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ROTICE STORY Giunta Rotice, Rinaldi: “Cronistoria di una consiliatura mai effettivamente decollata”

"I cittadini avrebbero meritato la trasparenza delle azioni amministrative, non quella degli insulti"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Novembre 2023
Manfredonia // Politica //

MANFREDONIA (FOGGIA) – “In una città in cui la memoria è più labile di quella a breve termine degli scimpanzè (dimostrato scientificamente essere pari a 20 secondi), è opportuno ripercorrere alcune tappe del percorso molto accidentato dell’ultima consiliatura, al fine di valutare se Rotice sia stato davvero “tradito”, come dolorosamente afferma insieme ai suoi fedelissimi, oppure se la sua esperienza era giunta alla fine per implosione, già parecchio tempo prima considerando tutti gli eventi che si sono succeduti.

La giunta Rotice, parte in apnea già dai primi vagiti, con l’acquisizione dei finanziamenti regionali relativi al progetto “Strada x Strada; finanziamenti utilizzati solo grazie ad una specifica deroga (i termini del bando erano scaduti) che ha consentito al Comune di Manfredonia di rifare il manto stradale di alcune strade cittadine totalmente dissestate.

La prima patata bollentissima, con relativa pessima soluzione sia dal punto di vista dell’insoddisfazione dei cittadini sia della figura barbina a cui sono stati sottoposti tutti i consiglieri di maggioranza, è stata quella dei parcheggi a pagamento; dopo infiniti dibattiti velenosi e dopo le dichiarazione di voto di tutti i consiglieri di maggioranza, dal capogruppo Vincenzo Di Staso in giù, nelle quali si affermava che “il contratto non poteva IN NESSUN MODO essere toccato, pena pesanti conseguenze economiche per il Comune”, il sindaco Rotice sbugiarda tutti, dichiarando pubblicamente la modifica parziale del contratto, con alcune zone della città – in particolare, il mercatino di Santa Restituta ed il cimitero – che avrebbero goduto di tariffe molto agevolate, al pari della totale gratuità riservata ai residenti delle cosiddette “case marinare”.

Nemmeno il tempo di respirare e la battaglia riprende, prima con le aspre polemiche relative al “carnevale estivo” condita dalla ciliegina del Malgioglio in playback e poi, in maniera ancor più cruenta, con la dis-organizzazione della Festa Patronale 2022 dove, per la prima volta nella secolare tradizione sipontina, i festeggiamenti non si sarebbero svolti in Piazza Duomo ma “altrove” (stranamente, quest’anno è tornato tutto come è sempre stato e l’inaffondabile Orietta Berti si è esibita, in stile karaoke, laddove una volta battevano il tempo con molta rumorosità i venditori di torrone che tanto fecero imbufalire il grande Fabio Concato)

Primo anno di Rotice terminato qui? Manco per niente!

La maledizione del Titanic colpisce anche la nostra città e, dopo le splendide luminarie del 2021, la gestione delle stesse per il 2022 porta ad una spaccatura violenta non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche all’interno della città; con i commercianti dell’associazione “Io Sono partita Iva”, finanziatori dell’evento, che promettono di raccontare alla cittadinanza tutte le vicende relative alle autorizzazioni richieste (?) tramite una conferenza stampa aperta al pubblico.

Tuttavia, della conferenza stampa non si è saputo più nulla e, a distanza di un anno, la città attende di sapere come sono andate effettivamente le cose: le autorizzazioni erano state regolarmente richieste oppure lo sciagurato “NON TE ‘NGARECANNE” in questa circostanza non ha funzionato?

Al netto di tutto questo, era abbastanza evidente lo scontro di potere in corso tra coloro che erano stati eletti democraticamente ed una parte di commercianti che cercavano di occupare spazi di manovra oltre il consentito.

E mentre la città si dibatte tra Titanic sì – Titanic no, con diverse mamme in totale depressione nel vedere i loro pargoli tristi perchè “senza luminare non avrebbero sentito il calore e la magia del Natale, deflagra a livello nazionale la questione delle case popolari occupate abusivamente, con il risultato di ritrovarsi in casa le telecamere delle reti Mediaset (ci fanno letteralmente a pezzi) le quali, tra gli occupanti abusivi, mettono in vetrina la figlia di un ex assessore del passato. Risultato? Ulteriore discredito alla già scarsa immagine di una città totalmente allo sbando.

Miramare. Rotice: "Aspetto una risposta da Di Benedetto, non c'è più tempo da perdere"
Miramare. Rotice: “Aspetto una risposta da Di Benedetto, non c’è più tempo da perdere”

Ora, mentre stavamo ancora assaporando ancora il delizioso retrogusto di squisiti calzoncelli, il 2023 parte con la prima, grande defezione della giunta Rotice; infatti, l’ex sindaco (23 gennaio) defenestra il suo uomo di punta, l’assessore Avv. Salvemini, ovvero il recordman di preferenze delle ultime elezioni, colui che rappresentava oltre il 23% di tutto il partito e quasi il 10% dell’intera coalizione e che, con i suoi 700 voti, aveva trascinato con sé la giovanissima Giovanna Titta fino alla Presidenza del Consiglio Comunale.

