“Investire in armamenti costosi – osserva Paradiso – mentre si tagliano le risorse necessarie a far funzionare al meglio il comparto Sicurezza e Difesa non rende un buon servizio alla collettività che deve fare i conti con carenze di organico che determinano una risposta in termini di sicurezza sul territorio sempre minore.”
“Sul fronte della Sicurezza, sempre più spesso – continua Paradiso – il cittadino che chiama il 112 o il 113 assiste ad un rimpallo tra polizia e carabinieri, entrambi a corto di uomini, auto e benzina, mentre per quanto riguarda la Difesa mandiamo a casa giovani soldati addestrati – moltissimi dei quali anche reduci da missioni all’estero – perchè si è a corto di fondi.”
“Si fa un gran parlare di un esercito di professionisti ma allo stato attuale le nostre punte più avanzate sono costituite da personale precario al quale, dopo aver rischiato la vita all’estero, viene negata persino l’opportunità di riversare all’interno della compagine il patrimonio di esperienza accumulato. Se poi a questo aggiungiamo una politica retributiva nei confronti del personale non certo esaltante, la prospettiva futura non è certo delle migliori.”
“La politica dei tagli indiscriminati agli organici se non accompagnata da una seria e mirata gestione delle risorse disponibili rischia di consegnare alla collettività un comparto Sicurezza e Difesa plasmato su un modello propagandistico che punta più sull’immagine che sulla concretezza e sull’efficienza”. “Con le somme risparmiate dalla chiusura o dal forte ridimensionamento dei programmi di acquisizione di nuovi armamenti – da effettuare in tempi migliori – si dia subito inizio ad una fase nuova con la quale procedere a nuove assunzioni nel comparto Sicurezza, stabilizzare il fenomeno del precariato militare allo scopo di fermare l’emorragia di professionalità e il mantenimento qualitativo dei mezzi a disposizione, molti dei quali fermi nelle basi a causa della mancanza di pezzi di ricambio. Amministrando bene i risparmi c’è anche spazio sia per quegli investimenti che assicurano un adeguato livello di sicurezza del personale che opera in condizioni di elevata pericolosità sia per una politica retibutiva che compensi adeguatamente la specificità delle mansioni svolte dalle donne e dagli uomini in uniforme”.
Redazione Stato




Volantinaggio presso il TAR Piemonte e l’Ordine dei Giornalisti.
Roma, 10 gen – Militari e Polizia di nuovo in piazza. Dopo la manifestazione del 2 dicembre davanti il ministero della Difesa e il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, i militari insieme ai colleghi della Polizia di Stato manifesteranno a Torino il 13 gennaio prossimo. La manifestazione è organizzata dalle segreterie locali del Partito Sicurezza e Difesa e del Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia).
La manifestazione di protesta prevede due presidi: il Tar del Piemonte e l’Ordine dei Giornalisti.
L’evento è stato organizzato per sensibilizzare gli organi competenti sull’attuale situazione di oscuramento dei diritti dei dipendenti pubblici del comparto Difesa e Sicurezza.
In particolar modo si intende portare a conoscenza l’opininone pubblica, mediante un presidio con attività di volantinaggio, delle oscure manovre poste in essere da alcuni vertici militari con il beneplacido di parte della dirigenza politica delle FF. AA., i quali vorrebbero, attraverso mistificazioni e diaboliche interpretazioni del dettato normativo, svilire se non addirittura annullare i diritti politici che la Costituzione e le leggi attribuiscono anche a chi indossa una uniforme.
Ad esempio, sebbene il precedente ordinamento prevedesse, conformemente al dettato costituzionale, che il militare, fuori dal contesto di servizio e in abiti civili, potesse esercitare liberamente il diritto di svolgere attività politica, sia nella forma passiva che attiva (così come anche il nuovo ordinamento militare, entrato in vigore il 9 ottobre di quest’anno) come sancito dall’art. 49 della Costituzione, alcune gerarchie militari e parte dell’entourage politico della Difesa si ostinano a non riconoscere di fatto ciò che invece è previsto dalla legge e, anzi, continuano a perseguire alcuni militari ma solo quelli che, stranamente, non sono dello stesso colore politico del Ministro della Difesa.
L’aspetto più grave della discriminazione politica in atto, perché di questo si tratta, è che finora soltanto alcuni membri del PSD sono stati perseguiti per aver esercitato questo sacrosanto diritto costituzionale, mentre altri militari, per esempio del PDL di cui guarda caso uno dei coordinatori a livello nazionale si identifica nell’attuale Ministro della Difesa, non sono stati nemmeno presi in considerazione dalle autorità gerarchiche che invece sono state inflessibili, secondo un protocollo ed ordine di batteria, nei confronti dei responsali del PSD.
Pur essendo alle prime avvisaglie anticostituzionali, ad opera di alcuni settori della P.A. sarà adesso l’organo giurisdizionale, come sempre, che farà certezza del diritto e si conta proprio nella Giustizia Amministrativa, adesso adita, che il 13 potrà riaffermare, in modo incontrovertibile, l’attribuzione dei diritti costituzionalmente previsti e tutelati anche per i cittadini in uniforme.
Il 13 si manifesterà unitamente al Coisp poiché, anche se in maniera molto più blanda, pure il comparto Sicurezza risente indirettamente di tale nefasta azione portata contro i militari; infatti esiste un altro caso in cui si è tentato la medesima via anticostituzionale per limitare i diritti di alcuni appartenenti alla Polizia di Stato in Lombardia.
Come il 2 di dicembre a Roma, anche adesso il 13 di Gennaio, a viso scoperto senza timore alcuno, il PSD in collaborazione con il Coisp, sarà a Torino per garantire i diritti fondamentali del cittadino in uniforme e per riaffermare un principio di legalità costituzionale che si tenta di sopraffare nel maldestro tentativo di mantenere uno stato d’ignoranza della base a favore dei privilegi di alcuni vertici, ormai asserragliati dentro le loro sfere di cristallo pronte a scoppiare al primo urto delle corretta informazione e delle coscienze dei singoli.