Un piano di riequilibrio per ogni azienda sanitaria, controlli mensili sulla spesa, maggiore trasparenza sugli incarichi esterni, obiettivi concreti per ridurre le liste d’attesa e contrastare la mobilità sanitaria. Sono questi alcuni degli interventi contenuti nell’ordine del giorno presentato dal consigliere regionale della Lega Napoleone Cera durante il Consiglio regionale monotematico dedicato alla situazione della sanità pubblica pugliese e al disavanzo registrato nel 2025.
“Non possiamo uscire dall’Aula dopo l’ennesima discussione senza fissare obblighi, responsabilità e scadenze precise – dichiara Cera –. Coprire contabilmente il disavanzo non significa risolvere il problema. Se non interveniamo sulle cause che lo hanno prodotto, tra qualche mese ci ritroveremo davanti a un nuovo buco e saranno ancora una volta i cittadini a pagare”.
Secondo la documentazione analizzata, il quadro economico evidenzia criticità diffuse tra le aziende sanitarie pugliesi. L’Asl Foggia avrebbe chiuso il 2025 con una perdita superiore ai 78 milioni di euro, seguita da Brindisi con oltre 57 milioni, Taranto con più di 54 milioni e Lecce con circa 46,6 milioni. Anche i Policlinici presentano situazioni problematiche: quello di Bari registra una perdita superiore ai 75 milioni, mentre il Policlinico di Foggia si avvicina ai 30 milioni. Soltanto Asl Bari e Asl Bat risultano formalmente in equilibrio, ma con risultati sostanzialmente riconducibili a un pareggio tecnico.
Tra le richieste avanzate da Cera c’è l’impegno della Giunta regionale a presentare entro quindici giorni una relazione dettagliata sul disavanzo, con una fotografia precisa della situazione economica di ogni azienda. Il documento dovrà distinguere tra previsioni iniziali e risultati finali, analizzando il peso delle diverse voci di spesa: personale, consulenze, acquisti sanitari, dispositivi, debiti, contenziosi e mobilità.
Entro trenta giorni, invece, la Regione dovrebbe predisporre specifici piani di riequilibrio per Asl, Policlinici e istituti sanitari, indicando obiettivi mensili, responsabili, risultati attesi e misure correttive in caso di nuovi squilibri.
“Non vogliamo un piano regionale fatto di formule generiche – prosegue Cera –. Per ogni Azienda bisogna sapere quanto si deve recuperare, dove si intende intervenire, chi risponde dei risultati e quali servizi saranno protetti. Il risanamento non può diventare il pretesto per chiudere presidi, ridurre ambulanze o tagliare indiscriminatamente personale e prestazioni”.
L’ordine del giorno propone inoltre la creazione di un cruscotto pubblico regionale aggiornato ogni mese, attraverso il quale cittadini e consiglieri possano consultare dati su tempi di attesa, prestazioni erogate, mobilità sanitaria, pronto soccorso, 118, carenze di personale, consulenze, debiti e stato di attuazione dei piani di riequilibrio.
Un altro punto riguarda la revisione degli incarichi esterni, con la richiesta di pubblicare informazioni dettagliate su soggetti incaricati, durata, costi, motivazioni e risultati ottenuti.
“Le consulenze non sono automaticamente uno spreco e in alcuni casi possono servire a garantire la continuità delle cure. Ma quando aumentano contemporaneamente la spesa per il personale e quella per il lavoro esterno, la Regione deve spiegare perché. Ogni euro destinato alla sanità deve essere tracciabile e collegato a un risultato concreto”, ha sottolineato il consigliere regionale.
Particolare attenzione viene dedicata anche alle liste d’attesa e alla mobilità sanitaria, con la richiesta di un piano specifico per provincia e disciplina medica, in grado di individuare le prestazioni che spingono maggiormente i cittadini pugliesi a rivolgersi fuori regione e le strutture da potenziare.
Il documento prevede inoltre che la valutazione dei direttori generali sia collegata a indicatori verificabili, tra cui equilibrio economico, tempi di attesa, efficienza del 118, medicina territoriale, produttività, appropriatezza delle prestazioni e tempi di pagamento.
Un capitolo riguarda infine le Sanitaservice, per le quali Cera chiede una valutazione non basata solo sui risultati economici, ma anche sulla qualità dei servizi garantiti, sulla disponibilità dei mezzi, sui turni scoperti, sugli straordinari e sui tempi di intervento.
“Il punto non è soltanto quanto spendiamo, ma cosa ricevono i cittadini in cambio. Il disavanzo non può diventare un alibi per scaricare responsabilità altrove o per chiedere nuovi sacrifici ai pugliesi senza modificare il modo in cui il sistema viene governato”, ha rimarcato Cera.
“Non chiediamo un’altra promessa. Chiediamo dati, scadenze e controlli. Il buco può essere coperto con una scrittura contabile; la fiducia dei pugliesi, invece, si recupera soltanto restituendo servizi, cure e trasparenza”, ha concluso il consigliere regionale.



