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FESTA PATRONALE Manfredonia si prepara alla Festa Patronale 2026. La presidente Carmela D’Apolito: “Un incarico che accolgo con responsabilità”

«Assumere la guida del Comitato per l’edizione 2026 significa raccogliere una responsabilità importante – sottolinea la presidente – che ho scelto di vivere con impegno, trasparenza e spirito di servizio verso la città».

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
14 Agosto 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

MANFREDONIA – Non soltanto un appuntamento religioso, ma un momento nel quale un’intera comunità si riconosce e rinnova il proprio legame con la fede, la storia e le tradizioni locali. È con questo spirito che Manfredonia si prepara alla Festa Patronale 2026 in onore di Maria Santissima di Siponto.

Alla guida del Comitato organizzatore ci sarà Carmela D’Apolito, che ha accolto l’incarico con profondo senso di responsabilità e con l’obiettivo di rendere la prossima edizione un’esperienza autentica di partecipazione, condivisione e crescita collettiva.

«Assumere la guida del Comitato per l’edizione 2026 significa raccogliere una responsabilità importante – sottolinea la presidente – che ho scelto di vivere con impegno, trasparenza e spirito di servizio verso la città».

La Festa Patronale rappresenta da sempre uno degli appuntamenti più sentiti dalla popolazione sipontina. Un patrimonio di fede e identità che, secondo D’Apolito, deve essere custodito e tramandato alle nuove generazioni, senza perdere la capacità di rinnovarsi e di coinvolgere l’intera cittadinanza.

Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale il contributo di tutti: associazioni, volontari, giovani, commercianti, istituzioni e cittadini. L’organizzazione di un evento così importante richiede infatti un lavoro lungo e complesso, fatto di ascolto, confronto, collaborazione e attenzione ai dettagli.

Il percorso verso i festeggiamenti del 2026 è già iniziato. La presidente ha assicurato che ogni scelta sarà orientata alla valorizzazione della Patrona e del patrimonio culturale, religioso e sociale di Manfredonia, mantenendo sempre vivo il dialogo con la comunità.

Particolare attenzione sarà riservata anche al legame con i manfredoniani che vivono lontano dalla propria città. La Festa Patronale, infatti, continua a rappresentare un richiamo alle proprie radici e un’occasione per ritrovare il senso di appartenenza a una storia comune.

D’Apolito ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione delle precedenti edizioni: volontari, collaboratori, famiglie, commercianti, istituzioni e cittadini. Un impegno collettivo che ha permesso di custodire nel tempo il valore spirituale e comunitario della ricorrenza.

«Ognuno ha reso possibile ciò che oggi celebriamo con orgoglio – afferma –. La Festa Patronale 2026 sia per tutti un momento di luce, unione e gratitudine».

Affidando simbolicamente il proprio mandato alla protezione di Maria Santissima di Siponto, la presidente ha infine espresso l’auspicio che la Patrona continui a guidare il cammino della comunità manfredoniana. Un invito, dunque, a partecipare e collaborare affinché la prossima Festa Patronale possa essere vissuta come un’autentica espressione di fede, identità e amore per Manfredonia.

3 commenti su "Manfredonia si prepara alla Festa Patronale 2026. La presidente Carmela D’Apolito: “Un incarico che accolgo con responsabilità”"

  1. Celebrazioni in pompa magna per una festa di paese e un comitato di quartiere…c’era davvero bisogno di tutte ste celebrazioni?

  2. A prescindere i commenti di alcuni atei, voglio dire una cosa sui comitati di festa patronale, sia quelli precedenti che quello attuale.
    Credo che un comitato patronale debba essere organizzato da persone che frequentano la Santa chiesa, che siano collaboratori parrocchiali e soprattutto che siano persone che si CIBANO DEL CORPO E SANGUE DEL SIGNORE.
    IO posso affermare che in diversi comitati e in questo attuale, ci sono persone che non conoscono neanche la chiesa, non sanno il valore dell’ Eucaristia e non vanno mai in chiesa.
    Questo cosa vuol dire che il loro partecipare al comitato è solo una volgare esibizionismo.
    Essere comitato è essere convinti che abbiamo un PADRE che esige responsabilità e servizio verso i fratelli deboli. Essere responsabili delle proprie azioni. Ma soprattutto amare il prossimo.
    Perdonatemi se ho evidenziato una realtà, ma farci un forte esame di coscienza, fa bene a tutti noi. Buona vita a tutti.

  3. Appoggio ciò che ha scritto Vincenzo G. purtroppo questi comitati sono esclusivamente fatti da chi vuole una visibilità e poi magari è solo credente Cattolico all’acqua di rose! Il problema è che notando chi è stato eletto presidente quest’anno, nulla da dire sulla nuova presidente del comitato, ma scusatemi ma mi va alla mente che il marito della ragazza che faceva l’insegnante di danza, quando l’attuale presidente Carmela D’Appolito aveva la palestra…. cioè fatemi capire, se vengono eletti chi ha avuto un incarico, o vanno solo gli amici degli amici…e poi sarebbe opportuno sapere il compenso per tale posizione, e se ricade sulle tasse che paghiamo al Comune di Manfredonia….se poi mi dite che è una posizione no profit….bene così!

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