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Puglia, calo incidenti ma rischio continuo: nel 2008 vittime 648 pedoni

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Novembre 2009
Capitanata //

incidentistradaliBari – “IL 7,8% di morti in meno sulle strade italiane nel 2008 è un risultato incoraggiante, ma inferiore alle nostre attese. Con questo trend sarà impossibile raggiungere l’obiettivo fissato dalla UE di ridurre del 50% le vittime della strada entro il 2010”. Così Sandro Salvati, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, commentando la pubblicazione dei nuovi dati ACI-Istat che analizzano lo stato dell’incidentalità stradale in Italia nel corso del 2008. E aggiunge: “Oggi, possiamo dire che 400 persone in più rispetto allo scorso anno sono tornate dalle loro famiglie, ma questo risultato non deve assolutamente fermare la nostra battaglia. Il  nostro pensiero, in questo momento, deve andare a quelle 4.731 persone che non torneranno più a casa, a quelle migliaia di familiari e amici che proprio domenica ricorderanno i loro congiunti, nella giornata mondiale dedicata a coloro che hanno perso la vita sulla strada. Questo pensiero deve motivarci a proseguire con sempre maggiore determinazione la nostra lotta all’incidentalità, affinché ogni anno siano sempre meno le persone da ricordare in questa ricorrenza.” Per i dati pubblicati stamane: 400 morti in meno sulle strade italiane nel 2008 rispetto all’anno precedente, anche se va considerato che nel 2007 i morti erano stati 538 in meno e quindi la diminuzione c’è, ma rallenta. Analogo trend per le statistiche ACI-Istat circa gli incidenti e feriti denunciati che diminuiscono rispettivamente del 5,2% e del 4,6%, ma complessivamente il giudizio sullo stato dell’incidentalità stradale in Italia non cambia: siamo ancora in piena emergenza.Infatti, a differenza di ACI-Istat, le Compagnie di Assicurazione registrano il numero totale di incidenti e feriti nell’anno sulle strade italiane che per il 2008 sono 3.700.000 con quasi un milione di feriti (Fonte: ANIA, 2008).  Analizzando i dati pubblicati, emergono delle zone a maggiore criticità, come evidenzia l’incidentalità stradale registrata nelle aree urbane. Basti pensare che all’interno delle nostre città si registrano il 43,9% delle vittime della strada (2.076 morti). Ciò è dovuto in particolar modo all’inadeguatezza e alla scarsa manutenzione della rete stradale italiana, rispetto alla densità di percorrenza dei veicoli che essa deve accogliere quotidianamente. Ma anche l’inciviltà dei conducenti è corresponsabile dell’elevata mortalità che si registra sulle strade cittadine. Altalenanti i risultati rilevati nella Regione Puglia, che registra 353 morti (-3,5 %) e 20.259feriti (+3,1%) , mentre sono pessimi  quelli  relativi alla Provincia di Bari, dove ci sono stati 121 morti (+10%) e 9.383 feriti (+10,5%) per incidente stradale. Nel 2008 si è, invece, registrata una flessione dell’incidentalità nella città di Bari, con 20 morti (-16,6%) e 3.475 feriti (+0.14%).“I comportamenti scorretti al volante, in primis la guida distratta, sono i maggiori responsabili della strage che ogni giorno si consuma sulle nostre strade – spiega Salvati -. Le utenze deboli sono le principali vittime della mancanza di ‘civicness’ di chi guida in modo incosciente. E’ inaccettabile che 648 persone che passeggiavano tranquillamente sulle nostre strade abbiano perso la vita per il comportamento scriteriato e superficiale di qualcuno: un esempio su tutti, chi si mette al volante telefonando con il cellulare oppure inviando sms. E’davvero triste constatare che, rispetto ad un decremento complessivo della mortalità sulle strade, si sono registrate addirittura 21 vittime in più tra i pedoni, categoria che rappresenta il 13,3% delle vittime della strada.” Approfondendo ulteriormente l’analisi, si riscontra una flessione del 33% della mortalità stradale rispetto al 2000 – quando si registravano 7.061 vittime di incidenti stradali – ma l’Italia si trova ancora ben lontana dal raggiungere l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea: dimezzare i morti da incidente stradale entro il 2010. Va sottolineato che il decremento percentuale delle vittime registrato dal nostro Paese è al di sotto di quello che si è verificato nei più importanti Paesi Europei (Francia: -47,1%, Spagna: -46,3%, Germania: -40,3%). “Come Fondazione delle Compagnie di assicurazione stiamo investendo in questo più del sistema pubblico – conclude Salvati – Chiediamo al Governo di destinare risorse adeguate all’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine e alle iniziative tese a creare una reale cultura della civiltà su strada in Italia.”

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