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LUIGIA FORTUNATO Omicidio Luigia Fortunato, il marito Sami Khemaies resta in carcere

Resta in carcere Sami Khemaies, il 39enne tunisino accusato dell’omicidio della moglie Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Luglio 2026
Cerignola // Cronaca //

Resta in carcere Sami Khemaies, il 39enne tunisino accusato dell’omicidio della moglie Luigia Fortunato, 33 anni, originaria di Cerignola, uccisa durante una lite avvenuta la sera del 9 luglio nell’abitazione della coppia in via Bramante, a Loreto, in provincia di Ancona.

Il giudice per le indagini preliminari di Ancona, Carlo Cimini, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, pur non convalidando il fermo disposto nei suoi confronti. Secondo il gip, infatti, non sarebbe emerso un concreto pericolo di fuga, ma sarebbero comunque gravi gli elementi raccolti dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta per omicidio volontario aggravato.

Al momento, però, tra le accuse contestate non compare il reato di femminicidio.

Khemaies ha partecipato all’udienza di convalida attraverso un collegamento video dal carcere di Montacuto, ad Ancona. Nelle prossime ore sarà sottoposto a un esame medico per verificare la natura e l’entità della ferita riportata a un dito della mano destra.

Davanti al pubblico ministero, il 39enne ha fornito la propria versione dei fatti, sostenendo che durante la discussione la moglie lo avrebbe minacciato con un coltello. Secondo il suo racconto, dopo averla disarmata, l’avrebbe colpita mortalmente per poi recarsi dai carabinieri e costituirsi.

Dalle indagini è emerso che il rapporto tra i due coniugi era da tempo caratterizzato da forti tensioni, anche legate alla gestione del figlio della coppia. Il bambino, tuttavia, al momento dell’omicidio non si trovava nell’abitazione, ma era ospite della nonna.

Intanto è prevista l’autopsia sul corpo di Luigia Fortunato, affidata al medico legale Angelo Montana. I primi accertamenti avrebbero evidenziato la presenza di almeno dieci coltellate sul corpo della 33enne. L’esame dovrà chiarire con maggiore precisione la dinamica dell’aggressione, il numero dei colpi inferti e le cause del decesso.

L’inchiesta prosegue per ricostruire tutti gli aspetti della vicenda e stabilire le eventuali responsabilità penali dell’indagato.

Lo riporta cerignolaviva.it.

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