Manfredonia
Prossimo trasferimento per 3 anziani "non autosufficienti"

Manfredonia, ospiti Anna Rizzi, “non trasferite i nostri familiari” (VIDEO)


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Manfredonia – “E’ la loro volontà. I nostri familiari vogliono rimanere in questa struttura. Al di là di qualsiasi legge, parliamo di esseri umani e non pacchi postali”. Lo dicono a Stato i familiari di alcuni anziani non autosufficienti, ospiti della Casa di riposo ‘Anna Rizzi’ di Manfredonia, per i quali è stato disposto un prossimo trasferimento. Così dopo un sopralluogo regionale e su disposizione del regolamento n.4/2007 della Regione Puglia, relativo alle autorizzazioni ed al controllo delle strutture socio-sanitarie e dei servizi. 3 gli anziani non autosufficienti per i quali è stato disposto l’immediato trasferimento “in altre strutture idonee”.

“Nonostante il precedente appello – dice a Stato la signora Michela, figlia di Pietro, ospite da 9 anni dell’Anna Rizzi – non abbiamo ancora risolto nulla; nostro padre da qui non deve spostarsi perché si trova benissimo e noi lotteremo fino alla fine per evitare il trasferimento. Cosa ci hanno detto le istituzioni? Che deve andare via a giorni; mio padre non fa altro che dire che lo devono ricoverare; in verità lui sta bene ed in ospedale non ci vuole andare; non è un problema di retta o altro, vogliamo solo rispettare la volontà di nostro padre. Ringraziamo l’ex Presidente dell’Asp Smar il dr. Paolo Balzamo (in corso fase di commissariamento dell’azienda,ndr) per essersi battuto per la tutela dei nostri familiari.”

“Assurdo – continua la signora Enza, altra figlia di Pietro – vogliono mettere mio padre contro la sua volontà e contro il nostro volere; qualora gli dovesse succedere quanti interessati si prenderanno le loro responsabilità; da quando è cominciato questo disagio,e dunque le voci relative al trasferimento, mio padre – non autosufficiente e al quale mancano gli arti inferiori – mangia di meno e sembra non volere più vivere”.

“A 91 anni, dopo 20 anni di ricovero – aggiunge Marco, altro familiare di un ospite dell’Anna Rizzi – a mio padre gli è stato detto che deve essere trasferito. Assurdo. Mio padre ora sta malissimo. Non possono spostarli contro la loro volontà. Né di giorno, né di notte. Sono esseri umani”.

LA PSICOLOGA DR.SSA ADRIANA RINALDI: “POSSIBILE UN RAPIDO PROCESSO DEGENERATIVO, IN SEGUITO AL TRASFERIMENTO”. L’importanza dell’aspetto psicologico era stato sottolineato a Stato dalla dottoressa psicologa Adriana Rinaldi. “La sola notizia di andare via dalla struttura ha originato nel sig. Pietro uno stato d’ansia; come prognosi prevediamo un disturbo dell’umore, ma anche un più rapido processo degenerativo, a livello fisico e mentale. Non si può non considerare in una scelta di questo tipo, ovvero il trasferimento degli ospiti, lo stato emotivo del soggetto e la libertà della persona”. “Sì la libertà – aveva aggiunto la dottoressa Maria Pia Piemontese, tra le infermiere della Casa di riposo – il sig. Pietro ha un rapporto costante con tutti noi operatori ed ha la libertà di richiedere, di scegliere, di rapportarsi a tutti”.

LE FIGLIE: “CI OPPORREMO CON TUTTE LE FORZE; MESSAGGIO AI POLITICI: COSA AVRESTE FATTO SE LA VICENDA AVESSE INTERESSATO UN VOSTRO FAMILIARE?” “Vorrei fare un appello ai nostri politici – aveva detto a Stato la signora Giovanna, altra figlia di Pietro Bisceglia – come avrebbero interpretato il regolamento regionale se al posto di mio padre ci fosse stato un loro parente? Parlano di umanità, di speranza, a questo punto dico: a cosa servono i vostri annunci e proclami prima e durante le elezioni?”.

