Manfredonia – Una lettura teatrale a più voci per raccontare ciò che accadde in città dopo l’8 settembre 1943, tra la caduta del fascismo, la Resistenza, i saccheggi, le fucilazioni e il cammino verso la Repubblica. La Giunta comunale ha deciso di coorganizzare l’iniziativa proposta dall’associazione di promozione sociale Il Teatrocinque, riconoscendone il valore storico, culturale ed educativo e autorizzando una compartecipazione alle spese fino a 800 euro. Lo spettacolo era previsto l’11 settembre 2026 nel chiostro di Palazzo San Domenico.
La proposta è arrivata al Comune il 4 settembre con una nota firmata dal presidente e legale rappresentante dell’associazione, il professor Vittorio Tricarico. Il progetto ricostruisce una pagina della storia locale attraverso testimonianza, recitazione e musica. Accanto alle voci degli interpreti sono previsti materiali sonori dell’epoca e un accompagnamento musicale, con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico avvenimenti complessi e di conservare la memoria delle scelte compiute dai cittadini manfredoniani in quella fase drammatica.
Nel percorso narrativo trova spazio anche la figura di monsignor Andrea Cesarano, vescovo di Manfredonia negli anni della guerra. La rappresentazione collega le vicende cittadine al passaggio nazionale aperto dall’armistizio: il crollo del regime, l’occupazione tedesca, le forme locali di resistenza e, negli anni successivi, la nascita della Repubblica. La deliberazione non entra nel dettaglio della sceneggiatura, ma sottolinea che il progetto è dedicato specificamente agli eventi vissuti dalla comunità e alla trasmissione della loro memoria alle nuove generazioni.
Per l’amministrazione, l’interesse pubblico non coincide semplicemente con l’organizzazione di uno spettacolo. La ragione del sostegno risiede nella funzione divulgativa dell’iniziativa e nel suo rapporto diretto con la storia di Manfredonia. Il linguaggio teatrale viene considerato uno strumento capace di avvicinare il pubblico a documenti e testimonianze, mentre la combinazione tra ricostruzione storica, voci e musica può favorire una comprensione meno distante degli avvenimenti.
L’associazione ha presentato un preventivo complessivo di 1.200 euro. La somma comprende il service audio e luci, il trasporto delle scenografie, l’allestimento del palco, i rimborsi per trucco e parrucco degli interpreti, la stampa dei manifesti, la pubblicità esterna e il noleggio del materiale tecnico. Il Comune contribuirà nel limite massimo di 800 euro, indicati come esenti da Iva in relazione al regime dell’associazione. La quota restante dovrà essere coperta con autofinanziamento.
La spesa comunale trova copertura sul capitolo 3820 del Piano esecutivo di gestione 2026. La Giunta precisa che dal provvedimento non derivano altre obbligazioni finanziarie per l’ente. L’affidamento delle prestazioni, in particolare del service audio e luci e dell’allestimento scenico, sarà formalizzato con un successivo atto dirigenziale. Agli uffici competenti spetta quindi completare gli adempimenti amministrativi e gestionali connessi alla coorganizzazione.
La proposta è stata presentata dall’assessora al Welfare di comunità e alla Cultura, Maria Teresa Valente. La seduta si è svolta in forma mista: Valente e l’assessora Sara Delle Rose hanno partecipato da remoto, mentre il sindaco e gli altri componenti presenti erano riuniti a Palazzo di Città. L’assessore Giovanni Mansueto risultava assente. Il voto è stato unanime e il parere tecnico dell’ufficio Politiche culturali è stato favorevole; il Servizio finanziario ha qualificato la decisione come atto di indirizzo.
L’imminenza dell’iniziativa ha portato la Giunta a dichiarare la deliberazione immediatamente eseguibile. Il sostegno comunale si inserisce nelle attività di valorizzazione della memoria cittadina e concentra le risorse su una produzione di dimensioni contenute ma strettamente legata al territorio. Al centro non c’è una celebrazione astratta: il progetto prova a restituire nomi, paure e scelte di una comunità attraversata dalla guerra. Portare quella storia nel chiostro di Palazzo San Domenico significa trasformare un luogo civico in spazio di racconto e offrire al pubblico uno strumento per conoscere gli eventi che segnarono Manfredonia nel settembre del 1943.




Tutte le delibere riportano la immediata eseguibilitá. Non mi sembra una notizia da riportare.