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RICORDO Manfredonia, Angelo Riccardi: “La giustizia italiana? E’ solo un’illusione”

Il Tribunale di Roma offende la memoria degli Internati Militari Italiani

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Settembre 2024
Manfredonia // Politica //

MANFREDONIA (FOGGIA) – La recente decisione del Tribunale di Roma, pronunciata dal giudice dott. Persico, segna una pagina buia nella storia della giurisprudenza italiana e risulta un atto di profonda ingiustizia nei confronti delle sofferenze subite dai 600 mila Internati Militari Italiani (IMI) durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’argomentazione adottata non solo infrange il diritto consolidato ma rappresenta un’offesa morale ai parenti di queste vittime, ignorando decenni di riconoscimento delle loro sofferenze.

In sostanza, il Giudice ha stabilito che gli IMI non possono essere considerati vittime di crimini di guerra o contro l’umanità perché sarebbero stati trattati alla stregua di prigionieri di guerra (PoW), obbligati a lavorare agli ordini di Hitler. Questa conclusione appare non solo errata ma anche insensibile, poiché sostiene che, senza prove di abusi “ulteriori”, gli IMI non avrebbero subito violazioni tali da poter chiedere risarcimenti. Così, il Tribunale ha negato la giurisdizione italiana per la maggior parte delle domande, dichiarando che la Germania gode dell’immunità.

Questa linea interpretativa risulta sorprendente e senza precedenti nella giurisprudenza italiana. Negli ultimi venti anni, i tribunali hanno sempre riconosciuto che gli Internati Militari Italiani sono stati vittime di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Anche la sentenza della Corte costituzionale n. 238/2014, che negava l’immunità alla Germania, riguardava un IMI. In più, le testimonianze storiche e le innumerevoli pubblicazioni confermano il calvario di queste persone, deportate e costrette a lavorare nelle industrie belliche del Terzo Reich in condizioni disumane. Eppure, il Tribunale di Roma ha scelto di ignorare tutto ciò, tracciando una distinzione tra gli IMI e i deportati civili, come se le loro sofferenze fossero inferiori.

Ma come può una decisione del genere essere giustificata? La realtà dei fatti dimostra che questa sentenza tenta di arginare il flusso di richieste di risarcimento, alimentato anche dall’istituzione del Fondo per le vittime del Terzo Reich. Dopo la creazione del Fondo, più di mille cause sono state avviate, e forse questa improvvisa “inversione di marcia” giurisprudenziale è solo un tentativo di alleggerire il carico sui tribunali. Tuttavia, ciò non può giustificare un disconoscimento totale delle sofferenze subite da uomini che hanno sacrificato tutto.

La definizione stessa di Internati Militari Italiani fu una trovata del regime nazista per negare ai soldati italiani le tutele previste per i prigionieri di guerra. Essi non solo furono deportati e sfruttati come lavoratori coatti, ma furono anche privati di ogni dignità. Ed è qui che il Tribunale di Roma ha fallito: affermare che gli IMI potevano essere obbligati a lavorare nell’industria bellica tedesca, senza considerare le violazioni palesi dei loro diritti, è un errore clamoroso. Non solo il Terzo Reich ha violato il diritto internazionale dell’epoca, ma ha anche perpetrato crimini di guerra impuniti.

Nel settembre del 1943, l’Italia non era formalmente in guerra con la Germania, e anche se lo fosse stata, il diritto internazionale stabiliva che i prigionieri di guerra non potevano essere costretti a lavorare per la produzione bellica dello Stato nemico. Non solo, la Terza Convenzione di Ginevra del 1929 prevedeva tutele per i prigionieri, che dovevano ricevere un trattamento pari a quello dei lavoratori civili. Queste norme furono ampiamente violate dal regime nazista e, ora, è doloroso constatare che anche i tribunali italiani ne ignorano il significato.

I parenti degli IMI (Internati Militare Italiani) non solo si vedono negare giustizia, ma sono costretti a rivivere il dolore di una storia mai pienamente riconosciuta. È tempo che il sistema giudiziario italiano torni sui suoi passi, riconoscendo finalmente ciò che è evidente: gli IMI sono stati vittime di crimini di guerra e contro l’umanità. Ignorare questo fatto è non solo un errore giuridico, ma un’offesa alla loro memoria e alla dignità di un intero popolo.

Angelo Riccardi
In onore di mio padre Antonio Riccardi Classe 1923 Internato Militare Italiano

8 commenti su "Manfredonia, Angelo Riccardi: “La giustizia italiana? E’ solo un’illusione”"

  1. I racconti di mio suocero da prigioniero militare internato e stato costretto a lavorare per poter mangiare , in un suo racconto ricordo quello di aver rischiato la vita con altri commilitoni per rubare le bucce di patate e lavate con la neve e poi bollite con un topo , pranzo di natale . Sono stati obbligati come animali a lavorare per il benessere della Germania. I suoi occhi erano sempre pieni di lacrime nel raccontare il campo di lavoro tedesco.La Germania si deve sempre vergognare di quel periodo storico e riconoscere all intera umanità le atrocità perpetrate ai suoi figli. Si devono vergognare i politici i giudici che hanno abbonato i danni di guerra della Germania.

  2. @il bello viene ora:

    “Ghostwriter” con la H 😂🤦‍♂️

    @Pio rutigliano:

    Uagliò, la Germania hò fatt’ ampiamente mea culpa all’epoca grazie a una cosa chiamata “tribunale di Norimberga”.
    Sim’ nuj’ italien’ che amm’ fatt’ sckif’ invec’j’, dato che tutti i gerarchi fascisti sopravvissuti furono graziati e vari di loro furono addirittura assunti dalla neonata repubblica italiana come prefetti di polizia, inquinando questo corpo di forze dell’ordine, assieme ai Carabinieri, con risultati tuttora ben noti 🤮😡

  3. @Koksal Baba Il Nano Ottomano:
    non parli l’italiano come il tuo mentore …..figurati se puoi dare lezioni d’Inglese…..

  4. Riccardi parli proprio tu di giustizia illusionista? Ricordati che per cercare di salvarti dallo————— hai voluto ———-di altri!!!!!!!!!!!!!quindi saremo giudicati dalla giustizia Divina che ne tu e ne tutti possiamo sfuggire !

  5. @il bello viene ora:

    Intanto l’errore l’hai commesso, ti correggo e c’avanz’ pur’ ù rest’ 😂🤦‍♂️
    E comunque non ho mentori, sono autodidatta 🤦‍♂️🤣

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