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CUORE RIGENERARSI Il cuore umano può rigenerarsi dopo un infarto: la scoperta che apre nuove prospettive terapeutiche

Il cuore umano adulto possiede una capacità naturale, seppure limitata, di produrre nuove cellule muscolari dopo un infarto

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Settembre 2026
Italia // Medicina //

Il cuore umano adulto possiede una capacità naturale, seppure limitata, di produrre nuove cellule muscolari dopo un infarto. È quanto emerge da una ricerca condotta dall’Università di Sydney insieme al Baird Institute e al Royal Prince Alfred Hospital.

La scoperta mette in discussione l’idea secondo cui il tessuto cardiaco danneggiato da un’ischemia sia del tutto incapace di rigenerarsi. Il fenomeno era già stato osservato negli animali, ma i ricercatori sostengono di averne ottenuto una dimostrazione diretta anche nell’uomo.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Circulation Research, potrebbero aprire la strada a nuove strategie contro l’insufficienza cardiaca.

Nuove cellule nelle aree colpite dall’infarto

Gli studiosi hanno esaminato campioni di tessuto cardiaco vivente prelevati, con il loro consenso, da pazienti sottoposti a un intervento di bypass coronarico presso il Royal Prince Alfred Hospital di Sydney.

L’analisi ha interessato sia le zone sane del cuore sia quelle situate ai margini dell’area colpita dall’infarto. Proprio in queste ultime i ricercatori hanno osservato un aumento dell’attività proliferativa dei cardiomiociti, le cellule responsabili della contrazione del muscolo cardiaco.

Il cuore, dunque, tenterebbe di reagire al danno producendo nuove cellule. Questo meccanismo naturale, tuttavia, non sarebbe abbastanza potente da sostituire completamente il tessuto distrutto dall’infarto, che continua a essere riparato soprattutto attraverso la formazione di una cicatrice.

Un potenziale rigenerativo da potenziare

Secondo Robert Hume, primo autore dello studio e ricercatore dell’Università di Sydney e del Baird Institute, i risultati dimostrano che il cuore non rimane completamente passivo dopo un attacco cardiaco.

Anche se il danno lascia conseguenze permanenti e può ridurre la capacità dell’organo di pompare il sangue, il muscolo cardiaco conserva un “potenziale rigenerativo intrinseco”. Comprendere quali segnali biologici attivino questo processo potrebbe permettere, in futuro, di sviluppare terapie capaci di amplificarlo.

La ricerca avrebbe inoltre individuato alcune proteine già associate alla rigenerazione cardiaca negli esperimenti sui topi. Queste molecole potrebbero offrire indicazioni utili per stimolare la formazione di un numero maggiore di cardiomiociti anche nei pazienti.

Perché la scoperta è importante

Durante un infarto, l’interruzione del flusso sanguigno priva una parte del cuore di ossigeno e può provocare la morte di una quantità considerevole di cellule muscolari. Sebbene i progressi nelle cure abbiano aumentato sensibilmente le probabilità di sopravvivenza, molti pazienti sviluppano successivamente un’insufficienza cardiaca.

In questa condizione il cuore non riesce più a pompare sangue in modo adeguato alle necessità dell’organismo. Nei casi più gravi, quando le altre terapie non sono sufficienti, il trapianto può rappresentare l’unica soluzione definitiva.

La possibilità di sfruttare la capacità rigenerativa del cuore potrebbe quindi cambiare radicalmente l’approccio terapeutico: l’obiettivo non sarebbe soltanto limitare i danni o controllare i sintomi, ma favorire la ricostruzione del muscolo perduto.

Una prospettiva promettente, ma ancora sperimentale

Sean Lal, autore senior dello studio, ha evidenziato l’importanza di lavorare su campioni viventi di tessuto cardiaco umano. Questi modelli consentirebbero di ottenere dati più rappresentativi rispetto agli esperimenti condotti esclusivamente sugli animali e potrebbero accelerare lo sviluppo di terapie rigenerative.

La scoperta non significa che oggi il cuore possa ripararsi completamente dopo un infarto, né che siano già disponibili trattamenti in grado di far ricrescere il tessuto danneggiato. Dimostra però che nell’organismo umano esiste un processo naturale sul quale la medicina potrebbe intervenire.

La sfida sarà ora capire come controllarlo e potenziarlo in modo sicuro. Se gli studi futuri confermeranno questi risultati, la rigenerazione cardiaca potrebbe diventare una nuova frontiera nella cura dell’insufficienza cardiaca.

Fonte: articolo di Valeria Aiello pubblicato su Fanpage.it il 12 settembre 2026.

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