Manfredonia
Cosi da far partire l’indagine vera e propria nell’anno venturo

Studio epidemiologico Manfredonia, a dicembre protocollo definitivo

Dal lavoro complesso e delicato realizzato quest’anno dai ricercatori e dal Coordinamento, traspare chiaramente un’immagine dello studio definibile neutrale, completa e (per una volta) scevra da interessi secondari


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Manfredonia. SI è chiusa in giornata la prima fase dello studio epidemiologico commissionata da CNR, Comune e Asl/Fg sullo stato di salute dei cittadini di Manfredonia: stamani, presso il Centro di Salute Mentale “Alda Merini” i ricercatori hanno incontrato la stampa per spiegare caratteristiche e contenuti della bozza del protocollo della ricerca, che sostanzialmente definisce obiettivi, metodi e modi in cui la ricerca sarà effettuata. La sua realizzazione è stata resa possibile anzitutto grazie al dialogo costante dei ricercatori con i membri Coordinamento locale del Progetto di studio Ambiente\Salute Manfredonia, appositamente formatosi per lo studio epidemiologico. Tra i membri del Coordinamento spiccano figure storiche per la lotta all’Enichem nella nostra città come Rosa Porcu, attivista dell’associazione cittadina Biancalancia, e Silvio Cavicchia, sociologo con l’hobby del giornalismo che spesso scrive in alcune testate del territorio; non bisogna però dimenticare il lavoro della restante parte del Coordinamento, rappresentato da semplici cittadini, interessati soprattutto alla ricostruzione dei danni causati dal petrolchimico e da desiderio e la voglia di ricostruire una memoria storica nella nostra città, grazie alla formula della ricerca partecipata.

Un contributo altrettanto utile è stato fornito dai trecento questionari raccolti in questi mesi, in cui si chiedeva ai cittadini quali aspetti dovevano essere ritenuti più importanti nella ricerca.

Dall’immagine ampiamente descritta stamane dal Prof. Biggeri e della Prof. Bigotti, traspare una dimensione ampia e completa della bozza di protocollo, che terrà in considerazione non solo l’aspetto sanitario, ma anche l’impatto ambientale della fuoriuscita di anidride arseniosa del ’76.

Prima di tradursi in ricerca reale, la bozza di protocollo sarà analizzata da un pool esterno alla ricerca (tra cui spicca il nome del Dott. Portaluri, l’oncologo che combatte assieme a Nicola Lovecchio il cancro dell’operaio e che si impegnò in prima fila nella denuncia dei danni apportati dal colosso Enichem), che oltre a garantire una maggiore trasparenza, potrà apporre delle modifiche e delle integrazioni, al fine di realizzare uno studio che sia veramente completo. La presentazione del protocollo definitivo avverrà quindi a Dicembre, e cosi da far partire l’indagine vera e propria nell’anno venturo.

Dal lavoro complesso e delicato realizzato quest’anno dai ricercatori e dal Coordinamento, traspare chiaramente un’immagine dello studio definibile neutrale, completa e (per una volta) scevra da interessi secondari, a dispetto di chi definisce questa esperienza come “utile ed interessante per pochi”, e attribuibile ad “interessi politici particolari”. Ma sappiamo bene di quale tipo di giornalismo stiamo parlando: a fare queste critiche sembrerebbero gli stessi che quaranta anni fa lodavano l’Enichem come strumento di sviluppo. E sappiamo come è andata a finire.

(A cura di Mario Valente – mariovale92@gmail.com)

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FOCUS
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Focus progetto
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VIDEO PRESENTAZIONE PROGETTO, PRECEDENTI INCONTRI E LE INTERVISTE


VIDEO CONFERENZA PRESENTAZIONE PROGETTO 06.02.2015

Redazione Stato Quotidiano@riproduzioneriservata

Studio epidemiologico Manfredonia, a dicembre protocollo definitivo ultima modifica: 2015-10-14T16:02:02+00:00 da Redazione



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