L’ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI MANFREDONIA PAOLO CASCAVILLA: “CASO UMANO NON SI DISCUTE, MASSIMO RISPETTO PER OSPITE E FAMILIARI, MA BISOGNA ATTENERSI A QUANTO DISPOSTO DAL REGOLAMENTO”.
“Il caso umano non si discute – aveva detto a Stato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Manfredonia Paolo Cascavilla – massimo rispetto per il sig. Pietro, per i familiari, per tutti gli ospiti della Casa di riposo ‘Anna Rizzi’. Tuttavia, è in vigore un preciso regolamento relativo all’assistenza degli anziani non autosufficienti; da qui è ora obbligatorio il trasferimento per 3 ospiti in altre strutture idonee. Con precisione, il sig. Pietro potrebbe essere trasferito nella RSA ‘Stella Maris’ di Siponto, vicino dunque alla sua precedente posizione. Non è escluso che tra qualche mese, in seguito all’adeguamento della CdR ‘Anna Rizzi’ alle disposizioni regionali, il sig. Pietro – come gli altri anziani non autosufficienti per i quali è stato disposto il trasferimento – possano tornare nella precedente casa di riposo”.

LE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO REGIONALE 4/2007.
Si ricorda come il già legale rappresentante dell’Asp Smar aveva presentato negli scorsi mesi un’istanza per la proroga dell’autorizzazione provvisoria all’esercizio sino al 06/02/2015, con attuale capacità ricettiva massima fissata in 25 posti. Attualmente sono in corso i lavori di adeguamento della struttura. Il Regolamento Regionale 18 Gennaio 2007, n.4 e successive modifiche ed integrazioni, prevede all’art. 36 i requisiti minimi strutturali, organizzativi e procedurali che tutte le strutture disciplinate dal predetto regolamento “debbono possedere, nonchè le caratteristiche e gli standard strutturali e qualitativi che l’art. 65 del regolamento n. 4/2007 prescrive per le Case di Riposo”.

I SERVIZI FORNITI AGLI OSPITI DALLA CASA DI RIPOSO ‘ANNA RIZZI’.
In base a quanto previsto dal regolamento regionale, l’Asp Smar era emersa quale “struttura dotata di figure professionali sociali ed anche sanitarie che operano all’interno della stessa in relazione alle caratteristiche ed ai bisogni dell’utenza ospitata (ai quali vengono offerti: servizi di assistenza, cura e igiene, lavanderia e stireria, pulizia e sanificazione degli ambienti, attività infermieristiche, socioassistenziali e di animazione, oltre al servizio di ristorazione).

g.defilippo@statoquotidiano.it

VIDEO – 14.07.2014


VIDEO – 8 GIUGNO 2014

g.defilippo@statoquotidiano.it

Manfredonia, ospiti Anna Rizzi, “non trasferite i nostri familiari” (VIDEO) ultima modifica: 2014-07-14T21:55:04+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • manfredoniano

    Per chi ha scritto l’articolo: vi ricordo che l’infermiere è un professionista della salute regolarmente laureato e, al pari della psicologa, merita il trattamento di “dott.ssa cognome Maria Pia! Un infermiere arrabbiato.


  • Redazione

    Buongiorno sig. manfredoniano; provvediamo immediatamente all’inserimento della indicazione fornita, non inserita causa mancata raccolta dati; al contempo ringraziamo la dottoressa per il lavoro svolto; per ulteriori indicazioni, cognome, dati, potete inviare una mail a: segreteria@statoquotidiano.it


  • Libero Speranzoso

    Insomma, ci stanno togliendo quel poco che avevamo. Ai tempi del Re bisognava tenere il popolo sempre povero ed ignorante. In questo modo poteva fare figli per dare nuove braccia al padrone.
    Il Re esiste ancora e ci tiene in equilibrio togliendoci l’ospedale, i centri di riabilitazione etc, senza procurarci il lavoro, senza treno, senza aeroporto, insomma facendoci sempre più poveri.


  • manfredoniano

    Ringrazio la redazione per la modifica. Sono cosciente della buona fede del redattore riguardo l’omissione del titolo. La mia rabbia non è verso di voi, ma verso una cultura che si è creata intorno la figura dell’infermiere, una cultura che va cambiata. Siamo trattati come bidelli (con tutto il rispetto per il mestiere nobilissimo che svolgono); ma esiste una laurea, un titolo, e questo deve essere evidente anche dai trattamenti.


  • Redazione

    Buongiorno, restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore integrazione e ringraziamo tutti voi per il vostro prezioso lavoro; a presto; Redazione Statoquotidiano.it

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