MANFREDONIA – Una semplice conversazione può trasformarsi in uno spunto di riflessione collettiva. È quanto accaduto durante un incontro con Antonio, conosciuto da molti come il poeta dello scoglio, figura legata al mare e alla costa di Manfredonia.
Il dialogo ha toccato temi profondi: l’ignoranza, i peccati, il senso di responsabilità e la cura degli spazi comuni. Antonio ha raccontato che, prima di ogni suo intervento sugli scogli, era solito dedicare del tempo alla pulizia dell’area. Un gesto concreto, compiuto senza clamore, che – sottolinea – viene ripetuto ogni giorno da tante altre persone, spesso lontano dai riflettori.
Da questa testimonianza nasce una domanda che va oltre il semplice decoro urbano e chiama in causa il rapporto tra cittadino e comunità.
«Ci vuole Socrate per tenere pulita una spiaggia?»
L’interrogativo richiama il pensiero del filosofo greco, che invitava ciascuno a interrogare prima di tutto se stesso. Forse, suggerisce la riflessione, la tutela dell’ambiente non dipende da grandi teorie o da figure eccezionali, ma da piccoli gesti quotidiani, compiuti con consapevolezza e senso civico.
La provocazione si estende anche alla dimensione personale: «E le nostre case sono pulite?». Una domanda che può essere letta non solo in senso materiale, ma anche come invito a prendersi cura della propria coscienza, dei propri comportamenti e della comunità in cui si vive.
Il mare, gli scogli e le spiagge di Manfredonia rappresentano un patrimonio condiviso. Mantenerli puliti significa rispettare il territorio, chi lo vive ogni giorno e le generazioni future. Un impegno che non richiede eroi, ma cittadini responsabili.
A cura di Valerio Palumbo.




Il numero degli incivili e pari a coloro che eludono il pagamento delle tasse, in primis la T.A.R.I., ovvero un buon 70%! Non ne parliamo poi di artigianati, attività balneari, turistiche e case vacanze beh arriviamo ad un un nutrito 85%!
Ricordatevi che quella scogliera e tutta l’area sopra erano diventate un accampamento di zingari. Buttavano detersivi, lavavano gli indumenti, accendevano fornacelli, facevano i bisogni fisiologici e lasciavano ogni genere di sporcizia sia nell’area soprastante, sugli scogli, e soprattutto nella sorgente . Oggi si dichiarano tutti eroi e dí prendono meriti per la pulizia 😂.
Solo grazie alla vecchia struttura di Guarda che Luna quell’area era tornata a essere un luogo decoroso. Ogni giorno si assumevano anche la responsabilità di pulirla e mantenerla in ordine.
E oggi nessuno lo ricorda. Dimenticare tutto questo è davvero vergognoso.
GEREMIA 17:9 Dio dice:
“Il cuore dell’uomo è insanabilmente maligno.”
Altro che Socrate….