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LAVORATORI Caritas, l’appello da Cerignola: «Non possiamo essere lasciati soli»

Da anni chiediamo una collaborazione concreta e un’azione sinergica tra le istituzioni per garantire sicurezza, pulizia, decoro e dignità

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Settembre 2026
Cerignola // Cronaca //

CERIGNOLA – «La Caritas Diocesana non può essere lasciata sola». È questo il messaggio lanciato dalla Caritas Diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano, che torna ad accendere i riflettori sulle condizioni dei lavoratori stagionali accampati nella tendopoli di fortuna di via Candela e, parallelamente, sulle difficoltà vissute quotidianamente dai residenti della zona.

A preoccupare sono soprattutto le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e di decoro dell’area, che secondo la Caritas «non sono più sostenibili». Una situazione che, viene sottolineato, non sarebbe arrivata inaspettatamente: l’organismo diocesano afferma infatti di aver segnalato da tempo le criticità e di aver cercato, già dallo scorso febbraio, di individuare insieme alle istituzioni possibili soluzioni, senza però arrivare finora a risultati concreti.

Nel frattempo, la Caritas continua a garantire la propria attività di assistenza. Presso la Casa della Carità, sul Piano delle Fosse, resta attiva la mensa, sostenuta quotidianamente dall’impegno di numerosi volontari e volontarie. Un lavoro di prossimità che si affianca a quello dell’Unità di Strada, impegnata a raggiungere con frequenza anche l’insediamento informale di Tre Titoli.

Viveri, acqua, medicinali, cure, coperte e abbigliamento sono tra gli aiuti distribuiti alle persone presenti negli insediamenti. A questi si aggiungono ascolto, orientamento e accompagnamento ai servizi. Un’attività che, tuttavia, negli ultimi giorni si sarebbe trovata a fare i conti con criticità sempre più rilevanti anche sul fronte della sicurezza, con preoccupazioni che coinvolgono direttamente gli stessi operatori e volontari della Caritas.

Proprio alla luce dell’aggravarsi della situazione, venerdì 11 settembre, la Caritas e gli altri soggetti coinvolti sono stati convocati in Prefettura a Foggia. Nel corso dell’incontro, il Prefetto ha richiamato ciascun attore istituzionale alle proprie responsabilità, ponendo particolare attenzione alla sicurezza della Casa della Carità, indicata come una priorità.

Dall’incontro è emersa la necessità di un intervento coordinato. Al Comune viene chiesto di garantire condizioni adeguate sotto il profilo igienico-sanitario e del decoro, mentre alla Polizia e alle altre Forze dell’ordine viene sollecitata una maggiore presenza e vigilanza. I servizi competenti dovranno inoltre intervenire per la pulizia, la raccolta dei rifiuti e una gestione più ordinata degli spazi.

Alla Caritas, invece, viene riconosciuto e richiesto il proseguimento dell’attività di prossimità e solidarietà, ma a condizione che siano garantite adeguate condizioni di sicurezza per operatori e volontari.

Per la Caritas, però, non è più sufficiente parlare semplicemente di «emergenza».

«Da anni chiediamo una collaborazione concreta e un’azione sinergica tra le istituzioni per garantire sicurezza, pulizia, decoro e dignità», ribadisce l’organismo diocesano, sottolineando come il problema non possa essere scaricato esclusivamente sul mondo del volontariato.

Il punto centrale dell’appello riguarda infatti la responsabilità dell’intera comunità. I lavoratori stagionali, sottolinea la Caritas, non sono “un problema della Caritas”: sono persone che lavorano sul territorio e contribuiscono all’economia agricola e alla produzione di cui beneficia l’intera comunità.

Da qui la richiesta di un coinvolgimento diretto anche della società civile, delle aziende agricole e di tutti coloro che assumono o beneficiano quotidianamente del lavoro dei braccianti stagionali.

La sfida, dunque, non riguarda soltanto l’assistenza alle persone più fragili, ma chiama in causa un sistema più ampio di responsabilità. Secondo la Caritas, soltanto attraverso un’azione congiunta tra istituzioni, realtà sociali, mondo del lavoro e società civile sarà possibile garantire condizioni più umane e dignitose ai lavoratori stagionali e, allo stesso tempo, tutelare i residenti e l’intera comunità cerignolana.

«La dignità delle persone e la sicurezza della comunità sono una responsabilità di tutti», è il messaggio conclusivo della Caritas Diocesana di Cerignola-Ascoli Satriano.

Cerignola, 14 settembre 2026

Per il Consiglio diocesano Caritas
Il direttore Paolo Rubbio

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