La Provincia di Foggia compie un nuovo passo verso la valorizzazione del Lago di Occhito. Il Settore Ambiente ha infatti concluso con esito favorevole la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (fase di screening) relativa al progetto denominato “Creazione di un sistema aperto per l’utilizzo del Lago di Occhito ad uso turistico”, promosso dal Comune di Volturara Appula insieme ai Comuni di San Marco La Catola, Celenza Valfortore e Carlantino.
Si tratta di uno dei programmi più articolati pensati negli ultimi anni per rilanciare il grande invaso artificiale che segna il confine tra Puglia e Molise, con l’obiettivo di trasformare l’area in un polo dedicato al turismo sostenibile, allo sport all’aria aperta e alla fruizione naturalistica, senza compromettere gli equilibri ambientali della Zona Speciale di Conservazione “Valle Fortore – Lago di Occhito”.
L’istruttoria provinciale ha preso in esame la documentazione tecnica presentata dal Comune di Volturara Appula, corredata dagli elaborati progettuali, dagli studi naturalistici, geologici e paesaggistici e dalla relazione di screening prevista dalla normativa europea e regionale sulla tutela dei siti Natura 2000.
Il progetto interessa sei differenti aree del comprensorio del lago. La prima riguarda il sito archeologico di San Chirico, nel territorio di Carlantino, dove sono previsti interventi di restauro conservativo delle emergenze archeologiche, la sistemazione dei percorsi di visita, nuove recinzioni in legno, opere di ingegneria naturalistica per consolidare il pendio e l’installazione di arredi e illuminazione a basso impatto ambientale.
Un secondo intervento riguarda la Piana D’Addario, destinata a diventare uno degli accessi principali al lago. Qui il progetto prevede terrazzamenti in legno affacciati sull’acqua, passerelle, pontili galleggianti, aree attrezzate per il ricovero delle canoe, spazi per il ristoro e per il picnic, oltre a percorsi accessibili anche alle persone con disabilità. Le strutture saranno realizzate con materiali naturali e sistemi costruttivi reversibili, così da limitare il consumo di suolo e consentire un eventuale ripristino dello stato originario dei luoghi.
Grande attenzione è riservata anche alla mobilità lenta. Il progetto comprende infatti la riqualificazione del percorso ciclo-pedonale che segue il tracciato dell’antico Regio Tratturo Castel di Sangro-Lucera e della vecchia Statale 17, per circa dieci chilometri. Sono previsti interventi di pulizia della vegetazione invasiva, rifacimento dei tratti deteriorati, sistemazione dei percorsi sterrati e installazione di nuove staccionate in legno, senza ampliamenti della sede esistente.
Nel programma rientra inoltre la manutenzione ordinaria del Villaggio Primavera, a Volturara Appula, con la riqualificazione delle aree verdi, il rifacimento degli impianti di illuminazione mediante tecnologia Led e la sistemazione degli spazi esterni.
Particolare rilievo ha assunto la verifica della compatibilità ambientale degli interventi. I tecnici incaricati hanno analizzato gli effetti sulle specie animali, sugli habitat naturali, sulla vegetazione ripariale e sul regime idraulico del lago. La relazione conclude che le opere previste sono prevalentemente di manutenzione e riqualificazione, non comportano trasformazioni irreversibili degli habitat né modifiche sostanziali delle sponde e risultano compatibili con gli obiettivi di conservazione della Zona Speciale di Conservazione, purché vengano rispettate precise prescrizioni nella fase esecutiva, soprattutto per quanto riguarda illuminazione, periodi di cantiere e tutela dell’avifauna.
Anche lo studio geologico ha evidenziato la compatibilità delle strutture previste nella Piana D’Addario con le caratteristiche del sito. Sebbene alcune opere ricadano in aree classificate a rischio idraulico moderato, la progettazione su pali in legno e la natura galleggiante delle passerelle consentirebbero di adattarsi alle variazioni del livello dell’acqua senza alterare la morfologia dell’invaso.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento è favorire una nuova fruizione del Lago di Occhito attraverso turismo ambientale, escursionismo, percorsi naturalistici, attività sportive compatibili, valorizzazione del patrimonio archeologico e promozione del paesaggio, creando un sistema integrato tra i quattro Comuni coinvolti.
A cura di Giovanna Tambo.



