La solidarietà del PD – Tommaso Pasqua, responsabile del dipartimento politiche sociali – alle vittime dell’aggressione avvenuta a Manfredonia
Manfredonia – “LA battaglia civica e politica per il rispetto del diritto a vivere liberamente la propria sessualità deve essere sostenuta dalle istituzioni, a qualunque livello, con l’adozione di atti formali di condanna dell’omofobia”. E’ la proposta avanzata da Tommaso Pasqua, responsabile del dipartimento Politiche sociali del PD di Capitanata, per “condannare con fermezza e favorire la prevenzione di odiosi episodi di intolleranza come quello verificatosi a Manfredonia nei giorni scorsi”.
“Esprimiamo solidarietà umana e civica alle vittime della violenza ed ai loro familiari al fianco dei quali non abbiamo alcun imbarazzo a schierarci, convinti come siamo della necessità di affermare e praticare i principi costituzionali che costituiscono il fondamento del nostro vivere comunitario”, dice Pasqua nella nota.
“Purtroppo, cadute di stile come quella del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (all’inaugurazione del Salone del ciclo e motociclo a Milano, “meglio appassionato di donne che gay”, ndR) – dice Pasqua – non aiutano chi è impegnato a sradicare il conformismo becero e gli odiosi luoghi comuni di cui sono vittime gli omosessuali – conclude l’esponente del Partito Democratico – ma questo deve indurre a moltiplicare gli sforzi per affermare i diritti individuali di ciascuno di noi”.
L’AGGRESSIONE, L’IDENTIFICAZIONE DELL’AUTORE DEL GESTO DA PARTE DEL COMANDO COMPAGNIA DEI CARABINIERI DI MANFREDONIA – Nel frattempo è stato già identificato il presunto responsabile delle aggressioni e minacce ai danni di una giovane coppia omosessuale di Manfredonia. Nella serata del 12 novembre i carabinieri del Comando Compagnia di Manfredonia, a conclusione di attività d’indagine, hanno infatti identificato un 18enne del luogo, classe 1992, ritenuto il presunto responsabile delle aggressioni, minacce, con conseguenti escoriazioni ai danni di uno dei due giovani aggrediti qualche giorno fa a Manfredonia.
I FATTI – Nella notte tra lo scorso sabato e domenica , una coppia omosessuale, di 2 giovani di circa trent’anni, era stata avvicinata ed aggredita da un ragazzo, all’altezza di via Aldo Moro, nei pressi di un noto bar cittadino. Il ragazzo avrebbe dapprima insultato la coppia, che sicuramente conosceva, per poi avvicinarsi e continuare con gli scherni. Qui la reazione dell’altro ragazzo di fianco al compagno insultato. In seguito, lo scontro fra il giovane 18enne e uno dei due trentenni con escoriazioni subite dallo stesso, successive alle minacce e agli insulti.
Nel momento dell’aggressione il 18enne sarebbe stato in compagnia di un gruppo di amici che da lontano avrebbero addirittura “incitato” il giovane nella sua censurabile azione. Questo mentre uno dei due trentenni, costituenti la coppia omosessuale aggredita, avrebbe chiesto al ragazzo di essere “lasciati in pace”. In seguito lo scontro fisico fra i due ragazzi.
I carabinieri del Comando Compagnia di Manfredonia, dopo una serie di ricerche nel territorio, partendo dalle tracce in loro possesso (parziale descrizione del ragazzo aggressore, fornita dalla vittima, nonostante la difficoltà nell’identificare un 18enne incesurato locale) sono riusciti ad identificare il giovane aggressore nonostante la consueta mancanza di collaborazione da parte della comunità di Manfredonia. Nonostante l’ora, nonostante la possibile presenza di altri testimoni, nessuno del luogo avrebbe infatti collaborato con i carabinieri di Manfredonia, neanche sotto forma anonima.
SOLIDARIETA’ DEL SINDACO RICCARDI – La persona offesa ha sporto querela nei confronti del 18enne, che per ora sarebbe stato denunciato per l’aggressione commessa. Il ragazzo è incensurato e avrebbe già terminato gli studi. Nei giorni scorsi anche il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, aveva stigmatizzato l’accaduto, attraverso una nota stampa, riprendendo moniti e appelli già comunicati a livello nazionale. “Paradossale che l’aggressione sia avvenuta a Manfredonia, nella città di cui vanto sempre il clima di accoglienza e solidarietà. Nella città che amo perché porto di mare e terra di passaggi, viva proprio perché pregna di culture differenti e variegate, dove la diversità è un valore aggiunto” , ha detto il sindaco.
“Questo intollerabile atto di omofobia, che ha visto calpestati i diritti di due cittadini e violata la loro libertà, proviene da insulsi pregiudizi e da profonda ignoranza, un attentato alla convivenza civile che non ammette scusanti. Non ci sarà tolleranza per simili discriminazioni, e voglio augurarmi di non aver più bisogno di alzare la voce in difesa di persone oltraggiate, qualunque sia il motivo: comportamenti che ledono le libertà fondamentali dell’individuo e danneggiano l’immagine della nostra città non avranno mai alcuna comprensione”.
“Del resto – aveva detto il sindacoi – ascoltando Roberto Saviano a ‘Vieni via con me’, ho allegramente scoperto di essere omosessuale o, se preferite, potete usare uno dei tanti sinonimi elencati da Nichi Vendola durante quella trasmissione. Eh sì, perché mi lavo decisamente più di due volte a settimana e, da quando mi sono messo a dieta, vado avanti a cibi bio, bevande light e dolcificanti; uso il pigiama e d’estate, in spiaggia, mia moglie mi riempie di crema solare a protezione 50, altrimenti mi ustiono”, aveva concluso il sindaco nella nota.
“MANFREDONIA DICE NO ALL’OMOFOBIA”, PROTESTE E SOLIDARIETA’ DEI RAGAZZI DEL LUOGO – Ma cosa si intende per omofobia. L’omofobia può essere definita come una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), basata sul pregiudizio ed analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. Con il termine “omofobia” quindi si indica generalmente un insieme di sentimenti, pensieri e comportamenti avversi all’omosessualità o alle persone omosessuali.
STRISCIONE DI PROTESTA SUL LUOGO DELL’AGGRESSIONE – Subito dopo l’aggressione subita dalla giovane coppia omosessuale di trentenni, è nato un gruppo spontaneo a Manfredonia, di ragazzi e cittadini che hanno subito manifestato in segno di protesta attraverso Facebook ma anche esponendo uno striscione con scritta in rosso eloquente: Manfredonia dice no all’omofobia. “La rabbia di questa situazione non si esprime con le parole,ma con i gesti”, commenta Barbara, una ragazza del luogo. Diversi i passanti che si sono fermati per osservare lo striscione. Qualcuno è rimasto immobile a guardarlo per alcuni minuti, altri chiedevano addirittura cosa fosse l’omofobia, altri ancora hanno guardato velocemente la dicitura impressa dal gruppo di ragazzi di Manfredonia per poi continuare nel loro cammino.
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