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GIULIANO GIULIANI San Severo, il 29 settembre arriva “Stigmate” di Giuliano Giuliani

La scultura in travertino realizzata dall'artista ascolano Giuliano Giuliani nell'ambito del progetto nazionale “Sculture – Nuovi segni”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Settembre 2026
Cronaca // San Severo //

Martedì 29 settembre, alle ore 11, la Villa Comunale “Luisa Fantasia” di San Severo ospiterà “Stigmate”, la scultura in travertino realizzata dall’artista ascolano Giuliano Giuliani nell’ambito del progetto nazionale “Sculture – Nuovi segni”, promosso in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

L’opera sarà collocata in modo permanente nella Villa Comunale, adiacente al Convento dei Frati Cappuccini, e rappresenta una delle dieci sculture dedicate al Santo realizzate da artisti e artiste italiani ed esteri e destinate ad altrettante città italiane.

Il progetto è sostenuto e finanziato dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, presieduto da Davide Rondoni. Dopo le opere già collocate a Celano, in provincia dell’Aquila, Cortona, in provincia di Arezzo, e Lerici, in provincia della Spezia, sarà quindi San Severo a ospitare il quarto appuntamento del percorso.

“Stigmate”, il Francesco di Giuliano Giuliani

Giuliano Giuliani ha rappresentato il Poverello d’Assisi accovacciato su una lastra di pietra, traendo ispirazione anche da una scena di uno dei film dedicati a San Francesco dalla regista Liliana Cavani.

«Mi sono immaginato san Francesco inginocchiato – spiega Giuliani –, in ritiro alla Verna, mentre dopo aver pregato, digiunato, sofferto, si accascia addormentato con la speranza di una manifestazione divina. Al suo risveglio si accorge di avere le stigmate sulle mani e allora piange, mentre scava nel suo intimo e guarda nel vuoto. Ecco, la mia scultura ritrae quell’istante di spaesamento».

La scultura è stata realizzata a partire da un unico blocco di travertino, materiale particolarmente caro all’artista ascolano.

«Il travertino nasce dall’acqua – aggiunge – una pietra non lussuosa, dove ogni piccolo foro rappresenta un vissuto. Io sono di Ascoli, figlio di un cavatore e sono cresciuto in mezzo agli operai. Non potevo usare altro materiale».

La soddisfazione del Comune di San Severo

Il Commissario Straordinario del Comune di San Severo, Francesco Cappetta, ha espresso soddisfazione per la scelta della città come sede della nuova opera.

«Sono particolarmente lieto ed emozionato – dichiara il Commissario Straordinario del Comune di San Severo, Francesco Cappetta – che la Città di San Severo sia stata individuata quale sede per tale preziosa collocazione. Peraltro, il luogo prescelto, la Villa Comunale ‘Luisa Fantasia’, è confinante con il Convento dei Frati Minori Cappuccini: la statua in onore di San Francesco non poteva avere migliore individuazione. Plaudo al progetto delle dieci nuove sculture per il Santo di Assisi e condivido le finalità del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di san Francesco, presieduto da Davide Rondoni, al quale esprimo i più sentiti sentimenti di ringraziamento miei personali e dell’intera Città di San Severo».

Anche il Presidente del Comitato Nazionale, Davide Rondoni, sottolinea il particolare legame tra l’opera, la città e la figura di San Francesco.

«A San Severo, dove la vita si dedica al lavoro e l’arte aiuta a vivere meglio il mondo, vicino alla via che Francesco percorse verso San Michele – afferma il Presidente Davide Rondoni –, questo nuovo segno trova il suo luogo naturale. Nell’ottavo centenario del suo incontro con ‘sorella morte’, un’opera che nasce dalla pietra e dal lavoro dell’uomo rinnova la presenza viva di Francesco nel nostro tempo».

Il progetto “Sculture – Nuovi segni”

Il progetto, affidato a RealizzArte e curato da Francesca Sacchi Tommasi di Etra Studio Tommasi di Firenze, nasce per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226, attraverso l’arte contemporanea.

