Editoriali

Mondiali, gioia Germania, Brasile riparte da zero


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Cala il sipario su Brasile 2014. Il mondiale nato fra le polemiche e le manifestazioni di un popolo affamato e bisognoso non solo (e non tanto) di calcio, si è concluso con la festa dei “panzer” tedeschi per la loro quarta coppa e l’amarezza infinita di un’Argentina “sprecona” che, dopo aver creato (e fallito) le migliori occasioni gol del match, a otto minuti dai rigori ha visto sfumare il sogno di alzare la coppa al Maracanà, in casa degli eterni rivali brasiliani.

In mezzo un mese di calcio giocato fra sorprese, conferme e le immancabili polemiche nel Mondiale che il presidente FIFA Blatter ha definito “il più bello di sempre”. Dai flop conclamati delle “grandi” come Spagna e Inghilterra, eliminate fin dalla fase a gironi, all’ascesa silenziosa di insospettabili “cenerentole” di tutto rispetto come Colombia e Costarica trascinate fino ai quarti di finale rispettivamente dal talento dell’attaccante James Rodriguez, capocannoniere del mondiale con ben sei reti, e dal portiere “paratutto” Keylor Navasa cui la federazione costaricana ha deciso di intitolare lo stadio di PerezZeledon, sua città natale.

L’Italia? Non pervenuta!
Dopo aver illuso se stessa e 60 milioni di tifosi con una buona prestazione contro un’Inghilterra stremata dall’umidita di Manaus, si è piegata di fronte a una Costarica e a un Uruguay non certo brillanti, ma soprattutto di fronte ai suoi limiti: attacco inesistente, spogliatoio spaccato fra “senatori” e “nuove leve”, errori del CT…Disastro! Tutti a casa dopo il girone, dimissioni lampo di Prandelli e del presidente federale Abete. Movimento calcistico italiano tutto da rifondare a cominciare dai vivai e dalla mentalità, forse troppo esterofila e “denarofila”, delle squadre di club. Che sia la volta buona? A venti giorni dalla disfatta azzurra tante parole e nessun provvedimento concreto, con il calcio mercato italiano sempre a caccia di talenti stranieri e la Nazionale che a meno di due mesi dall’inizio delle qualificazioni per i prossimi europei, non ha ancora un allenatore.

Nel frattempo in quel di Rio De Janero il Mondiale l’ha vinto la Germania di Klose, miglior marcatore della storia dei Mondiali con 16 reti, e di Neuer, miglior portiere di Brasile 2014. Squadra nata dalle ceneri della sconfitta subita ad opera dell’Italia nella semifinale mondiale di Dortmund 2006 e cresciuta in anni di lavoro fatto soprattutto sui giovani. Squadra non spettacolare ma efficacissima, solida, controllata e costante, capace di giocare soffrendo, ma di essere lucida e rialzarsi sempre al momento decisivo, come quel 112’ in cui ieri Mario Götze, classe 1992, da poco subentrato a Klose, ha segnato il gol dell’1-0 regalando ai tedeschi il quarto titolo mondiale con buona pace di Messi e compagni. E pazienza se i tedeschi sembravano un po’ troppo “freddi” e “controllati” anche durante la premiazione.La “pulce” argentina, piuttosto opaca nelle partite decisive, si è dovuta accontentare del premio FIFA come miglior giocatore del torneo, un premio che sa di beffa.

Si spengono le luci sul Brasile, e il Paese resta di nuovo solo con le sue contraddizioni, senza più nemmeno la panacea del calcio a sopirle. I brasiliani infatti si interrogano ancora sulle ragioni del clamoroso 7-1 subito a Belo Horizonte in semifinale contro la Germania dalla peggiore seleçao di sempre e dell’altrettanto inappellabile 3-0 inflittole dall’Olanda nella finalina per il terzo posto. Riuscirà il Brasile (non solo sportivo) a risollevarsi sulle ali dello spirito olimpico che condurrà a Rio 2016?

Ph: gazzettasport.it

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

Mondiali, gioia Germania, Brasile riparte da zero ultima modifica: 2014-07-14T14:58:01+00:00 da Annapina Rinaldi



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