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POLITICA Aborto, Lopalco, Mazzarano, Parchitelli (Pd): “Una mozione per tutelare la legge 194 e difendere la libertà delle donne”

L'emendamento al Decreto sul PNRR rappresenta un tentativo per attaccare il diritto delle donne all'autodeterminazione.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
15 Maggio 2024
Politica // Politica Nazionale //

L’approvazione, da parte del Senato, dell’emendamento al Decreto sul PNRR, che consente l’ingresso delle associazioni pro vita nei consultori, rappresenta, a 46 anni dall’entrata in vigore della 194, un tentativo per attaccare il diritto delle donne all’autodeterminazione e a ricevere, in un momento delicato e spesso doloroso, informazioni oggettive e scevre da ideologie. Coinvolgere queste associazioni, note per le posizioni anti-aborto, rappresenta un passo indietro che non possiamo in alcun modo tollerare. I consultori hanno sempre svolto, fin dallo loro istituzione, un ruolo centrale nell’educazione alla contraccezione e alla prevenzione e devono continuare ad essere luoghi in cui le donne possano sentirsi accolte da personale specializzato e sostenute, senza subire discriminazioni o giudizi, anche nel momento in cui decidono di intraprendere un determinato percorso.

Per questo, insieme ai colleghi Lucia Parchitelli e Michele Mazzarano che ringrazio per la sottoscrizione, ho presentato una mozione che impegna la Giunta regionale ad esprimere dissenso rispetto alle indicazioni contenute nell’emendamento approvato dal Senato e a non esercitare la facoltà prevista per quanto riguarda i servizi consultoriali, soprattutto in considerazione dei rischi per la violazione della privacy. Inoltre si impegna la Regione a rafforzare gli investimenti nei Consultori familiari e a mettere in campo ogni azione utile per assicurare la presenza di non obiettori in tutti i presidi pubblici e garantire un accesso tempestivo e senza ostacoli all’interruzione volontaria di gravidanza che – va ricordato – ha contribuito a ridurre il ricorso all’aborto clandestino e, di conseguenza, i casi di mortalità tra le donne che vi ricorrevano. Tanta strada è stata fatta e tanta ancora c’è da fare per vedere pienamente attuata la legge 194. La Puglia non può tirarsi indietro. Il rischio sarebbe doppio: violare un diritto sancito anche dal voto popolare e privare del diritto alla salute e della dignità le donne. Non possiamo permetterlo.

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