Ma la detonazione più devastante per la coalizione di Gianni Rotice si verifica solo sei giorni dopo (29 gennaio) quando, alle elezioni provinciali, avviene lo strappo più profondo – non più rimarginatosi – tra l’ex sindaco e gli alleati di Forza Italia, a causa dell’appoggio di Rotice ad un candidato della Lega diverso da quello supportato da Forza Italia e Fratelli d’Italia che ha, di fatto, consegnato la provincia nelle mani del sindaco di Vieste, Nobiletti.

La frattura diventa quasi insanabile tra Rotice ed i due alleati di centro-destra, dato che Fratelli d’Italia chiede ufficialmente all’assessora al Welfare Avv. Pennella di dimettersi dalla giunta, pena l’espulsione dal partito stesso; ma l’avv. Pennella, nonostante sia stata nominata assessora grazie proprio a FdI, fa spallucce e si dichiara fedele al suo sindaco. Dall’altro alto, Forza Italia, tramite una pesante invettiva rilasciata “urbi et orbi” dalla consigliera Rinaldi Liliana, fa arrivare un messaggio forte e chiaro di totale dissenso alla giunta Rotice rispetto al suo voltafaccia delle provinciali.

Ancora quattro giorni (2 febbraio) e l’ex assessore Salvemini dà ulteriore fuoco alle polveri tramite una conferenza stampa, durante la quale rilascia dichiarazioni pesantissime in merito all’appalto milionario relativo all’illuminazione pubblica; dichiarando, ad esempio, che le comunicazioni di CNS e Elettrogas srl (concorrenti di Engie S.p.A.) “sono scritte dalla stessa mano”, nonchè “comunicazioni intimidatorie” e, più avanti, dichiarerà che “alle riunioni di coalizione partecipano persone che non sono legittimate a farlo ed il sindaco glielo consente” e, cosa più inquietante, chiede ai presenti di non domandargli nulla in merito perchè “Dovrò riferirlo all’autorità competente che, mi auguro, dovrebbe già aver aperto un fascicolo, perché la NOTIZIA DEL REATO dovrebbe già essere arrivata a destinazione”.

Parole di una gravità assoluta che sembrerebbero mettere la parola fine all’avventura di Rotice; ma, né dalla procura né dalla prefettura arrivano segnali negativi, per cui l’ex sindaco undici giorni dopo l’infuocata conferenza del suo ex uomo di punta (13 febbraio), nomina assessora in sostituzione dell’avv. Salvemini una vecchia conoscenza del PD, Lucia Trigiani, nel frattempo eletta tra le fila della civica Strada Facendo in ottava posizione.

Manco il tempo di prendere confidenza con lo scranno assessorile che, meno di due mesi più tardi, scoppia un nuovo scandalo legato alle case abusive di Siponto che vede protagonista in prima persona proprio la neo assessora la quale, anche a causa delle telecamere nazionali ripiombate nella nostra città (con annessa tempesta mediatica) il 28 aprile, obtorto collo, è costretta a dare le dimissioni.

L’estate passa velocemente, non senza ulteriori polemiche relative ad una programmazione estiva partita molto in ritardo e alquanto scarna.

Il giorno successivo alla conclusione dei festeggiamenti della Festa Patronale, il gruppo di Forza Italia chiede che si tenga con urgenza una verifica di maggioranza da tenersi entro martedì 5 settembre; Gianni Rotice, per tutta risposta, domenica 3 settembre revoca la delega al giovanissimo vice- sindaco Giuseppe Basta, dando la stura al passaggio all’opposizione del principale partito della sua coalizione che porta, di fatto, l’assise consiliare ad una situazione di stallo messicano: 12 consiglieri di maggioranza e 12 di opposizione.

Ciò che si è verificato successivamente è storia recente, dalle gite fuori porta a San Marco in Lamis per firmare un primo tentativo di disarcionamento che va a vuoto dopo 60 km avanti e indietro, una notte insonne condita da pressanti e infuocati messaggi WhatsApp in stile Sirene di Ulisse, soprattutto per l’imprevedibile dietro-front del capogruppo di Forza Italia (si scoprirà successivamente non essere nemmeno in possesso della tessera di quel partito, ma di quella dell’alleato FDI…); fino all’ atto finale che ha messo la parola fine sul primo mandato a governare della storia affidato al centro-destra, grazie alla firma fondamentale della consigliera Delle Rose, eletta nella lista civica “Io voto Gianni”, inequivocabilmente legata all’ex sindaco.

Tommaso Rinaldi Fonte: facebook

I cittadini avrebbero meritato la trasparenza delle azioni amministrative, non quella degli insulti.

