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"Sono costate milioni di euro ai contribuenti"

SIA. Metta “Ancora ferme le 16 biocelle per impianto di biostabilizzazione”

La SIA non potrebbe procedere direttamente e autonomamente al collaudo e alla messa in atto perché la stessa era stata privata dell’AIA (autorizzazione impatto ambientale) già in passato a seguito della sua situazione debitoria


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Cerignola, 15 aprile 2019. Non ancora collaudate né messe in attività le 16 biocelle destinate all’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti presso Contrada Cafiero per la SIA, società in house del Consorzio Bacino Fg4. A lanciare l’allarme il sindaco di Cerignola e Presidente del Consorzio, Metta.

Sono costate milioni di euro ai contribuenti e, se queste biocelle non vengono messe in attività, si rischia un degrado ed un deperimento che potrebbe mettere in discussione anche il loro funzionamento”.  L’avvocato di Cerignola rivolge le sue parole alle istituzioni varie, ma in particolare al presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, dalla sua pagina dedicata alla questione SIA.

La SIA non potrebbe procedere direttamente e autonomamente al collaudo e alla messa in atto perché la stessa era stata privata dell’AIA (autorizzazione impatto ambientale) già in passato a seguito della sua situazione debitoria. “Una decisione” precisa Metta “che la SIA ed il Consorzio Fg4 hanno impugnato davanti al TAR”.

Intanto, in data 20.09.2018, una delibera della giunta regionale, del presidente Emiliano, avrebbe deciso ed ordinato ad Ager Puglia ogni “utile iniziativa per riavviare l’esercizio dell’impianto complesso di proprietà del Consorzio FG/4 e sito in Cerignola” come recita la delibera “definendo anche la modalità di affidamento della gestione”. Questo secondo quanto riferisce ancora Metta che sottolinea “Siamo a metà aprile 2019 e mi chiedo cosa è stato fatto per dare attuazione a tale delibera”.

Le conseguenze di una mancata o ancora rimandata messa in attività dell’impianto potrebbe portare conseguenze da non trascurare. Gravi ripercussioni economiche; rischio di emergenza rifiuti perché impianti come quello di Contrada Cafiero per la biostabilizzazione dei rifiuti sono pochissimi in tutta la regione Puglia; necessità di trasferire lontano i rifiuti ed il bacino FG/4 lo fa già portando i propri rifiuti fino a Massafra, vicino Taranto; aggravio di spese a carico di tutti i comuni del Consorzio; mancato utilizzo di un impianto che è di proprietà pubblica a favore di impianti gestiti da privati.

Daniela Iannuzzi

SIA. Metta “Ancora ferme le 16 biocelle per impianto di biostabilizzazione” ultima modifica: 2019-04-15T18:04:40+00:00 da Redazione



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