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Impossibile prevedere quali altri segreti verranno a galla nei prossimi anni

Scandali nel settore auto: Volkswagen non è un caso isolato

Lo scandalo Volkswagen è sì comparso su tutte le testate giornalistiche per il numero di veicoli coinvolti, ma di certo non è il più grave scandalo della storia dell’auto


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In questi giorni il polverone sollevato dalla casa automobilistica Volkswagen e lo scandalo causato dal software che truccava i dati relativi alle emissioni dei suoi motori diesel non pare avere fine. Una doccia d’acqua gelata per la compagnia, che si trova ora obbligata al ritiro di milioni di veicoli non solo della casa madre, ma anche di altri marchi del gruppo VW, in particolar modo Audi, che ha da poco annunciato il ritiro di 2,1 milioni di veicoli, così come Seat e Skoda. Tuttavia il “Dieselgate” non è di certo il primo episodio del genere, ma soltanto il più recente di una lunga serie di scandali nell’industria dell’automobile, dove la negligenza o la mancanza di scrupoli del management dei vari fabbricanti di auto ha avuto conseguenze ben gravi, a volte anche mortali.

Tra i passati a quattroruote più sanguinosi sicuramente l’infame “primo posto” spetta alla casa americana Ford. Già nel 1971 destò enorme scalpore il difetto nascosto ma potenzialmente mortale della Ford Pinto, auto all’epoca economica che superò le 320.000 unità vendute soltanto nel primo anno di messa sul mercato. Gli sfortunati guidatori che si ritrovavano tamponati in mezzo al traffico non erano purtroppo a conoscenza del difetto al tubo di alimentazione, facile causa di foramento del serbatoio, mandando il veicolo in fiamme. Un difetto responsabile di più di 900 morti. Nello stesso periodo si rese evidente anche un altro difetto alla leva del cambio, che passava automaticamente dalla posizione del folle alla retromarcia, problema che causò ben 777 incidenti, tra cui 259 mortali.

Poca fortuna anche per Chevrolet. Negli anni ‘70 il suo motore causava accelerazioni impossibili da controllare, rendendo l’auto inguidabile e potenzialmente mortale. Ma anche in anni più recenti la Chevrolet Cobalt fu causa di un altro enorme scandalo, visto che un difetto nell’accensione causava la disattivazione dell’ABS o persino lo spegnimento del mezzo ad alta velocità. L’accelerazione involontaria pare essere un problema comune su Toyota e Lexus degli ultimi dieci anni, visto che il governo degli Stati Uniti obbligo il marchio a pagare una sanzione di 1 miliardo e 200 milioni di dollari, la più elevata mai imposta fino ad allora.

Tuttavia non soltanto i fabbricanti di auto, ma anche quelli di accessori furono al centro delle polemiche: Takata, un produttore di airbag giapponese, è responsabile della fabbricazione di milioni di airbag non a norma, montati su milioni di auto dei 10 marchi maggiori a livello mondiale. Estremamente sensibili all’umidità, questi airbag tendono a esplodere con eccessiva violenza, causando anche il volo di frammenti di metallo e la fuoriuscita di sostanze tossiche nell’abitacolo. Secondo stime, sarebbero ancora circa 30 milioni i veicoli con a bordo airbag difettosi. Lo scandalo Volkswagen è sì comparso su tutte le testate giornalistiche per il numero di veicoli coinvolti, ma di certo non è il più grave scandalo della storia dell’auto. Impossibile prevedere quali altri segreti verranno a galla nei prossimi anni. E nel dubbio, forse è meglio passare alla bici.

Redazione Stato Quotidiano

Scandali nel settore auto: Volkswagen non è un caso isolato ultima modifica: 2015-10-14T12:47:40+00:00 da Redazione



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