TORREPADULI – Un incontro tra territori, generazioni e antiche tradizioni marziali ha animato la “Ronda del Cerchio Vivo”, appuntamento dedicato alla danza-scherma nell’ambito delle celebrazioni in onore di San Rocco.
Tra gli ospiti dell’iniziativa anche la Scuola di Mini Scherma Sipontina, giunta a Torrepaduli per condividere un’esperienza dal forte valore culturale, educativo e identitario. La partecipazione della realtà sipontina ha rappresentato un’importante occasione di confronto con una delle espressioni più caratteristiche della cultura popolare salentina: la ronda, spazio simbolico nel quale ritmo, movimento, disciplina e gestualità si fondono in un linguaggio antico e sempre vivo.
A guidare l’incontro è stato Davide Monaco, studioso e maestro di scherma salentina, da anni impegnato nella ricerca, nella pratica e nella divulgazione della danza-scherma. Laureato in Lettere Moderne con una tesi sulla storia delle tradizioni popolari, Monaco si è avvicinato alla ronda di San Rocco nel 2004, raccogliendo successivamente tecniche e testimonianze nel volume La scherma salentina… a memoria d’uomo. Attraverso la Compagnia di Scherma Salentina, cura il rituale della ronda ponendo particolare attenzione alla sua dimensione coreutica e musicale.
Accanto a lui hanno preso parte all’iniziativa il maestro Giuseppe Vuovolo, fondatore dell’Accademia dei Cavalieri di Onore e Umiltà di Manfredonia, e il maestro Giuseppe Bonaccorsi, fondatore dell’Associazione Nazionale Coltello e Bastone Tradizionale.
Vuovolo, tra i più autorevoli studiosi della scherma corta tradizionale sipontina, ha portato a Torrepaduli il patrimonio di conoscenze legato all’impiego del bastone e del coltello secondo gli usi dell’area di Manfredonia. Un sapere custodito e tramandato con rigore, ma anche adattato al contesto contemporaneo attraverso un’attività didattica che coinvolge le nuove generazioni.
Il maestro Bonaccorsi ha invece offerto il proprio contributo attraverso l’antica arte del bastone rotato siciliano e la scherma nello stile “Santa Maria”, mettendo in dialogo la tradizione siciliana con quella sipontina e salentina.
La presenza della Scuola di Mini Scherma Sipontina ha conferito all’appuntamento un significato ancora più profondo. Avvicinare i più giovani a queste discipline, infatti, non vuol dire soltanto trasmettere tecniche e movimenti: significa educare al rispetto, all’autocontrollo, all’ascolto dell’altro e alla consapevolezza delle proprie radici.
Nel cerchio della ronda il confronto non è semplice contrapposizione, ma dialogo. Ogni gesto richiede attenzione, misura e capacità di interpretare il movimento di chi si trova di fronte. È proprio in questa dimensione che la danza-scherma rivela il suo valore più autentico: un patrimonio immateriale capace di raccontare la storia delle comunità e, nello stesso tempo, di creare nuove relazioni.
L’esperienza di Torrepaduli ha così unito idealmente il Gargano, il Salento e la Sicilia, mostrando come tradizioni differenti possano riconoscersi in valori comuni. La “Ronda del Cerchio Vivo” si è trasformata in uno spazio di incontro e trasmissione, nel quale la memoria non è rimasta confinata nel passato, ma ha trovato nuova energia attraverso la partecipazione dei maestri, degli allievi e delle comunità presenti.
Per la Scuola di Mini Scherma Sipontina, l’invito ricevuto costituisce un importante riconoscimento del lavoro svolto nella tutela e nella divulgazione delle arti popolari del territorio. Un impegno che guarda soprattutto ai più piccoli, affinché possano conoscere, comprendere e custodire un’eredità culturale preziosa.