Per tutto il 2026 saranno realizzate e collocate permanentemente dieci sculture di altrettanti artisti e artiste italiani ed esteri, creando un itinerario artistico e spirituale attraverso diverse città italiane.

Le opere, realizzate in bronzo o marmo e in altri materiali lapidei di pregio, reinterpretano la figura e i valori di San Francesco, affrontando temi come l’umiltà, l’amore per la natura, il rapporto con gli animali e il messaggio di pace.

La scelta di materiali appartenenti alla tradizione scultorea viene affiancata a una visione figurativa contemporanea, creando un collegamento tra la storia dell’arte e la sensibilità del presente.

La curatrice Francesca Sacchi Tommasi descrive così il rapporto con Giuliano Giuliani e con la sua opera:

«Ci sono artisti con cui non serve frequentarsi quotidianamente per avvertire un legame sottile e tenace – aggiunge la Curatrice –. Con Giuliano Giuliani condivido un’affinità che nasce prima di tutto dall’appartenenza a una storia: quella delle botteghe, del lavoro artigiano, del rispetto sacro per la materia e dei gesti antichi tramandati di generazione in generazione. Crescere tra le pietre, respirare la polvere dei laboratori e conoscere il peso del blocco prima ancora della forma è un imprinting profondo. È questa comune sensibilità verso l’arte intesa come mestiere alto, come dedizione fisica e spirituale, a rendere per me ogni sua creazione un motivo di costante fascinazione e stima. Nell’ambito del progetto monumentale Nuovi Segni, la scultura di Giuliani rappresenta uno dei vertici più intimi del percorso dedicato all’ottavo centenario francescano. La scelta del travertino è qui imprescindibile e carica di significato. Pietra viva, generata dall’acqua, non sfarzosa, ma intrisa di storia e porosità, il travertino è per Giuliani il cordone ombelicale con la sua Ascoli e con la memoria del padre cavatore. Attraverso la consueta forza espressiva e la raffinata perizia scultorea di Giuliani, il Francesco di San Severo non è solo un monumento al santo, ma un’opera sulla vulnerabilità e sulla grazia, capaci di emergere dall’essenza più pura e laboriosa della pietra».

Le altre città e gli artisti coinvolti

Dopo Marianna Costi, Ugo Riva, Vivianne Duchini e Giuliano Giuliani, gli altri artisti coinvolti nel progetto sono Giovanni Balderi, Bertozzi & Casoni, Ettore Greco, Ernesto Lamagna, Elena Mutinelli e Nicola Samorì.

Ognuno sta realizzando la propria opera secondo una personale sensibilità artistica. Per le sculture in bronzo sono coinvolte alcune delle più note fonderie artistiche italiane, mentre per le opere lapidee sono stati selezionati materiali di eccellenza provenienti da cave di comprovata qualità.

Dopo Celano, Cortona, Lerici e San Severo, le altre città individuate per ospitare permanentemente le opere sono Ascoli Piceno, Capri, Frosinone, Lampedusa, Rieti e Santa Maria di Leuca.

L’abbinamento tra artista e città viene rivelato di volta in volta in occasione dell’inaugurazione dell’opera destinata a rimanere stabilmente nel luogo prescelto.

Le dieci sculture formeranno così un vero e proprio cammino nazionale di arte e spiritualità, percorribile autonomamente dai visitatori e costruito attraverso il dialogo tra ogni opera e il contesto storico e culturale che la ospita.

I dati dell’opera

Giuliano Giuliani (Ascoli Piceno, 1954)
“Stigmate”, 2026
Travertino
Altezza: 140 centimetri
Larghezza: 110 centimetri
Profondità: 90 centimetri
Opera unica

Giuliano Giuliani, una vita nella scultura

Giuliano Giuliani è uno scultore italiano particolarmente legato al travertino, materiale caratteristico della sua città. La cava paterna sul colle San Marco, ad Ascoli Piceno, è diventata nel tempo il suo luogo privilegiato di ricerca e di lavoro.

Dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Ascoli Piceno, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Nel 1975 realizza la sua prima mostra, da studente, alla Galleria Nuove Proposte di Ascoli Piceno.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose rassegne, tra cui la Biennale di Venezia, il Premio Marche, il Premio Michetti, il Premio Vasto e la Biennale d’Arte Sacra di San Gabriele. Numerose sono anche le sue esposizioni personali, ospitate in diverse città italiane.

Tra gli appuntamenti più significativi figurano la mostra del 1992 alla Galleria De’ Serpenti di Roma, quella del 2000 alla Galleria L’Isola di Trento, l’esposizione del 2002 al Palazzo Massari di Ferrara e il presepe in travertino realizzato nel 2004 nella Chiesa Rupestre Madonna delle Virtù di Matera.

Nel 2007 espone al Bastione Sangallo di Loreto e alla Galleria Ceribelli di Bergamo. Nel 2011 partecipa, con la mostra “Lo splendore della Verità. La bellezza della Carità”, all’omaggio degli artisti a Benedetto XVI per il 60° anniversario del sacerdozio, nella Città del Vaticano, nell’Aula Paolo VI.

Nel 2012 espone insieme a Giorgio Cutini al Museo di Roma in Trastevere. Con “Gli Artisti e la Bibbia” è presente nel Nuovo Lezionario CEI. Nel 2014 realizza un’ampia esposizione con 18 stanze allestite al Forte Malatesta di Ascoli Piceno, con fotografie di Mario Dondero.

È presente anche al Salone del Mobile di Milano e a “La Creation II” presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi, oltre che alla Galleria Gino Monti di Ancona e nel Padiglione Eataly di Expo Milano 2015, nell’ambito de “Il tesoro d’Italia”.

Tra il 2015 e il 2016 presenta la personale “Bandiere o Dormienti” alla Galleria La Nuova Pesa di Roma. Un’opera dell’artista viene inoltre scelta da Elisabetta Sgarbi per la tomba di famiglia.

Nel 2017 Giuliani collabora con l’architetto Mario Botta per l’arredo liturgico della cappella del Centro OTAF Casa Nava a Sorengo, in Svizzera. Nel luglio 2020 partecipa alla 21ª edizione de “La Milanesiana” con la mostra “L’anima della pietra”.

Numerosi sono i critici, studiosi e artisti che hanno curato sue mostre o scritto sul suo lavoro, tra cui Mariano Apa, Giuseppe Appella, Marco Belpoliti, Mario Botta, Beatrice Buscaroli, Carlo Alberto Bucci, Lorenzo Canova, Carlo Chenis, Fabrizio D’Amico, Mario Dal Bello, Massimo Duranti, Carlo Franza, Nunzio Giustozzi, Antonio Gnoli, Paolo Mauri, Carlo Melloni, Stefano Papetti, Osvaldo Rossi, Vittorio Sgarbi, Daniela Simoni e Marisa Vescovo.

Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e in importanti istituzioni e raccolte museali, tra cui i Musei Vaticani, il MUSMA di Matera, il Museo d’Arte Paolo Pini di Milano, il Centro per la Scultura Contemporanea di Cagli, il Museo Diocesano di Lecce e la Galleria Nazionale di Arte Moderna Osvaldo Licini di Ascoli Piceno.

Sculture di Giuliani sono inoltre presenti nella sede centrale della BNL a Roma, nel Parco Scultura Trasanni di Urbino, nel Parco delle Sculture Casilino-Labicano di Roma e nel Parco delle Sculture della città di Brufa.

Nella campagna di Aprilia l’artista ha realizzato anche un monumento dedicato alla memoria di Eric Waters, padre del leader dei Pink Floyd Roger Waters e caduto durante lo sbarco di Anzio. L’opera è stata inaugurata alla presenza dello stesso musicista britannico.

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