Musica

Punk Road in Cina, note di un viaggio senza limiti (VIDEO)


Di:

Smegma Riot (ST)

Manfredonia- NELLA home del sito degli Smegma Riot si narrano gli albori di questa band itinerante, affamata di incontri e di musica. E così inizia la storia: “Quando nel 2005 a Kunming (PRC), gli Spermatozeus, decidono di sciogliersi, con un’ultima leggendaria performance, Adios Amigos, a Lucio ed Eddy, due spiantati di professione, non resta altro da fare che rimboccarsi le maniche e continuare sul sentiero precedentemente tracciato, cercando nuovi musicanti. Pippo Papozzi, maestro di chitarra e di cattive abitudini, era ad elemosinare chincaglieria agli angoli delle strade cinesi. Non appena lo videro, in quello stato di bisogno, gli affidarono una chitarra e ripresero a macinare chilometri e polvere nelle peggiori bettole dello Yunnan. Nascono cosi’ gli Smegma Riot”. Il viaggio continua tra le pagine del libro “Punk road in Cina” e Lucio Cascavilla narra a Stato l’alchimia delle sensazioni, le note di una musica ancora tutta da scoprire e da comporre.

SQ- Punk Road in Cina è un diario di bordo, un viaggio non solo geografico, ma che parte dall’interiorità dell’uomo in cerca di nuove frontiere. Quali i presupposti e gli orizzonti attraversati
LC– Il presupposto principale del tour è stato il gruppo. Eravamo un bel gruppo coeso di persone che sapevano divertirsi ma anche scommettere insieme. Il tour è stato una scommessa contemporaneamente vinta e persa. Certi orizzonti sembravano allontanarsi mentre più o meno inconsapevolmente ne attraversavamo altri. Quali siano poi questi orizzonti è difficile dirlo visto che navighiamo in troppe direzioni contemporaneamente, alcune poi quasi antitetiche.

SQ- A Manfredonia solo il commercio cinese ha destato curiosità e allo stesso tempo grande stupore per la forza e le attività senza sosta di questi incomparabili lavoratori. Lo stile di vita è simile alle leggi di un formicaio: caricano le merci anche nei giorni festivi, la vita è un valore economico in sé. Quindi il senso della famiglia, delle relazioni sociali si esprimono solo attraverso il lavoro, al chiuso di un negozio. Le donne affidano i neonati di pochi giorni alle baby sitter italiane. La socializzazione è vissuta in questo unico circuito. Una visione contrapposta all’ Homo Ludens del quale scrivi?

LC– Dovrei parlare per oltre 2 ore. Io vivo in Cina. E mi sembra limitante giudicare una nazione-continente quale e’ la Cina solo attraverso il microcosmo manfredoniano che con ogni probabilita’ non e’ il centro del mondo. Il paragone cinese-formicaio mi sembra eccessivo. Perche’ in campagna, anche qui in Italia non si lavora anche la domenica? E non si discute ogni giorno del problema dei negozi aperti la domenica?

Anni fa, non si diceva (anche in Italia) che si aveva casa e bottega nello stesso posto? E se si andava a bussare la domenica pomeriggio ad un qualsiasi negozio che ci venivano negati i beni di prima necessita’? Il problema che poni in base a cio’ che vedi in questa piccola citta’ sono problemi macro-economici. Il senso della famiglia dei cinesi e’ molto vicino al concetto italiano di famiglia. Se pensi bene alle emigrazioni italiane nel continente americano del secolo scorso, gli italiani, cosi’ come i cinesi cercavano di raggrupparsi e di fare numero. Costruire uno stato al di la’ dello stato. Fare gruppo, senso di appartenenza e conservare le tradizioni delle terre d’ origine. In questo vedo molte similitudini con l’Italia e gli italiani.

La socializzazione non e’ vissuto in quell’unico circuito, solo perche’ vedi quell’aspetto. Non penso che sia interessante parlare in questa sede del modo di socializzare dei cinesi. Amano mangiare in compagnia, amano bere in compagnia, amano cantare e ballare in compagnia. Inoltre, l’Homo ludens sono io. E se da 8 anni continuo a fare musica in Cina significa che qualche affinita’ ci sara’, oppure no?

SQ- Socialismo, confucianesimo e seconda potenza mondiale sul piano del commercio internazionale. Come appare la Cina ai vostri occhi? Quali le sensazioni e gli episodi che hanno segnato il vostro viaggio?
LC– Anche questa e’ una domanda lunghissima, servirebbero almeno 3-400 pagine per poter dare una risposta. Vivo da 9 anni in Cina e prima di poter dare una risposta, bisognerebbe mettersi d’accordo sulle parole che usi. Socialismo di mercato, come viene adesso definita la Cina e’ un gigantesco ossimoro. Non so precisamente cosa significa.

La Cina e’ un paese-continente con tante, troppe specificita’ che sarebbe difficile analizzare in queste poche righe. Anche il concetto di confucianesimo cambia spesso nel corso degli anni, trasformandosi in neoconfucianesimo e adottando numerose varianti a seconda del luogo nel quale si sviluppa.

Non posso dirti come appare la Cina ai miei occhi. Perche’ il difficile mosaico, ancora incompleto, che ho composto nel corso degli anni non e’ cosi’ semplice da spiegare. Ti basti sapere che il mio rapporto con la Cina e’ quello che si ha con una vecchia amante. Alcuni giorni la ami. Altri giorni ti fa divertire, altri giorni ti indispone ed altri giorni la odi con tutte le tue forze e vorresti abbandonarla.

SQ- Chi sono gli Smegma Riot?
LC
– Gli SMEGMA RIOT sono un gruppo di amici che alla sera, dopo le convenzioni sociali e lavorative, si toglie la maschera e si diverte a suonare assieme e ad andare per zingarate. Gli Smegma Riot sono il piu’ grande gruppo rock vivente!

VIDEO



mariapia.telera@statoquotidiano.it

Punk Road in Cina, note di un viaggio senza limiti (VIDEO) ultima modifica: 2012-02-15T22:43:39+00:00 da Redazione



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