È scontro aperto tra i sindacati del comparto sanità e la Direzione Strategica della ASL Foggia. FIALS, NurSind e Nursing Up hanno proclamato lo stato di mobilitazione generale, contestando le modalità con cui l’Azienda sta organizzando l’assistenza territoriale e l’avvio delle nuove Case della Comunità nei distretti della Capitanata.
Nel mirino delle organizzazioni sindacali sono finite le scelte relative ai territori di Foggia, Cerignola, San Severo, Manfredonia, Lucera, San Marco in Lamis, Troia-Accadia e Vico del Gargano.
La protesta nasce da una nota ufficiale trasmessa dalla Direzione di via Michele Protano. Secondo FIALS, NurSind e Nursing Up, la ASL avrebbe rinunciato a esercitare un ruolo di coordinamento centrale, affidando ai singoli Direttori di Distretto un’ampia discrezionalità nella gestione dei turni e del personale.
Un’impostazione che, secondo i sindacati, rischia di determinare disparità di trattamento tra lavoratori della stessa Azienda, in base alla sede di assegnazione, con possibili ripercussioni sia sul benessere organizzativo sia sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
La contestazione sull’“infermiere jolly”
Tra gli aspetti maggiormente contestati c’è il modello del cosiddetto “infermiere jolly” o “tuttologo”.
Le organizzazioni sindacali respingono l’interpretazione aziendale del concetto di “integrazione multiprofessionale”, ritenendo che possa tradursi in una sostanziale fungibilità del personale senza adeguate garanzie.
In particolare, FIALS, NurSind e Nursing Up contestano la possibilità di spostare indiscriminatamente gli infermieri tra servizi differenti e caratterizzati da specifiche competenze, come ADI, PUA e Poliambulatori.
Secondo le sigle sindacali, una simile organizzazione significherebbe «ignorare le competenze specifiche, la formazione professionale, le mansioni d’origine e, non ultimo, le prescrizioni del Medico Competente a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori».
Turni fino a 12 ore, i sindacati chiedono il confronto
Un altro punto di forte tensione riguarda l’organizzazione dei turni fino a 12 ore, che i sindacati contestano ritenendo insufficiente il richiamo agli standard previsti dal D.M. 77/2022.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, l’applicazione degli standard nazionali non può prescindere dalle disposizioni contrattuali e regionali. Il CCNL Sanità, sostengono FIALS, NurSind e Nursing Up, prevede infatti il confronto preventivo sulle articolazioni dell’orario di lavoro.
A questo si aggiunge il Regolamento Regionale n. 13/2023, che disciplina specifiche autonomie organizzative che, secondo i sindacati, non possono essere modificate unilateralmente dalla Direzione aziendale.
Esposto alla Direzione Generale e alla Regione
La vertenza è già approdata formalmente sui tavoli istituzionali. FIALS, NurSind e Nursing Up hanno presentato un esposto-diffida alla Direzione Generale della ASL Foggia, coinvolgendo anche gli organismi deputati alla tutela dei lavoratori e all’organizzazione del sistema sanitario.
La vicenda è stata sottoposta al CUG, Comitato Unico di Garanzia, per gli aspetti legati al benessere lavorativo, all’OPI, Organismo Paritetico per l’Innovazione, e alla Presidenza e all’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia.
I sindacati hanno fissato anche un termine preciso alla Direzione aziendale: sette giorni per revocare le disposizioni contestate e aprire un tavolo di confronto trasparente e unitario.
In caso contrario, FIALS, NurSind e Nursing Up annunciano l’avvio di azioni di protesta e ricorsi nelle competenti sedi amministrative e giurisdizionali, senza ulteriori preavvisi.
La vertenza porta le firme delle segreterie territoriali FIALS, NurSind e Nursing Up, rappresentate rispettivamente da Capozzi, Giampietro e Biccarino.




Asl alla deriva,dirigenti totalmente incompetenti il vero cancro che sta distruggendo la salute dei cittadini con fra. Decaro che a chiacchiere rivolta la sanità ma nella pratica mischia solo i direttori generali… tanto c’è la ricetta segreta …aumentare a tutti l Irpef…..