul Senato appare persino ridicolo, un prezzo inaccettabile da pagare alla vanità e all’ambizione del solito premier di turno che pretende l’assenso incondizionato, forte dell’unanimismo devozionale che ormai dilaga a tutti i livelli. Come cittadini di questo paese pretendiamo una discussione più seria e meditata sui temi delicatissimi delle riforme istituzionali, il rispetto di tutte le opinioni in campo e un confronto civile e democratico. Pretendiamo il rispetto dell’art. 67 della nostra Costituzione che scioglie i rappresentanti eletti al Parlamento da qualunque disciplina o dictat di partito vincolandoli unicamente al bene della Nazione.

Tutti quei cittadini che oggi si riconoscono nel valore della nostra Carta, impegnati da anni nella sua difesa e attuazione attraverso associazioni e comitati diffusi sul territorio, promuovono e danno comunicazione del presidio che si terrà davanti l’aula del Senato, piazza delle Cinque Lune, Roma, martedi 15 luglio, alle ore 10. Inoltre mercoledì 16 luglio, dalle ore 18 alle 20, si terrà un volantinaggio itinerante a Firenze, da piazza Beccaria a piazza dei Ciompi contestualmente ad altre città italiane. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare per chiedere che vengano rivisti gli aspetti più critici della riforma del Senato, come la non eleggibilità dei senatori ma anche un riequilibrio dei poteri che ad esso vengono sottratti, demolendo così tutti quei contrappesi fondamentali per il funzionamento di una democrazia matura e per l’armonia tra le diverse componenti istituzionali.

Ph: ANSA/GIUSEPPE LAMI

(Carovana per la Costituzione sempre
Libertà e Giustizia
Anpi Firenze
Giuristi Democratici
Comitato per la difesa della Costituzione Firenze)

Firenze, “presidi contro la Riforma del Senato” ultima modifica: 2014-07-14T16:35:36+00:00 da Redazione



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