La delibera nasce dalla constatazione che diverse aree del territorio comunale non sono tuttora servite dalla distribuzione di acqua potabile di Aqp. In questi luoghi l’arrivo dell’acqua dipende dal trasporto su gomma, con costi che possono variare in base alla quantità richiesta e alla distanza. L’amministrazione intende organizzare questo mercato in modo più uniforme, fissando criteri chiari per i corrispettivi e consentendo alle autobotti autorizzate di prelevare l’acqua dagli idranti di proprietà comunale.
La proposta è stata presentata dagli assessori alle Attività produttive, Matteo Gentile, e ai Lavori pubblici, Francesco Schiavone. L’obiettivo dichiarato è calmierare il prezzo del trasporto attraverso una combinazione di quote fisse e tariffe chilometriche predeterminate. I successivi atti dovranno tenere conto del costo di approvvigionamento, del volume d’acqua ordinato e del tragitto necessario per raggiungere l’utente. Il sistema dovrà offrire condizioni economiche trasparenti e omogenee a chi vive o lavora fuori dalle aree raggiunte dalle condotte.
Non basterà però disporre di un’autobotte. Il Comune dovrà individuare operatori economici in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa per il trasporto di acqua destinata al consumo umano. Le procedure dovranno assicurare il rispetto delle regole igienico-sanitarie, delle prescrizioni sulla sicurezza e degli standard di qualità. La deliberazione richiama, tra le altre norme, il decreto legislativo 18 del 2023 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, il codice dei contratti pubblici e la disciplina dell’autotrasporto.
Un provvedimento specifico regolerà l’accesso agli idranti comunali. Dovrà stabilire come effettuare il prelievo, misurare e contabilizzare l’acqua e attribuire gli oneri agli operatori o agli utenti. L’impianto scelto dalla Giunta esclude spese per il bilancio comunale: i costi del servizio saranno sostenuti interamente dai beneficiari, secondo corrispettivi che verranno definiti negli atti attuativi. Il Comune mette dunque a disposizione una cornice organizzativa e i propri punti di prelievo, ma non finanzia le consegne.
Palazzo di Città precisa anche il confine dell’intervento. L’iniziativa non sostituisce il Comune ad Acquedotto Pugliese, che resta il gestore del Servizio idrico integrato e mantiene le proprie competenze sulla rete. L’ente interviene nei limiti delle funzioni comunali per disciplinare e facilitare il trasporto con autobotti nelle aree non collegate. La distinzione è rilevante: la misura risponde a un bisogno immediato di approvvigionamento, ma non equivale a un piano di estensione delle condotte né modifica gli obblighi del gestore.
La Giunta ha giudicato urgente avviare le procedure pubbliche, anche perché Aqp abilita gli idranti soltanto a favore di enti pubblici. L’uso degli impianti comunali dovrebbe quindi creare un punto di accesso controllato per gli operatori selezionati. Il meccanismo dovrà rendere verificabile quanta acqua viene prelevata e a chi viene consegnata, elemento necessario sia per la corretta contabilizzazione sia per la tutela sanitaria. Le tariffe non sono ancora state fissate e la delibera non individua le località interessate una per una: la platea sarà definita nella fase applicativa in base all’assenza della rete idrica.




La cosa che proprio non riesco a capire come fanno a non cadere quest’ amministrazione fa’ acqua da tutte le parti e va avanti nonostante tutto sto schifo , siamo ridotti a meno di zero.