
I corsi di laurea delle professioni sanitarie prevedono il conseguimento, nel triennio accademico, di 180 crediti formativi universitari, di cui 60 devono essere conseguiti mediate tirocinio, che dunque riveste un carattere di una vera e propria materia di insegnamento in grado di far maturare la necessaria esperienza concreta nelle tecniche e nella manualità indispensabile per questo genere di attività terapeutica. Per questo la Fondazione “Centri di Riabilitazione Padre Pio” ha deciso di mettere le strutture dei suoi 25 presìdi (due residenziali: a San Giovanni Rotondo e Manfredonia; 23 ambulatoriali, che svolgono anche assistenza domiciliare, anche nei comuni viciniori), il proprio know-how e una rete di tutor a disposizione dell’Università di Foggia per accogliere gli studenti e seguirli nel loro percorso formativo.
Fr. Francesco D. Colacelli, ha evidenziato che «l’intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione, costituito completamente da frati cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, che rappresento anche come ministro provinciale, ha fortemente voluto questa collaborazione con l’Università di Foggia per proseguire il proprio percorso teso al raggiungimento della mission dei Centri, mettendo a disposizione un’esperienza ultra quarantennale nel campo dell’assistenza sanitaria e, in particolare, della terapia riabilitativa».
«La presenza nelle nostre strutture dei futuri professionisti sanitari – ha aggiunto fr. Francesco – avrà anche per le nostre realtà un effetto positivo perché rappresenterà uno stimolo al continuo aggiornamento e all’innovazione. Del resto a questo la Fondazione si è già preparata organizzando la Direzione delle professioni sanitarie e un Centro di formazione permanente, seguendo le indicazioni delle normative nazionali e regionali vigenti. Inoltre è stato stabilito che tutte le risorse disponibili e quelle che dovessero pervenire attraverso specifiche donazioni saranno destinate a potenziare la rete dei formatori e al continuo aggiornamento tecnologico delle attrezzature per consentire agli studenti di rendere il periodo di formazione non solo “spendibile” dal punto di vista accademico, ma soprattutto utile dal punto di vista dell’apprendimento e della futura attività».
Analoga soddisfazione è stata espressa dal dott. Pio Francesco Mischitelli, segretario generale della Fondazione, che ha ringraziato «il Rettore per l’attenzione e la disponibilità offerta» e ha evidenziato «gli sforzi che la Provincia religiosa dei Frati Cappuccini e la Fondazione stanno facendo e continueranno a fare a beneficio della preparazione professionale e della diffusione di una cultura sanitaria etica». «Ci auguriamo – ha concluso il dott. Mischitelli – che questi sforzi contribuiscano fattivamente a rendere la Fondazione sempre di più un faro per tutti i cittadini che cercano qualità e professionalità nei servizi sanitari, ma anche accoglienza e disponibilità».
«Il ruolo del tirocinio oggi è essenziale e anche la qualità dell’università si misura in base al numero e le caratteristiche dei tirocini – ha dichiarato il rettore dell’Università degli studi di Foggia il prof. Giuliano Volpe – l’ideale sarebbe arrivare ad un modello universitario in cui tutti gli studenti possano fare l’esperienza del tirocinio. Il vantaggio sarebbe reciproco: per gli studenti che apprenderebbero sul posto competenze e professionalità, e per le aziende che si contribuirebbe a far funzionare meglio. Oggi la piaga della disoccupazione e della mancanza di sbocchi lavorativi, fa sì che tanti giovani vadano a studiare altrove, – ha proseguito Volpe – non perché le altre università siano migliori ma perché, con il tirocinio, offrono prospettive maggiori di inserimento lavorativo. Il mio sogno è che in futuro, strutture, enti, aziende “adottino” alcuni studenti, questo spronerà i giovani ad impegnarsi nel loro praticantato e a sperare in una possibile e futura assunzione».
Redazione Stato


