Circa dieci ettari di pineta sono stati interessati dall’incendio divampato nei giorni scorsi nella Pineta Marzini, in località San Menaio, nel territorio di Vico del Gargano. Le fiamme hanno colpito una parte del grande patrimonio boschivo composto da pini d’Aleppo pluricentenari, esteso per circa 15 chilometri quadrati lungo la costa settentrionale del Gargano.
Dopo il rogo, gli uffici comunali hanno effettuato un primo sopralluogo per valutare la situazione e verificare la portata dei danni. “Stiamo accertando se le fiamme abbiano interessato soltanto il sottobosco oppure se siano stati danneggiati anche i pini”, ha dichiarato il sindaco di Vico del Gargano Raffaele Sciscio. “Per tutta la notte il personale di Arif ha presidiato l’area per scongiurare la riattivazione di eventuali focolai. I danni sono ancora in fase di quantificazione”.
Il primo cittadino ha inoltre chiarito che l’incendio non ha coinvolto il villaggio turistico né le abitazioni presenti nella zona, grazie anche al rapido intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato per contenere il fronte delle fiamme e limitare conseguenze più gravi.
Sul tema della prevenzione degli incendi è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che ha evidenziato la necessità di un maggiore investimento nelle attività di tutela del territorio. “Le drammatiche immagini che arrivano dal Gargano e da altre aree della Puglia impongono una riflessione seria. La prevenzione non può continuare a essere l’anello debole della strategia antincendio”, ha affermato.
Fallucchi ha richiamato l’attenzione sul concorso pubblico per 360 operai idraulico-forestali specializzati, sottolineando come queste figure possano diventare un presidio costante per la manutenzione delle aree boschive. “Quegli stessi lavoratori potrebbero rappresentare un presidio permanente del territorio, occupandosi della pulizia del sottobosco, della realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco, del monitoraggio delle aree più esposte e della cura del patrimonio forestale. Ogni euro investito nella prevenzione vale molto di più di quello speso per affrontare un’emergenza già esplosa”, ha aggiunto la parlamentare.
Nei giorni precedenti all’incendio, il sindaco Sciscio aveva ricordato il percorso avviato dall’amministrazione comunale per il recupero della Pineta Marzini e della Macchia di Mare, due aree rimaste per anni in condizioni di abbandono. “Dal 2024 una delle priorità assolute di questa amministrazione è stata quella di sottrarre all’abbandono, durato oltre vent’anni, queste due importanti aree. Un obiettivo raggiunto nel 2025 grazie a un finanziamento di 600 mila euro del Parco Nazionale del Gargano destinato alla manutenzione straordinaria”, aveva spiegato.
Secondo il sindaco, dopo la progettazione esecutiva, l’acquisizione dei pareri necessari e la conclusione della gara d’appalto nel febbraio 2026, gli interventi sarebbero dovuti partire a marzo, nel rispetto delle prescrizioni della Rete Natura 2000. “Eravamo pronti, ma oggi la realtà ci dice che è stato tragicamente troppo tardi. Per proteggere un nido sulla carta, la burocrazia europea ha esposto al fuoco un intero patrimonio ambientale, mettendo a rischio alberi, fauna e cittadini”, aveva dichiarato Sciscio, annunciando la volontà di proseguire il monitoraggio dell’area e la battaglia per una maggiore efficacia delle misure di prevenzione.
Lo riporta retegargano.it.




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