Le sale giochi della famiglia Snidar sarebbero state utilizzate come strumento per riciclare denaro attraverso un sistema di intestazioni fittizie delle vincite, secondo quanto emerge da un’inchiesta che coinvolge mafiosi e soggetti ritenuti insospettabili.
A ricostruire il meccanismo agli investigatori sarebbe stato un dipendente delle sale Vlt, che avrebbe spiegato come venivano gestite alcune vincite per permettere a determinati giocatori di non comparire ufficialmente come beneficiari.
«Posso asserire con certezza che Snidar Alessandro, all’inizio dell’operatività delle sale Vlt, aveva dato disposizioni che, qualora un giocatore non desiderava farsi intestare il ticket vincente, potevamo provvedere ad una intestazione fittizia in capo sia ai dipendenti, o a nominativi che venivano di volta, in volta, da lui indicati», avrebbe riferito il dipendente agli inquirenti.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il sistema avrebbe consentito di trasformare denaro di provenienza illecita in somme apparentemente legittime, sfruttando la documentazione legata alle vincite delle sale scommesse.
Il meccanismo contestato prevedeva che un giocatore reale, intenzionato a non risultare come titolare della vincita, consegnasse il denaro alla sala ricevendo in cambio una somma ridotta da una percentuale trattenuta per il servizio illecito.
Successivamente, secondo quanto riportato dal gip Antonella Cafagna nel provvedimento cautelare nei confronti di Alessandro Snidar, la vincita sarebbe stata intestata a un soggetto terzo compiacente, attraverso la compilazione della documentazione antiriciclaggio e la comunicazione dei dati al concessionario HBG.
L’intestatario fittizio avrebbe quindi ricevuto dal concessionario il pagamento della vincita, in alcuni casi tracciato attraverso gli strumenti previsti dalla normativa per gli importi superiori alle soglie stabilite, pur non avendo mai effettuato realmente la giocata vincente.
Secondo gli inquirenti, il sistema avrebbe permesso di creare una giustificazione formale alla disponibilità di somme di denaro, sfruttando il circuito delle vincite come copertura per operazioni di riciclaggio.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