Avrebbero voluto sapere quanto si è incassato con la tassa di soggiorno e con le soste a pagamento, non chi ha pagato l’affitto o la campagna elettorale di questo o quell’altro candidato. Avrebbero voluto sapere che fine hanno fatto i finanziamenti previsti per l’immobile dell’ex Istituto Tecnico Nautico e del rifacimento della storica via di Corso Roma, non delle accuse (pesantissime) ad ex consiglieri tacciati di compravendita.

Sono solo due esempi, tra altre decine, sui quali si dovrebbe discutere seriamente; dallo stato dell’arte della zona Comparti, allo stato di abbandono degli ipogei Capparelli; dalla situazione infrastrutturale della “nuova” area industriale, ancora senz’acqua, alle dinamiche ASE; fino ai rapporti di forza con Demanio, Capitaneria di Porto, ASI e Autorità Portuale e via dicendo.

L’auspicio è che qualcuno convinca Gianni Rotice quantomeno a terminare questa rissa politica permanente che va avanti oramai da due anni e che sta raggiungendo livelli di velenosità mai toccati in precedenza; se ritiene di essere stato “tradito” e di avere ancora dalla sua parte la maggioranza della popolazione, può fare una cosa molto semplice: ricandidarsi.

Le altre fazioni in campo, sia esso “largo”, “giusto” o “di sguincio”, evitino di giocare a Risiko e si preoccupino di presentare la loro idea di futuro della città, prima ancora che figure di rilievo e competenti che possano ridare slancio e onorabilità ad una Manfredonia moralmente ed economicamente sventrata dagli ultimi cinque anni di nulla cosmico.

Vero è che i rappresentanti del centro- destra si sono dimostrati totalmente inadeguati a gestire la città, dopo averne agognato da sempre di poterla guidare, ma questo non deve portare a pensare che la città sia ormai in mano alla “gioiosa macchina da guerra”; chiunque si cimenterà si preoccupi di dare la possibilità a noi cittadini di votare persone DEGNE e non ricattabili e, soprattutto, che siano in grado di proporre una visione di città al passo con il prossimo futuro, indicando quali obiettivi raggiungere per aumentare il benessere collettivo in modo più ampio.

Altrimenti, il rischio è che alle prossime amministrative si presenti a votare il 20% della popolazione. Forse…”.

A cura di Tommaso Rinaldi

6 commenti su "Giunta Rotice, Rinaldi: “Cronistoria di una consiliatura mai effettivamente decollata”"

  1. bravo rinaldi , condivido in pieno il tuo pensiero, in questo paese ci sono dei codardi che pensano che tutta la gente sia ricattabile o comprabile da gente spudorata e meschina, speriamo che dopo questa bruttissima esperienza i partiti sia di destra che di sinistra cerchino di trovare un profilo possibilmente unico che possa rappresentare tutta la citta. possibilmente non con interessi personali

  2. Carissimi politici tutti, sappiate una cosa: Manfredonia non ha mai avuto una formazione politica coerente e valida per affrontare i tantissimi problemi della città. Chi si è presentato su palazzo San Domenico, l’ obbiettivo di essi è stato solo quello dei propri interessi e quelli del partito appartenente. E che dire di chi ci rappresentava a Roma, mai una azione valida per Manfredonia, di valido c’è stato solo un poltronismo vergognoso e basta.
    Sono anni che Manfredonia aspetta una rinascita vera, ma, purtroppo, se mancano politici veri e preparati, non si va da nessuna parte. Siamo destinati a perire nel vuoto e nell’ irresponsabilità che ci offrono i nostri politici. È vero che molti speravano in questa amministrazione comunale neofita, ma quando manca una preparazione alla base di una missione, i frutti sono quelli che noi tutti abbiamo visto e cioè il nulla. Non ci resta che affidarci al buon Dio, il quale, attraverso la Sua bontà, faccia emergere nella politica, quel bene comune che tanto manca. Buona vita a tutti.

  3. L’unica via di uscita è il Commissariamento a vita x Manfredonia. Le elezioni non servono a nulla, i mostri famelici sono sempre li magari anche da dietro le quinte a muovere i burattini.

  4. Beh però chi non ha peccato al famoso ballottaggio permettendo la vittoria di Rotice Tommaso Rinaldi non ti senti un po in colpa per non citare qualcun’altro adesso smettiamola di parlare di questi altrimenti li facciamo diventare famosi.

  5. Buonasera, mancano pochi mesi alle prossime elezioni, ho deciso di non andare più al voto essendo disgustato da tutto e tutti. L’amico che ti propone di votare il candidato integerrimo che ama Manfredonia, il parente o il conoscente che magari non si degna manco di salutarti per strada e come per magia inizia a sorriderti a corteggiarti affinché lo voti o voti il figlio, la figlio, lo zio, la, zia, il nipote.. tutti i galoppini al servizio dei soliti burattinaio che da decenni decidono le sorti di Manfredonia trascinandola nel disastro…nell’onta, nel ridicolo, nel grottesco.. non fatevi ingannare.. il voto è solo un grandissimo inganno, perché viene deciso tutto a tavolino dai burattinai..tutto cambi affinché nulla cambi.

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