Manfredonia
Recente sentenza della Corte dei Conti

Fallimento “Cotonificio di Capitanata”, 10.9 mln di risarcimento al MiSE

Contributi assegnati alla società in questione ai sensi della L. n. 662 del 1996 per la realizzazione di un insediamento produttivo nella zona industriale D/46-U.L.70


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Roma, 14 settembre 2018. Con sentenza dello scorso luglio 2018, la Corte dei Conti sezione giurisdizionale per la Regione Puglia, Presidente Mauro Orefice, ha condannato 5 privati e il fallimento della società “Cotonificio di Capitanata srl“, a titolo di dolo ed in solido tra loro, al risarcimento del danno, in favore del Ministero dello Sviluppo Economico, nella misura di € 10.948.298,00.

Con atto di citazione depositato in data 06.07.2017 e ritualmente notificato alle parti, la Procura regionale chiamava in giudizio, a titolo di responsabilità amministrativa, gli stessi privati e il fallimento della Cotonificio di Capitanata, già azienda del Contratto d’Area, per “sentirli condannare al risarcimento del danno, nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico, per l’importo di € 10.948.298,00 oltre rivalutazione, interessi e spese di giudizio“.

In particolare, il requirente ha esposto che, in data 9 febbraio 2012, era pervenuto alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti un documentato rapporto della Compagnia di Manfredonia della Guardia di Finanza (trasmesso a seguito di nullaosta rilasciato dalla Dott.ssa Sofia Anfossi, Sostituto Procuratore della Repubblica di Foggia), dal quale emergeva una grave ipotesi di danno erariale derivante dall’illecita percezione di contributi pubblici da parte della società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l.

Questi contributi, complessivamente ammontanti ad € 10.948.298,00, erano stati assegnati alla società in questione ai sensi della L. n. 662 del 1996 per la realizzazione di un insediamento produttivo nella zona industriale D/46-U.L.70 (ricompreso fra le iniziative industriali finanziate con il secondo protocollo aggiuntivo del contratto d’area del Comune di Manfredonia) ed erano stati effettivamente erogati (in c/capitale) dal Ministero delle Attività Produttive a mezzo Cassa Depositi e Prestiti in tre quote parziali.

Più nel dettaglio, con riferimento alla posizione della società “COTONIFICIO DI CAPITANATA” S.R.L., la Procura regionale poneva in rilievo le seguenti irregolarità:
a) la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. non aveva concluso il piano di investimento entro la data prevista del febbraio 2006 (circostanza che avrebbe dovuto comportare la revoca dei finanziamenti percepiti ai sensi dell’art.12, comma 3, lett. e), del D.M. 31 Luglio 2000);
b) la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. non aveva posto in essere tutte le attività previste dall’oggetto del finanziamento;
c) la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. aveva utilizzato, per il tramite di terze imprese, macchinari ed impianti della società TLM Linea Maglia, controllata dai medesimi soci della società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l., già oggetto di cospicui finanziamenti nell’ambito dello stesso contratto d’area e nel frattempo dichiarata fallita; in altri termini, la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. aveva simulato l’acquisto di macchinari “nuovi di fabbrica” – requisito fondamentale per l’ottenimento e l’erogazione del finanziamento pubblico – mediante l’impiego di false fatture emesse con la complicità di terze imprese, utilizzando, invece, macchinari già in uso alla stessa società e persino i medesimi dipendenti;
d) la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. aveva acquisito e trasmesso alla banca concessionaria ai fini del finanziamento fatture, relazioni di spesa, piantine, planimetrie relativi ad impianti, macchinari ed opere murarie di un opificio del quale la stessa società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. non aveva la disponibilità in quanto la struttura era utilizzata ed occupata dalla WIR s.r.l.;
e) presso la sede della società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. erano stati rinvenuti macchinari vecchi ed in avanzato stato di usura, privi delle originarie targhe identificative, in spregio a quanto previsto dall’art. 4 del D.M. 20 ottobre 1995, n. 527, ovvero macchinari riportanti dati tecnici diversi da quelli relativi alle fatture d’acquisto (ciò, evidentemente, al fine di celare che i macchinari erano usati);
f) la società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. aveva proceduto ad acquistare (rectius, riacquistare) macchinari che la società Fenicia 1 titolare delle quote della stessa società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. nonché la sopra citata società TLM Linea Maglia s.r.l. avevano venduto a società di comodo;
g) gran parte delle somme pagate dalla società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. ai suoi fornitori era stata, in realtà, incassata personalmente dai soci e dai familiari degli stessi (…)
h) i costi documentati dalla società “Cotonificio di Capitanata” s.r.l. per le attività riguardanti le opere murarie si riferivano, invece, ad opere realizzate dalla TLM Linea Maglia, già oggetto, in precedenza, di un finanziamento ai sensi della L. n. 662/96.

Nota

Con riferimento all’articolo pubblicato in data odierna, si ritiene doveroso precisare che i fatti si riferiscono al periodo anteriore alla dichiarazione di fallimento e che la procedura è stata quindi citata in giudizio, per fatti avvenuti in epoca anteriore al fallimento.

Cordialmente,

Il curatore del fallimento “Cotonificio di Capitanata srl (procedura chiusa) dr. Luigi Maida”.

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Fallimento “Cotonificio di Capitanata”, 10.9 mln di risarcimento al MiSE ultima modifica: 2018-09-14T11:33:37+00:00 da Redazione



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Commenti


  • lino

    In ……….. E mo li avrete quei soldi…chissà dove si trovano…


  • cittadino

    È venuto a galla, forse, in quanto si è inceppato qualche ingranaggio….. Quanto più di scava esce sempre più forte la puzza….forse per questo viene definito contratto d’area fritta…. per non dire altri oleizzi….


  • NON ME LO DIRE

    PER LA CONSORTERIA DEL CONTRATTO D’AREA LA CORTE DEI CONTI DOVEREBBE INDAGARE SU TUTTO IL CONTRATO D’AREA GRANDE FALLIMENTO POLITICO E SINDACALE DEL TERRITORIO


  • antonella

    Ma i nomi dei soci…non si scrivono?

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