Un fungo “killer” si sta diffondendo con rapidità negli ospedali europei e l’Italia è tra le nazioni più colpite. Si tratta della Candidozyma auris (già conosciuta come Candida auris), un microrganismo particolarmente resistente ai farmaci antifungini che negli ultimi dieci anni ha fatto registrare oltre 4mila casi in tutta l’Unione Europea.
Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la crescita è stata costante fino al picco del 2023, quando sono stati segnalati più di 1.300 contagi. Nel decennio monitorato l’Italia ha contato 712 casi, posizionandosi al terzo posto dietro Spagna (1.807) e Grecia (852).
Il fungo è considerato pericoloso non solo per la sua resistenza alle cure, ma anche perché può sopravvivere a lungo sulle superfici ospedaliere e sui dispositivi medici, favorendo la trasmissione all’interno dei reparti. Colpisce soprattutto pazienti fragili, già debilitati o con sistema immunitario compromesso, e può provocare infezioni gravi come setticemie o complicazioni delle ferite.
L’allerta lanciata dagli esperti è chiara: in diversi Paesi europei la diffusione è ormai così estesa che non è più possibile identificare singoli focolai, segno di una presenza radicata negli ospedali. A preoccupare è anche la mancanza di strumenti adeguati: meno della metà degli Stati dispone di un sistema di sorveglianza nazionale e solo pochi hanno adottato linee guida specifiche per il contenimento del fungo.
Lo riporta il tgcom24.com.



